Il bluff della patente a puntidi Marco LilloSanzioni perse o registrate in ritardo. Metà dei comuni ignorano le norme. Risultato: la legge non fa più paura. E quattro italiani su cinque hanno...

15 giugno 2007 - 16:44

Il bluff della patente a punti
di Marco Lillo
Sanzioni perse o registrate in ritardo. Metà dei comuni ignorano le norme. Risultato: la legge non fa più paura. E quattro italiani su cinque hanno persino ottenuto il premio di buona condotta.

C'era una volta il cartello dei sindaci pacifisti che non volevano i reattori atomici nel giardino di casa e scrivevano alle porte del paese: 'Comune denuclearizzato'. Oggi va di moda il 'Comune depuntizzato', una zona franca dove la patente è sacra e inviolabile e i vigili non si azzardano a togliere un punto a nessuno. In 4340 comuni italiani su 8.157 i vigili non hanno mai comunicato al ministero dei Trasporti una sola decurtazione dei punti della patente. Anche i dati trasmessi dalla polizia o dai carabinieri arrivano con molti mesi di ritardo e spesso si perdono nei meandri della burocrazia.

La capitale di questa Italia che fa le multe, ma non segnala nulla alla struttura centrale, che rimpingua la cassa a suon di verbali e poi se ne infischia della prevenzione degli incidenti, è Vibo Valentia. Basta dare un'occhiata al cervellone del ministero per scoprire che in questa terra adagiata tra i monti della Sila e il mar Tirreno vige un patto tacito di non belligeranza tra l'autorità e gli automobilisti indisciplinati.

Se volete parlare al telefonino mentre bevete una birra procedendo a zig zag contromano o se sognate di sfrecciare sul lungomare senza casco mentre la moto si impenna al vento, questo è il posto che fa per voi. Dovrete solo metter mano al portafoglio per conciliare col vigile di turno, ma nessuno vi sfilerà le amate ruote da sotto il sedere. La polizia municipale di Vibo stacca verbali per 330 mila euro ogni anno (comunque pochi rispetto agli altri comuni), ma in compenso non ha mai sfiorato con un dito la patente di uno dei suoi 23 mila automobilisti su 34 mila abitanti, né quella di turisti e passanti che incrociano nelle sue strade.

A quattro anni dall'entrata in vigore della patente a punti, proprio da Vibo può partire il viaggio per capire perché l'unico provvedimento del governo Berlusconi circondato da unanimi apprezzamenti non funziona più. Lo spauracchio del ritiro della patente, che per tre anni è riuscito a convincere gli italiani a guidare più civilmente e ha indubbiamente salvato migliaia di vite umane, ha esaurito la sua spinta. Fino al 2005, incidenti e morti al volante sono diminuiti costantemente. Nel primo anno si era registrato un crollo del 18 per cento e l'Italia si era illusa di centrare l'obiettivo europeo della riduzione del 50 per cento delle vittime entro il 2010. Poi lentamente l'effetto annuncio è svanito: nel 2005 i decessi sono diminuiti solo del 5,6 per cento e nel 2006 i primi dati ufficiosi indicano un calo infinitesimale dello 0,3 per cento. Stiamo tornando a essere la Cenerentola della sicurezza stradale con l'aggravante del sorpasso dei cugini transalpini.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-bluff-della-patente-a-punti/1646919&ref=hpstr1

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