Il 76% degli italiani impartisce lezioni di guida extra ai figli

Indagine sugli atteggiamenti dei genitori dei ragazzi che devono prendere la patente: mamma e papà molto scrupolosi

17 maggio 2020 - 9:00

La scuola guida, le lezioni di pratica impartite dai professionisti, che si sommano a quelle di teoria: ore preziosissime per imparare a guidare. Ma i genitori italiani e inglesi preferiscono aggiungere altra pratica, ponendosi come “istruttori” accanto al ragazzo in vista dell’esame. È quanto emerge da una recente ricerca online, che ha voluto indagare a livello internazionale sulla tendenza dei genitori a diventare istruttori di guida dei figli con lezioni aggiuntive. La scuola guida di mamma e papà è infatti un grande classico ad ogni latitudine del mondo. L’indagine ha chiesto ai genitori italiani e inglesi se, perché e in che misura sottopongono i propri figli aspiranti autisti o neo-patentati a sessioni di guida extra prima o dopo l’esame pratico.

Articolo aggiornato il 17 maggio 2020 ore 9

LEZIONI DI GUIDA AI FIGLI COL FOGLIO ROSA

Parliamo di ragazzi che hanno il foglio rosa, e non ancora la patente, quindi non possono essere definiti neopatentati. I genitori automobilisti del Bel Paese sono più interessati alla fase di preparazione alla prova ufficiale. Il 76% dei genitori italiani dichiara infatti di aver dedicato ai propri figli lezioni pratiche in vista dell’esame. Decisamente più inclini alle lezioni post conseguimento della licenza di guida (in questo caso, quindi, neopatentati) sono gli inglesi. Il 68% degli intervistati afferma infatti di imporle ai propri figli con lo scopo di testarne con mano la preparazione. Quindi ben il 56% in più rispetto ai genitori italiani (12 %). Analizzando i dati per genere, non sorprende che in Italia i più preoccupati di formare al meglio i figli siano proprio i papà, con il 63% si aggiudicano il premio di genitori attenti. Meno avvezze invece le mamme, che con il 46% raggiungono comunque una buona percentuale.

ITALIANI MOLTO PRESENTI

Il 54% degli automobilisti italiani (20% gli inglesi), ha ammesso di voler essere presente durante i primi spostamenti dei figli. Nello specifico, il 29% ha voluto sedere al posto passeggero durante il primo viaggio serale. Mentre il 25% nei primi approcci con tangenziali e autostrade. “Patente, croce dei genitori e delizia di ogni ragazzo – commenta Barbara Panzeri, direttore marketing di Direct Line. Con questo sondaggio abbiamo voluto fare luce sull’altra faccia della medaglia dando voce non ai giovani guidatori neo-patentati, ma ai loro genitori. Il conseguimento della licenza di guida viene vissuto dai giovani come un traguardo importante nella vita che segna l’entrata ufficiale nel mondo degli adulti e porta con sé libertà e autonomia, ma che dovrebbe portare anche responsabilità. Ogni genitore è cosciente dei rischi che la strada racchiude“.

LEZIONI DI GUIDA AI FIGLI E LIMITI NEOPATENTATI

Una volta presa la patente, i ragazzi devono sottostare a limitazioni da neopatentati. Oggi, vige l’articolo 117 del Codice della strada comma 2-bis, che ha introdotto nel nostro sistema giuridico il divieto per i neopatentati di guidare veicoli oltre 55 kW/t o con una potenza massima di 70 kW (o 95 cavalli). Il rapporto potenza/tara dei veicoli immatricolati dopo il 4 ottobre 2007 è specificato nella pagina 3 del libretto di circolazione, mentre per i veicoli immatricolati prima si può usare il tool gratuito del Portale dell’Automobilista inserendo semplicemente la targa. La sanzione per chi guida una vettura non idonea è una multa da 165 a 661 euro con sospensione della patente da due ad otto mesi.

1 commento

Paoblog
11:48, 26 agosto 2014

Sperando poi che lo stile di guida dei genitori sia rispettoso del Codice, cosa questa di cui dubito viste le numerose infrazioni (cellulare, cinture, indicatori direzione, guida a sinistra, ecc.) che si vedono sulle strade.
*
Giusto quale esempio: http://paoblog.net/2011/05/30/autostrada-corsia/

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