Il 2012 un anno nero per i consumi automobilistici

La spesa per l'auto scende a 185,5 miliardi (-6,4%)

23 novembre 2012 - 10:00

Per il settore dell'auto il 2012 non passerà alla storia come un anno nero soltanto per le vendite di autoveicoli, ma anche per l'intera gamma dei consumi automobilistici. La spesa per l'acquisto e l'esercizio di autoveicoli (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus) nel 2012 scenderà infatti a 185,5 miliardi dai 198,1 miliardi del 2011. Il calo sarà del 6,37%.

VINCE SOLTANTO IL FISCO – La stima è stata fatta da Econometrica considerando i dati finora disponibili sull'andamento delle singole voci di spesa e le dinamiche dei prezzi che continuano a essere in crescita nonostante la crisi. Come mostra la tabella, il calo è generalizzato a tutte le voci con la sola eccezione di quella relativa alle tasse automobilistiche e di quella riferita ai carburanti, che aumenta però soltanto per effetto del carico fiscale. Nel comparto dell'auto per ora vince dunque soltanto il Fisco. Tutti gli altri perdono, ma l'effetto Laffer, cioè la possibilità che all'aumento delle imposte consegua una diminuzione del gettito, è dietro l'angolo.

SPESA PER I CARBURANTI A +6,06% – Venendo alle singole voci di spesa la graduatoria è guidata dalla spesa per i carburanti. Per il 2012 la previsione è di 71,8 miliardi con una crescita del 6,06% sul 2011. Come si accennava, questo incremento è dovuto esclusivamente alle imposte, mentre i consumi sono in calo a due cifre e diminuisce anche la quota del fatturato alla pompa che va a compagnie petrolifere e distribuzione. Al secondo posto nella graduatoria del 2012 si registra una importante novità: il fatturato per manutenzione e riparazioni ha superato quello per gli acquisti di autoveicoli. Non era mai successo in passato e il sorpasso del mondo delle officine su quello dei saloni di vendita non avviene per una crescita del fatturato per autoriparazione, ma semplicemente perché questo fatturato cala meno di quello per l'acquisto di autoveicoli, che subisce una contrazione di ben il 24,60%. Tra l'altro il calo del giro d'affari delle officine è un fatto nuovo perché fino al 2011 questo fatturato aveva sostanzialmente tenuto in quanto il rinvio di molte decisioni di sostituzione di auto faceva aumentare il fabbisogno di manutenzione, compensando l'impatto negativo della crisi.

SI RISPARMIA ANCHE SULLA RCA – Nel 2012 non è più così. Da un lato aumenta il numero di coloro che rinviano le manutenzioni e le riparazioni non assolutamente indispensabili e dall'altro, come emerge con chiarezza dai dati sui consumi di carburante e da quelli sui pedaggi autostradali, l'uso degli autoveicoli è in calo e questo naturalmente comporta una minore necessità di passaggi in officina. La quarta voce nella graduatoria della spesa è quella per l'assicurazione RC auto. L'esborso degli italiani per questa copertura assicurativa, che come è noto, è obbligatoria, accusa nel 2012 una contrazione minima. Se tuttavia si considera che vi è stata anche in questo settore una certa crescita dei prezzi, emerge che gli italiani stanno risparmiando anche sull'assicurazione RC auto. Ovviamente non si può evitare la copertura obbligatoria, ma probabilmente si limano i massimali che superano il minimo previsto dalla legge. E, in tema di assicurazione, va segnalato che per il ramo incendio e furto la spesa cala del 7,51%.

CALO ANCHE PER GLI PNEUMATICI -Venendo alle voci minori (si fa per dire) spicca la contrazione del 14,12% per gli pneumatici. Questi prodotti hanno avuto negli anni scorsi una fase positiva per l'introduzione delle soluzioni invernali, ma ora cominciano a sentire i morsi della crisi, come d'altra parte i pedaggi autostradali che, nonostante gli aumenti delle tariffe, sono previsti in calo del 7,03% e i lubrificanti che risentono sia del calo delle percorrenze medie, che della tendenza a rinviare anche il cambio dell'olio.

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