I tir spesso dimenticati dalla segnaletica

Roma, 31 ottobre 2008 - I tir, spesso denunciati come killer della strada, sono, anche se non sembra, un'utenza debole, almeno sul fronte della leggibilità della segnaletica verticale.Questo è...

1 novembre 2008 - 16:21

Roma, 31 ottobre 2008 – I tir, spesso denunciati come killer della strada, sono, anche se non sembra, un'utenza debole, almeno sul fronte della leggibilità della segnaletica verticale.
Questo è uno degli aspetti su cui Assosegnaletica, l'Associazione che riunisce produttori di segnali stradali, aderente ad Anima-Confindustria, vuole fare il punto in l'occasione della tavola rotonda “Malasegnaletica, una realtà sottovalutata”, in programma a Roma per martedì 4 novembre (dalle 10.30 alla Sala delle Colonne di Palazzo Marini).

“Spesso i segnali – precisa Paolo Mazzoni, Responsabile Relazioni Esterne del Centro Studi per la sicurezza stradale della Fondazione 3M Italia – non vengono progettati secondo precise regole di composizione grafica, carattere e spaziatura. Risultato? Una lettura compromessa del segnale e quindi una guida non sicura ed estremamente indecisa.”
I segnali devono essere progettati per essere percepiti tempestivamente affinché il conducente agisca sul mezzo in tempi utili. Quello che penalizza i conducenti di tir è che si trovano a gestire un mezzo pesante che ha tempi di reazione lunghi.

Elemento essenziale dei segnali è la visibilità, che per i mezzi pesanti, di notte è ulteriormente ridotta in quanto la distanza verticale tra i fari del mezzo e l’autista in cabina è maggiore se confrontata con quella delle autovetture. Questo comporta che il segnale stradale si spegne letteralmente proprio quando l’autista è entrato nello spazio critico decisionale e dovrebbe leggere le indicazioni e prendere le azioni conseguenti.
In particolare, se un mezzo pesante riesce a percepire i segnali sul lato destro al 100%, quelli al lato sinistro scendono al 50% e il portale, che rappresenta il segnale più importante viene visto al 30% circa.
 
“Una soluzione – continua Mazzoni – è quella di sostituire la tecnologia rifrangente delle   microsfere in vetro, attualmente utilizzate e risalente agli anni ‘40, con  la  tecnologia rifrangente  a microprismi. Questa tecnologia, già ampiamente utilizzata in Europa, grazie ad una risposta luminosa grandangolare, permette di allargare il cono di rifrangenza in modo tale da poter consentire a tutti, ma in particolar modo agli autisti dei TIR, di migliorare in termini di tempo e spazio l’intero processo di percezione della segnaletica verticale, identificando e leggendo correttamente le indicazioni segnaletiche e quindi agendo in piena sicurezza.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 10.000 euro

Ciclisti più spericolati degli automobilisti? Uno studio spiega perché

Cassazione: omicidio stradale, l’imprudenza altrui non è un’attenuante