I semafori, fonte primaria di incidenti, per assurdo?

E poi mi parlano di semafori intelligenti?

8 luglio 2010 - 11:40

Milano – Parto come sempre da un'esperienza personale. Mio padre ha quasi 78 anni ed ha riflessi più lenti che ovviamente portano spesso a decidere tardi e male. I T-red sono spesso calibrati per far male alle patenti, lo abbiamo visto, tuttavia lui in 2 anni ha preso due multe per passaggio con il rosso. – 12 Punti in totale ed oltre 300 € di multe.

So per certo che non passa volontariamente con il rosso, tuttavia ho anche verificato che il T-red in questione scatta se oltrepassi la linea d'arresto dopo che scatta il rosso e che il tempo del giallo non è molto lungo, ma neanche di 2 secondi.

Il vero problema è che trattasi di un incrocio trafficato (Mac Mahon – Monte Ceneri) ed è facile trovarsi in situazioni difficili, in linea di massima evitabili, se si “legge” il traffico. Ma il traffico deve essere letto in “tempo reale”, se non addirittura ipotizzando quello che sta per succedere, e questo, con i riflessi lenti, non lo fai.

Anche la segnaletica ha la sua parte, però. I semafori pedonali, spesso ma non sempre, scattano con tempi differiti rispetto al semaforo principale, per cui una volta ha visto il semaforo pedonale diventare giallo ed ha frenato, rischiando il tamponamento dell'automobilista dietro che guardava il semaforo normale.

A quel punto gli ho fatto notare l'errore, con suo grande disappunto, per cui è scattato il solito meccanismo che accade con le persone di una certa età, soprattutto se genitori, e mi ha risposto con un: “sono 50 anni che guido, non ho mai fatto incidenti, non sarò mica diventato scemo?”

Certamente no, più lento, forse, ma il fatto è che il traffico odierno, non è quello dei primi anni '60.

Torniamo ai semafori pedonali che, in ogni caso, generano molta confusione ed incertezze sia nei pedoni sia negli automobilisti. Spesso il giallo scatta pochi istanti dopo il verde e, se la memoria non m'inganna, con il giallo ci si dovrebbe fermare, anche se pedoni. Peccato che facendolo non si riuscirà mai ad attraversare, in quanto il verde non ti dà il  tempo tecnico per farlo e badate bene che ho fatto delle prove reali.

Sono alto 1.85 e se accelero il passo ho una buona falcata che però, a semaforo verde, non sarebbe sufficiente; nel contempo gli scarsi pedoni che si fermano al giallo si rendono presto conto che il giallo resta fisso per parecchi secondi, più che sufficienti ad attraversare. Però così facendo e considerando che a quel punto il rosso può scattare in qualsiasi istante, è facilissimo trovarsi in mezzo all'incrocio, con le auto che ti suonano, tu che ti arrabbi, e via con il nervosismo.

Ovvio che il pedone non ha torto, in quanto non poteva fare altro che attraversare, ma ha ragione anche l'automobilista che ha il verde e che magari da dietro gli arriva il concerto di clacson, per cui si rischia (talvolta) lo scontro fisico per colpa di semafori mal gestiti.

D'altro canto non è che i semafori pedonali di Milano abbiano tutti gli stessi intervalli di tempo fra i vari colori, per cui è impossibile per il pedone regolarsi di conseguenza. Mi chiedo se, così come succede all'estero ed anche in qualche piccola località italiana, se sia così difficile e/o oneroso mettere il contasecondi sopra al semaforo. Sapendo quanti secondi di verde e di giallo ti restano, sarebbe facile per tutti gestire l'incrocio.

Il discorso ai aggancia in ogni caso anche al rosso. Spesso vedi cartelli che dicono: Spegnere il motore se il semaforo è rosso. Ok, mi sta bene, ma come faccio a sapere se il semaforo è appena scattato oppure se 3 secondi dopo aver spento il motore mi scatta il verde? Se la macchina fosse dotata di Start & Stop il problema non ci sarebbe, ma sono auto progettate per accensioni e spegnimenti frequenti. (Anche se sulla loro reale utilità ho letto obiezioni sensate di Maurizio Caprino)

Parliamo poi dei semafori con la freccia per la svolta. All'incrocio tra via Rucellai e Viale Monza, sino allo scorso anno, era presente un semaforo che faceva scattare la freccia verde per chi svoltava a destra, con un lieve anticipo rispetto al verde principale; questo consentiva a chi deve svoltare di anticipare sia i pedoni che attraversano l'incrocio, sia la auto che provengono di fronte e che svoltano a sinistra.

Vero che queste ultime, in teoria, devono dare la precedenza a chi proviene da via Rucellai, ma sappiamo bene come girano le cose. Comunque sia da alcuni mesi la freccia di svolta è stata eliminata, per cui si passa tutti insieme ed il tempo di verde disponibile, soprattutto in orari di punta, non è sufficiente. L'ingorgo è quasi la regola, soprattutto nel tardo pomeriggio.

Tanto per non sbagliare, il pedone deve affidarsi alla fortuna ed alla cortesia dell'automobilista, peraltro impegnato a non farsi tamponare dall'uno o dall'altro. Il furbone che ha pensato bene di modificare il semaforo ha protetto il pedone con un giallo lampeggiante nei pressi dell'attraversamento pedonale, tuttavia è un segnale inutile.

Divertente è vedere all'incrocio successivo (Viale Monza – Via Don Guanella) la freccia per la svolta che facilita il tutto, fermo restando che poi i pedoni attraversano ugualmente con ovvi rischi ed arrabbiature dell'automobilista che deve ovviamente frenare con i rischi del caso.

Parliamo ora di semafori controllati dai T-red. Premetto che io mi fermo al giallo e non giustifico chi passa con il rosso, ma purtroppo vi sono situazioni in cui le alternative spesso sono l'una peggio dell'altra, come si capirà leggendo il tutto.  Prima analizzo i semafori che conosco.

Del semaforo di Mac Mahon ho già parlato in apertura, tuttavia quando affronti un incrocio dotato di T-red  spesso hai solo due due scelte: multa certa o tamponamento probabile. Io mi salvo passando sul cavalcavia, tuttavia chi deve svoltare in una via laterale non ha scelta. Da lì deve passare.

Il problema è che i tempi per liberare l'incrocio sono diversi, dipende dal flusso del traffico, dal jumbotram che passa con il giallo (succede molto spesso!!)  e poi si ferma a metà bloccando l'incrocio in ogni direzione e via così. Ma se il tempo di reazione del T-red è il medesimo, la multa è certa.

Poi abbiamo quello in Viale Marche che ha un incrocio meno ampio, ma molto trafficato, ed aggiungendo i soliti che impegnano l'incrocio quando non devono,  i rischi aumentano, perchè talvolta ci si trova rallentati o incastrati in un ingorgo, senza altra soluzione che andare avanti, a rischio multa. Io conosco l'incrocio, per cui rallento più che posso (nei limiti del possibile) a prescindere dal “giallo o dal verde” e poi quando se scatta il giallo svolto a destra, al fine di evitare di fermarmi, non per niente, ma per evitare il solito che arriva da dietro.

Fermarsi al giallo. Più facile da dirsi che a farsi.

A Trezzano c'è un semaforo con T-red. Un paio di anni fa un'amica non si è accorta del giallo ormai prossimo al rosso ed ha preso una multa, inclusa la perdita dei punti. L'anno successivo al giallo si è fermata e quello dietro l'ha tamponata alla grande. Quasi 5000 € di danni ad una Yaris (vecchia serie). Una bella soddisfazione.

Si torna all'idea di prima. Con un contasecondi sopra al semaforo tutti incidenti e multe in meno. Opps,  ho detto multe in meno? Forse i vari Comuni, Milano in primis, hanno più interesse a seminare multe che a facilitare la vita agli automobilisti (fermo restando il rispetto del Codice della Strada, s'intende) ?

Giusto per amor di precisazione  lo scorso anno mi sono preso il bonus di 2 punti, arrivando a 26 punti. Il tutto percorrendo circa 28.000 Km/anno. Quindi predico bene e razzolo bene e non sono un'automobilista della domenica. Sulla strada ci sono ogni giorno, guido, qualche volta faccio anch'io dei piccoli errori di valutazione o distrazione, ma non mi costa fatica evitare di bere prima di guidare e neanche rispettare i 130 kmh di velocità massima.

Le mie infrazioni? Superare certi limiti assurdi, perchè se mi metti i 50 kmh orari in rettilineo, non si tratta di andare “oltre i limiti”, ma si tratta di sopravvivenza. Alcuni giorni fa, sulla statale, limite 70kmh, divieto di sorpasso ed un attraversamento pedonale che richiede prudenza, io andavo a 70 ed un furgone mi è arrivato sparato da dietro, a 30 centimetri dal paraurti. Ho preferito arrivare a 90 kmh piuttosto che averlo attaccato al sedere.

Non parcheggio in doppia fila, guido nella corsia libera più a destra, accendo i fari, allaccio la cintura e, udite udite, non uso il cellulare alla guida. E vivo bene lo stesso.

E cari incivili alla guida, non venite a dirmi che parcheggio in doppia fila perchè non c'è posto. Il problema dei parcheggi c'è, nulla da dire, ma è anche vero che ci vuole meno pigrizia, non è necessario parcheggiare esattamente davanti al bar, alla scuola, al negozio. Ma di questo riparleremo in seguito.

Fonte: http://paoblog.wordpress.com

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Incidenti con animali selvatici in Lombardia: come chiedere il rimborso

Car sharing Popgo: come funziona l’auto a noleggio condivisa tra privati

I 12 maggiori Costruttori di auto diesel Euro 5 e 6 in Europa