I richiami auto costano sempre di più: pesano per il 70% dei risarcimenti

I richiami risarciti dalle assicurazioni provocano perdite incredibili, ma tra tutti i settori quello automobilistico ha costi in aumento

I richiami auto costano sempre di più: pesano per il 70% dei risarcimenti
Che i richiami auto in Europa siano cresciuti esponenzialmente nell'ultimo decennio è sotto gli occhi di tutti, anche se rispetto agli USA, dove istituzioni, associazioni dei consumatori e class action sono temuti molto più che della cattiva pubblicità che minacciano i clienti con gli strumenti che hanno a disposizione in Italia per difendersi. Un dato interessante però che è emerso da un'indagine di un importante Gruppo assicurativo, è che tra i rischi che corrono le Aziende (per i quali pagano fiori di quattrini con polizze assicurative e risarcimenti) quello dei richiami è un settore sempre più oneroso per le Case costruttrici, tanto che la cifra liquidata negli ultimi 5 anni ha raggiunto i 2 miliardi di dollari. Ma la spesa è in forte aumento anche in molti altri settori industriali e cerchiamo di capire perché.

2 MILIARDI DI DOLLARI DI RISARCIMENTI

Il rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) affronta il rischio di prodotti difettosi, che rappresenta un pericolo crescente per le aziende, causando importanti danni finanziari. E tra tutti i richiami industriali,  il settore auto rappresenta oltre il 70% del valore di tutte le perdite assicurative analizzate (leggi qui tutti i richiami auto ordinati per Marca, Modello e Anno), il che non sorprende se si considerano i recenti livelli record di attività sia negli Stati Uniti sia in Europa. Su 367 richieste di indennizzo di prodotti assicurativi provenienti da 28 Paesi in 12 settori industriali tra il 2012 e la prima metà del 2017 è emerso che il prodotto difettoso o il lavoro errato sono la causa principale delle richieste di indennizzo, seguito dalla contaminazione del prodotto. Il costo medio di un incidente significativo riconducibile alla difettosi di un prodotto è superiore a 12 milioni di dollari (10,5 milioni di euro), ma i costi dei più grandi sinistri superano di gran lunga questo importo. Oltre il 50% delle perdite deriva, infatti, da 10 incidenti. Secondo l'analisi dei sinistri, il settore IT/elettronica è il terzo più colpito dopo quello automotive e quello alimentare.

IL DIFETTO SPESSO CONTAMINA ANCHE I CONCORRENTI

"Assistiamo ad un numero crescente di richiami nell'industria automobilistica", afferma Carsten Krieglstein, Regional Head of Liability, Europa Centro-orientale, AGCS. "Ciò è dovuto a fattori quali un'ingegneria più complessa, tempi ridotti di collaudo del prodotto, esternalizzazione della Ricerca e Sviluppo e crescenti pressioni sul contenimento dei costi. Lo spostamento tecnologico dell'industria automobilistica verso la mobilità elettrica e autonoma creerà ulteriori rischi di richiamo". Uno dei richiami fino ad oggi più importanti che ha colpito l'industria automobilistica, che riguarda airbag difettosi (approfondisci qui la vicenda degli airbag Takata che ha portato l'azienda al fallimento), dovrebbe portare al richiamo di circa 60-70 milioni di veicoli coinvolgendo almeno 19 Costruttori in tutto il mondo con costi stati stimati intorno ai 25 miliardi di dollari. Questo incidente dimostra il crescente "Ripple Effect - effetto a catena" che colpisce il settore automobilistico, ma che riguarda anche altri settori industriali. Dato l'uso di molti componenti comuni, un singolo richiamo può avere un impatto su un intero settore.

I SOCIAL MEDIA, FARO DEI CONSUMATORI

Sempre più automobilisti utilizzano il web, soprattutto in Italia per trovare un bacino di resistenza più solidale contro le politiche a volte lassive dei vari Customer Service. Non a caso sono tanti gli automobilisti che scrivono sul forum di SicurAUTO.it. I social media, infatti, possono essere un modo rapido ed efficace per comunicare con i clienti, ma possono anche esasperare il rischio di richiamo se non sono gestiti nel modo corretto. "I social media sono un vero e proprio punto di svolta per il richiamo dei prodotti", afferma Stewart Eaton, Head of Product Recall, Regno Unito, AGCS. "Un post o un tweet dannoso possono influenzare la dimensione del richiamo e causare danni alla reputazione, il che significa che le aziende ora devono reagire più rapidamente". Sono in aumento anche i richiami per ragioni etiche e di reputazione, piuttosto che di sicurezza, come ad esempio nei casi in cui nella supply chain siano stati impiegati minori o persone costrette in schiavitù. "Ci saranno incidenti laddove non esiste alcun obbligo giuridico di richiamo, ma è la cosa giusta da fare. Si tratta di un rischio reale a cui le aziende devono essere preparate", dice Christof Bentele, Head of Global Crisis Management di AGCS.

Pubblicato in Attualità il 06 Dicembre 2017 | Autore: Donato D'Ambrosi


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