I pneumatici autoportanti

Per allontanare le perdite improvvise di aderenza in caso di foratura sono stati inventati i “pneumatici di sicurezza autoportanti” (self-supporting). Il pneumatico autoportante è costituito da uno speciale cerchio, da un pneumatico dalla struttura particolare e dal vero e proprio elemento di emergenza: un inserto elastico che, alloggiato al centro del cerchio stesso, lo “avvolge”. […]

8 Aprile 2011 - 09:04

Per allontanare le perdite improvvise di aderenza in caso di foratura sono stati inventati i “pneumatici di sicurezza autoportanti” (self-supporting).

Il pneumatico autoportante è costituito da uno speciale cerchio, da un pneumatico dalla struttura particolare e dal vero e proprio elemento di emergenza: un inserto elastico che, alloggiato al centro del cerchio stesso, lo “avvolge”. In questo modo, in caso di foratura, s’impedisce sia al pneumatico di staccarsi dal cerchio che di disporre di una struttura portante che non lo “afflosci” completamente, in modo da permettere al guidatore di continuare a viaggiare sino alla più vicina officina con una certa sicurezza; inoltre si evita di doversi accostare (manovra spesso pericolosa per noi e per gli altri) per sostituire il pneumatico.

La velocità consentita naturalmente è di max 80 Km/h e si può guidare con pneumatico “a terra” per circa 200 km. Spesso, parte integrante di questa invenzione è un sistema di monitoraggio continuo della pressione, fondamentale per avvisare il guidatore dell’eventuale perdita di pressione, cosa che altrimenti sarebbe poco avvertibile.

I pneumatici di sicurezza autoportanti maggiormente conosciuti sono i PAX e i RunFlat.

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