I nostri dati vengono venduti in nome della sicurezza. Ma poi…

Utilizzo dei dati dei proprietari di veicoli - Anche in Francia è stato autorizzato l'uso dei dati dei proprietari di veicoli da parte di aziende. Come vedete dal...

17 dicembre 2010 - 22:19

Utilizzo dei dati dei proprietari di veicoli –  Anche in Francia è stato autorizzato l'uso dei dati dei proprietari di veicoli da parte di aziende. Come vedete dal lancio Ansa qui sotto, poco importa se sia per garantire che i richiami di esemplari difettosi possano raggiungere tutti o più semplicemente per finalità commerciali. Così è sorta qualche polemica.

L'Aci può vendere i dati del Pra alle aziende – In Italia, invece, nessuno ha fiatato per la decisione del Garante della privacy che ha chiuso una lunga istruttoria sullo stesso argomento sancendo il diritto dell'Aci di vendere i dati del Pra alle aziende del settore. La decisione si è basata sul fatto che l'utilizzo dei dati avvenga per finalità di sicurezza, includendo tra esse gli inviti che le officine fanno a chi ha la revisione in scadenza. Certo, è sicurezza anche questa. Però, nel contratto che l'Aci-Pra sottopone alle officine-clienti (Scarica Contratto Aci), c'è la possibilità di selezionare gli automobilisti da mettere nella lista degli inviti. E selezione sembra più far rima con business che con sicurezza.

 

(Ansa) – parigi, 14 dic – grazie a un emendamento alla recente legge sulla sicurezza interna (loppsi 2), il governo francese potrà vendere a società private i dati personali forniti dagli automobilisti nelle domande di immatricolazione delle automobili. Lo rivela il quotidiano le parisien, spiegando che per i promotori dell'emendamento questo aiuterà i costruttori in caso di ritiro di veicoli per motivi di sicurezza, oltre a favorire iniziative commerciali.
Il problema, spiega il giornale, è che in base al provvedimento l'amministrazione pubblica non è obbligata ad avvertire i cittadini della cessione dei loro dati, e che questi ultimi non potranno controllarne l'utilizzo nè la correttezza.
Inoltre, al momento non sono previste procedure di controllo degli acquirenti o dell'uso che intendono fare delle informazioni, anche se un ulteriore emendamento in materia è in discussione all'assemblea nazionale.
Resta poi il nodo del prezzo da applicare per la vendita: la norma, infatti, non definisce tetti o minimi, limitandosi a imporre che sia “ragionevole” rispetto al lavoro di trattamento dei dati effettuato dall'ente pubblico. (Ansa).

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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