I controlli su autoscuole, revisioni, camion e agenzie? Non ci sono soldi

La mancanza di tali controlli è dovuta al taglio dei fondi per le attività ispettive

3 marzo 2011 - 13:10

Che fine hanno fatto i controlli sulle autoscuole e le ispezioni nelle officine abilitate alle revisioni?, Più di qualcuno si chiede che cosa sia rimasto dietro la facciata degli spot ministeriali con Gigi Proietti sulla sicurezza stradale. Questi “qualcuno” non sono comuni cittadini, ma persone che al ministero ci lavorano e hanno visto coi propri occhi diminuire la cosiddetta “attività ispettiva”. Sono, per esempio, i controlli sulle autoscuole, per esempio quelli che si fanno di sera per evitare che i corsi di recupero punti si facciano solo mettendo una firma sul registro presenze (e meno male che con la riforma diventerà obbligatorio fare un esame a fine corso). Sono anche le ispezioni nelle officine abilitate alle revisioni, settore in cui la situazione generale non è molto migliorata rispetto al lassismo che avevo documentato all'inizio, nel '98 (l'ultima notizia che ho avuto viene da Taranto ed è l'ok a un'auto uscita dalla concessionaria quattro anni prima con le gomme da 15 pollici invece dei 16 o 17 prescritti dalla carta di circolazione! eppure bastava leggere un attimo sul fianco del pneumatico!!). Ne risentono anche le verifiche su che cosa si fa nelle agenzie di pratiche auto, le cui associazioni di categoria da anni denunciano passaggi di proprietà fasulli effettuati con l'avallo di alcuni appartenenti alla categoria (che poi inducono altri colleghi a seguire la stessa strada per sopravvivere) e con scarsi controlli di quello che dovrebbe essere il primo controllore (l'Aci, che ha sedi puntigliose e altre meno): come faremo ad attuare il divieto di intestazioni fittizie previsto dalla riforma??

Non se la passano bene nemmeno le revisioni su strada sui mezzi pesanti, fondamentali per evitare incidenti rovinosi e far entrare nella testa delle imprese e dei singoli operatori (sia del trasporto sia quelli della committenza) che la sicurezza costa e non si possono far tornare i conti risparmiando su di essa perché tanto i controlli sono una goccia nel mare. Mi segnalano anche difficoltà nel recarsi a esaminare i ragazzi candidati al patentino ciclomotori in centri lontani dal capoluogo di provincia dove ha sede l'ufficio locale della Motorizzazione: sono state tagliate le trasferte con l'auto privata e gli esaminatori devono prendere i mezzi pubblici (con orari non comodissimi…) portandosi appresso l'occorrente (che, almeno per i più scrupolosi, può arrivare a pesare 18 chili). Problemi anche sulla riqualificazione del personale.

Buona parte di questi problemi è dovuta al taglio dei fondi per le attività ispettive. Un taglio che inizialmente ha avuto una giustificazione tecnica: al ministero dell'Economia si sono esercitati in una dotta disquisizione sulla natura di quelle attività e quindi sulla loro copertura finanziaria con la spesa corrente o con quella in conto capitale (investimenti, di fatto), per arrivare al nocciolo della questione: non ci sono soldi. Come Giulio Tremonti dice a tutti. Si è quindi tentata la strada di un emendamento al Milleproroghe, ma senza successo. Insomma, i distinguo tecnici pare servano solo a mascherare l'assenza di una reale volontà politica. Prendiamo atto che ci sono altre urgenze in questo Paese.

Maurizio Caprino – ilsole24ore.com

1 commento

carlo
16:24, 4 marzo 2011

I controlli per i corsi recupero punti ci sono e come, ne sono io testimone, ho frequentato un corso per il recupero di 6 punti e su 6 lezioni (durata del corso), ci sono stati 5 controlli! ma dove le prendete queste informazioni?

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Multa con Autovelox annullabile

Autovelox mobili: qual è la distanza minima tra segnale e postazione?

Acquisto auto nuova: come dovrebbe essere in una concessionaria auto

Rotonde al posto degli incroci negli USA: -90% di incidenti mortali