I ciclisti: “Sull'autostrada dei Fori il Gran Premio si corre ogni mattina”

Una mattina in via dei Fori Imperiali insieme al coordinamento "Di traffico si muore? per misurare la velocità di auto e scooter, che mettono in pericolo ogni giorno ciclisti e pedoni...

5 febbraio 2010 - 0:00

Una mattina in via dei Fori Imperiali insieme al coordinamento “Di traffico si muore” per misurare la velocità di auto e scooter, che mettono in pericolo ogni giorno ciclisti e pedoni. Dopo il varo della pista ciclabile che collegherà Roma al litorale di Fiumicino le associazioni che si battono per la sicurezza su due ruote tornano a chiedere percorsi adeguati in città

Via dei Fori Imperiali, 11 di mattina. La strada è una pista, il semaforo che scatta sul verde la bandiera a scacchi. Inizia il Gran Premio quotidiano, non si sa chi vince ma si sa chi perde: i pedoni, i ciclisti, chi rispetta l'ambiente e il codice della strada. Di fronte al palo 27, quello dove la ciclista Eva Bohdalova è stata investita e uccisa la notte del 29 ottobre scorso, il coordinamento “Di traffico si muore” ha fatto un esperimento: misurare la velocità effettiva di auto, moto e scooter – e, perché no, anche di autobus e taxi – che sfrecciano su quella che è stata soprannominata “l'autostrada archeologica” a ogni ora del giorno e della notte. “Abbiamo chiesto un numero infinito di volte al Comune di mettere gli autovelox”, spiegano, “ma non abbiamo avuto nessuna risposta. E allora abbiamo deciso di fare da soli”. L' “arma” è un puntatore Bushnell, di quelli che gli appassionati di sport Usa utilizzano per vedere la velocità di un lancio di baseball, o del loro campione del cuore a Indianapolis.

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Si tratta di una “pistola” che inquadra l'oggetto in movimento e ne registra la velocità grazie a una tecnologia radar molto simile a quella degli autovelox. Negli Stati uniti è amato dai fan del baseball e del tennis, ma anche dagli allenatori che spesso ne fanno uso per verificare le prestazioni dei loro atleti. Ha un margine di errore di 1 miglio orario (1,61 km/h). Questo significa che lo scooter che sfrecciava a 80 all'ora e la Fiat Punto a 73, con un regolare autovelox non avrebbero avuto scampo. Il coordinamento ci riferisce anche un dato sconcertante, di cui non siamo stati testimoni: un'auto dei carabinieri che, a sirene spente, e senza lampeggianti, ha fatto registrare al loro apparecchio i 101 chilometri all'ora. “La strada è l'ultimo luogo veramente pubblico che ci rimane”, commenta Paolo Bellino, promotore dell'iniziativa, “ed è diventata una giungla pericolosa. Inutile continuare a parlare di sicurezza e legalità quando si rischia la vita attraversando la strada”.

I piloti improvvisati del venerdì mattina, intanto, si rendono conto di essere inquadrati. Qualcuno inchioda, qualcuno prova a protestare: “Mi distraete mentre guido, è pericoloso”, salvo poi chiedere “Ma mica fate la multa?”. E intanto Paolo Bellino, che chiama la via l'autostrada dei Fori, racconta di un incontro eccellente che l'ha lasciato a bocca aperta: “Stavo in bici in fondo a via dei Fori Imperiali, proprio sotto l'Altare della Patria. Mentre attraversavo sulle strisce, con il semaforo pedonale verde, un'auto arriva a tutta velocità e inchioda a poca distanza da me. Mi sono spaventato, e ho protestato. Dentro all'auto c'era il sindaco Alemanno, che non ha nemmeno alzato gli occhi. E non riesco a non pensare che se non ci fossi stato io sulle strisce, forse avrebbero bucato il semaforo rosso, vista la velocità”.

Il bilancio delle misurazioni, a fine mattinata non è tremendo, ma sicuramente non rassicura. Molti rimangono nei limiti, ma i campioni non mancano.

 

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