I ciclisti chiedono più sicurezza stradale

I ciclisti: una categoria apprezzata, ma non aiutata. Linear ci racconta quale sia la loro situazione nel nostro Paese

24 aprile 2012 - 6:00

Si parla molto di mobilità sostenibile, ma poco si fa per coloro che realmente si muovono a zero emissioni: i ciclisti. Una categoria disprezzata da pedoni e automobilisti che difficilmente riesce a trovare il suo spazio nelle città. Eppure si contano circa 25 milioni di biciclette che circolano tra le strade del nostro paese e il numero è in costante aumento. Cresce anche l'introduzione del bike sharing nelle città, ma il numero di piste ciclabili rimane pressoché invariato. Un'indagine di Linear Assicurazioni, realizzata da Nextplora, ci racconta quale sia la situazione dei ciclisti in Italia e quali siano i loro desideri per un futuro che possa essere sostenibile grazie alle biciclette.

PIU' PISTE CICLABILI – Partiamo dal principale obiettivo: aumentare il numero di piste ciclabili. Lo chiede l'Italia intera, il 65% degli intervistati, con un picco del 70% tra gli abitanti del Nord. 3.227 sono i chilometri attualmente ciclabili, un numero irrilevante se si pensa ai 35.000 della Germania e ai 17.000 dell'Inghilterra. 

CITTA' INADATTE – Certo la conformazione geografica del nostro paese non aiuta, le strade delle nostre città non sono sempre adatte alle piste ciclabili. Il 43% degli intervistati pensa che non ci siano zone della città in grado di facilitare l'accesso alle bici, questa percentuale sale al 54% per gli abitanti del sud Italia. Solo il 25% degli italiani ritiene che forse le strade del centro siano adatte alle due ruote, sta di fatto che un misero 13% afferma che si possa circolare facilmente in ogni zona della propria città: beati loro. 

PIU' SICUREZZA – Il problema maggiore però è la sicurezza dei ciclisti, si calcola intatti che il rischio medio di mortalità per un ciclista, in Italia, sia dell'1,92%, ovvero più del doppio rispetto a chi va in auto (0,77%) e sei volte più alto di chi sceglie l'autobus (0,31%). Tra le città più sicure spiccano Aosta, Trento, Trieste Genova, Ancona e Campobasso. Devono invece fare molta attenzione i ciclisti di Potenza, L'Aquila, Torino e Napoli. 

MILLE OSTACOLI – L'assenza dei piste dedicate fa sì che molti ciclisti, per spostarsi, utilizzino le strade “riservate” alle automobili ed è in questi casi che scoppia l'ira degli automobilisti. Il 61% di loro ammette, infatti, di non sopportare che i ciclisti circolino sempre in mezzo alla strada; mentre, il 58% degli automobilisti sostiene che, chi si muove in bici, non presti abbastanza attenzione. Il 44% degli intervistati fa notare infatti come capiti spesso che i ciclisti non usino segnalatori come faretti o catarifrangente durante le ore notturne e il 40% evidenzia come spesso cambino di direzione improvvisamente, diventando pericolosi per il traffico urbano.

PAROLA AGLI ESPERTI – “Serve più disciplina e più sicurezza in generale da parte di tutti – ha dichiarato Lucio Cecchinello, ex pilota di MotoGP e attuale Team Manager della squadra LCR, con cui Linear sta sviluppando un progetto sulla sicurezza quando siamo al volante – anche da parte dei ciclisti, se pensiamo che ogni anno nel nostro Paese si producono 1,8 milioni di biciclette, ma si vendono solo 300.000 caschetti; fortunatamente di questi ben il 70% viene acquistato da un minorenne, un buon punto di partenza che fa ben sperare per il futuro”,

SALVAICICLISTI – Nel frattempo continuano le iniziative 'Salvaiciclisti' (di cui vi abbiamo più volte parlato), realtà nata da un gruppo di blogger cui obiettivo è quello di stimolare maggiore interesse da parte dei sindaci dei Comuni italiani nei confronti di ciclisti che, come abbiamo detto, sono in continuo aumento.

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