Honda ha bisogno di un nuovo fornitore per il richiamo degli airbag

Honda si è rivolta ad Autoliv per integrare la fornitura di airbag di Takata che da sola non è sufficiente

9 dicembre 2014 - 17:53

Honda ha deciso che il contributo di Takata non basta più e di aggiungere un nuovo fornitore per gli airbag delle proprie auto. Lo ha reso noto la stessa Autoliv, designata come nuova azienda fornitrice, specificando che fornirà l'apparato per il gonfiaggio degli airbag per tutti i veicoli interessati dal richiamo; i primi stock dei nuovi componenti verranno consegnati tra non meno di sei mesi. La scelta di Autoliv, che ha il suo quartier generale a Stoccolma, si è resa necessaria a causa dell'accresciuto numero di auto da richiamare, un quantitativo di veicoli tale che la sola Takata non avrebbe fatto in tempo a fornire tutte le parti necessarie al rimpiazzo.

IL PROBLEMA DELLA PRODUZIONE – Infatti il componentista giapponese attualmente è in grado di produrre solo 350.000 pezzi al mese e dopo il prossimo gennaio, a seguito di aggiornamenti alla linea produttiva, potrebbe crescere a 450.000. Autoliv stessa, del resto, dovrà aumentare la capacità produttiva per soddisfare l'accresciuta domanda. La notizia è arrivata dopo che Honda aveva deciso di estendere la sua azione di richiamo agli airbag laterali di tutte le auto che si trovano sul territorio nazionale, anziché limitarsi a quelle che stazionano in zone precise, caratterizzate da un meteo particolare. A questo proposito bisogna che ricordare che finora sono state richiamate, in totale, otto milioni di auto (tutte le Case auto coinvolte) situate in zone ad alta umidità.

NHTSA E' PER LA LINEA DURA – La NHTSA, dal canto suo, ha da poco dichiarato ufficialmente che in nessun modo Takata può giustificare il richiamo delle auto sono nelle zone ad alta umidità. David Friedman stesso (ad di NHTSA) ha dichiarato che i dati evidenziano come l'umidità sia un fattore marginale rispetto ai malfunzionamenti e che comunque verranno condotti altri test da tecnici esterni alla NHTSA. “Mentre le case auto si stanno dando da fare per provvedere al richiamo, Takata ha sulla coscienza la produzione di prodotti difettosi e dovrebbe la decenza di dichiarare tutti i difetti occorsi, cosicché anche altre case auto possano attivare i richiami”.

TAKATA PROTESTA – In tutto questo le proteste della Takata non si sono fatte attendere. Il componentista giapponese si è basato sulle tesi originarie della NHTSA, secondo cui l'alta umidità era fattore necessario a provocare l'esplosione degli airbag con troppa forza e lo spargimento di pericolose parti metalliche. Takata ha anche dichiarato che un eventuale estensione globale delle aree di richiamo avrebbe allungato ancora i tempi di fabbricazione e di sostituzione dei componenti (sembra che siano necessari due anni), togliendo priorità alle zone ad alta umidità, effettivamente più a rischio. Ad ogni modo, nonostante Honda sia uno dei proprietari di Takata e si sia appena rivolta anche ad Autoliv, sta cercando altre soluzioni per avere più parti di ricambio in tempi brevi. Tra questi c'è Daicel.

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