Ho provato la Smart elettrica

Francesco, da Roma, spiega in dettaglio la sua esperienza con la Smart elettrica ED.

5 luglio 2010 - 13:12

Il dono della sintesi non fa parte del Dna di Francesco, tuttavia in questo caso la lunghezza del testo è giustificata,  perché le impressioni da raccontare sono tante…

Prendo confidenza con la ED.

Roma – Quando arrivo allo stand dello Smart Urban Stage al Parco della Musica all'orario in cui avevo prenotato la prova, ci sono disponibili quattro vetture, già con il pieno di elettricità, quindi non attaccate alle colonnine di rifornimento e pronte all'uso.

Tra queste, scelgo immediatamente l'unica versione cabrio disponibile, per altro con targa tedesca a differenza delle altre: l'idea di circolare su un'automobile scoperta, capelli al vento e cielo a portata di occhi esalta ancor di più l'idea di libertà e contatto con l'ambiente che in me suscita il motore elettrico; inoltre il pomeriggio particolarmente caldo sembra anch'esso suggerire la scelta.

Il navigatore che mi accompagnerà nel giro cittadino si chiama Andrea: gentile, sciolto, ma professionale a dir la verità non mostra particolare entusiasmo di lasciare i colleghi con cui sta chiacchierando, seduti indolenti e rilassati all'ombra; visto il caldo e il sole si può anche capirlo. Comunque mi aiuta a prendere confidenza con la vettura.

C'è da dire che io non avevo mai guidato una Smart ForTwo prima: l'immediata impressione, seduto al posto-guida è di notevole comodità, ma salta immediatamente alla mia attenzione la scarsa visibilità posteriore che probabilmente nell'allestimento cabrio, a capote scoperta, è assai maggiore rispetto alla berlina; non aiutano, e me ne accorgerò guidando, gli specchi retrovisori interno ed esterni di piccole dimensioni.

Naturalmente perdo tempo a capire dove infilare la chiave di accensione guardando a destra e sinistra del volante, non immaginando che il posto giusto sia sul tunnel centrale, a sinistra della leva del freno a mano.

E, ovviamente, abituato al cambio manuale mi sento quasi perso per la mancanza del pedale della frizione, lo cerco con il piede sinistro, finendo inevitabilmente e innaturalmente con l'incontrare quello del freno. Andrea se ne rende conto e mi suggerisce: il piede sinistro, oggi, non serve; dimentichiamolo. Facile a parole…

Durante il tragitto, inevitabilmente per i classici riflessi condizionati, più di una volta cercherò quel pedale mancante con il piede sinistro mentre la mano destra incontrerà inutilmente la leva del cambio, soprattutto in fase di frenata quando sono abituato a scalare di marcia o nel ripartire.

L'impressione più sorprendente si manifesta alla partenza. Girata, infatti, la chiave di accensione la Smart è pronta a partire: occorre solo dare gas. La cosa più semplice del mondo che a me, invece, lascia spiazzato. Perché non sento alcun rumore, nessuna vibrazione sotto i piedi o sulla mano che, solitamente, ascolta il motore toccando la leva del cambio; nessun rumore o segnale che mi dica: l'auto è pronta!

Infatti dico ad Andrea: che si fa, come si accende? E lui: è già accesa, devi solo dare gas con l'acceleratore. Solo questo? Così semplice? Dò gas, morbidamente, e la Smart silenziosamente e dolcissimamente parte. Sembra un gioco…

Si parte!

La ED si avvia dolcissima al comando del solo piede destro sull'acceleratore e delle mani sul volante. Paoblog mi aveva avvertito, ieri: attento che i motori elettrici hanno parecchio spunto nell'accelerazione e la Smart, leggerissima, ci mette poco a schizzare che manco te ne accorgi.

La sento, infatti, immediatamente reattiva e me lo conferma anche Andrea: ti accorgerai che ha un bello spunto, vantaggio dell'elettrico…

È così, ma la cosa non mi spiazza. Probabilmente perché comunque abituato a una automobile dotata di notevole accelerazione. Solo che, con la mia, sono abituato a sentire la reazione del motore in accelerazione dal rumore (notevole) e sulle mani che reggono il volante; qui no: regna il silenzio.

Ti accorgi dello spunto, brillante, in accelerazione solo percependolo con il piede destro sul pedale. Quando rallenti, sembra che il motore muoia sotto il piede, percepisci, immagini visivamente la curva di un diagramma che va giù e ti sembra tutto spento; invece pigi lieve il pedale, per una frazione di secondo ti sembra di restare immobile e poi, invece, il motore prende quota notevolmente.

Io, però, abituato a una guida brillante ma controllata, abituato a domare un motore termico comunque nervoso assai, ho immediatamente preso confidenza con questo comportamento e controllato con eccellente dolcezza l'accelerazione brillante della ED.

Ho, anche, subito notato la notevole efficienza dell'impianto frenante: immediatamente reattivo, potente, con una corsa del pedale cortissima; basta sfiorare il pedale stesso che la ED inchioda senza traumi né fastidio; freni potenti ma dolci al tempo stesso, probabilmente anche grazie alla leggerezza del mezzo.

Il percorso di prova

La prova è durata una mezz'ora o poco meno: il giusto tempo, comunque, per prendere confidenza con il motore elettrico, per conoscerne caratteristiche e reazioni. La cosa importante è che ho potuto verificare la guida su un tracciato misto, con tutte le tipologie di asfalto che si incontrano a Roma, compresi tratti in sampietrino, salite e discese, tratti veloci e altri lenti, strade ampie e altre strette, situazioni di traffico molto intenso e tratti liberi in cui poter lanciare la Smart a velocità più alte.

Partendo dall'Auditorium Parco della Musica, nel quartiere Flaminio, sono salito ai Parioli per poi scendere giù verso Valle Giulia e dirigermi all'interno di Villa Borghese, circolare al suo interno e far ritorno all'Auditorium attraverso il Lungotevere.

Da notare che con una normale automobile non sarei mai potuto entrare a Villa Borghese dove, invece, la ED alimentata unicamente con l'elettricità e quindi a zero emissioni ha libero accesso. E poi c'è da dire che, soprattutto in questo allestimento cabrio nei colori bianco e verde metallizzato, ai semafori la Smart elettrica incontra molti sguardi curiosi.

Il motore elettrico e le impressioni di guida.

Presa confidenza con lo stile di guida della Smart elettrica, pongo alcune domande ad Andrea. Scopro, così, che l'autonomia a carica completa (8 ore di tempo) è di 135 chilometri, che le batterie al litio possono anche essere ricaricate parzialmente, magari solo per 1-2 ore garantendo circa 40 km di autonomia; capisco che, come accade per le vetture ibride, anche la ED sfrutta l'accumulo di energia in frenata per ricaricarsi, seppur minimamente; vengo a conoscenza della circostanza, visibile dagli strumenti di cui fra poco parleremo, che guidando regolari e col piede leggero il consumo di elettricità è nullo, pari a zero; che attivare accessori che quotidianamente utilizziamo non incide sul consumo di energia: accendere la radio o l'aria condizionata o i fari non intacca minimamente la riserva di energia e quindi l'autonomia della Smart.

La plancia presenta una strumentazione, del tutto identica a quella delle Smart benzina e diesel, che ho trovato non perfettamente comoda e visibile, forse perché troppo ravvicinata. Questione, evidentemente, di abitudine.

Quel che fa la differenza con le normali Smart a motore termico, sono i due strumenti circolari al centro e in cima alla plancia, dove al posto del contagiri ci sono i dati di controllo dell'energia elettrica.

Fonte: http://paoblog.wordpress.com

3 commenti

massimo
21:02, 21 ottobre 2010

Fantastica..ma realmente quando si potrà acquistare al concessionario una Smart elettrica..?? Io la prenderei subito…costerà un bel pochino ma saranno sicuramente spesi bene..se non altro per l'ambiente..!! Massimo..Bologna

Daniele
15:38, 22 dicembre 2010

Ottima recensione sulla smart, da specificare che Mercedes non vende la smart elettrica, ma la noleggia a 480 euro al mese

@ Massimo Bianconi: abbiamo un gruppo di acquisto elettrico: ecarsnow-Italy.wikidot.com, una smart tradizionale è già stata convertita, unisciti a noi!

Rudy
15:14, 12 febbraio 2011

Ciao, ho anceh visto un video al riguardo e mi sono chiesto: perchè viene solo noleggiata ad un costo mensile di oltre 400 euro e non venduta ? La ricarica, equivalente ad olte 100 km di autonomia , viene a costare intorno ai 2 euro (due euro). La risposta mi è venuta immediata: perché se venisse venduta, le vendite di quella con motore a combustione interna (benzian o gasolio), crollerebbero, visto i risparmi di quella elettrica.
Avete visto il documentario “who killed electrica car”? Ci sono interessi troppo alti in gioco, per permettere ad auto elettriche di entrare in comeptizione con le “calssiche”. Come mai le auto elettriceh devono fare la revisione ogni anno ? Ciao

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