Hai l'auto vecchia? Pagherai un pedaggio più costoso

Più inquini, più alto il pedaggio autostradale: è questa l'idea di diverse Regioni del Nord Italia

12 settembre 2013 - 6:00

Un pedaggio commisurato alle emissioni inquinanti dell'auto: questo il progetto di numerose Regioni del Nord Italia, che hanno preso spunto da un'idea già maturata anni addietro.

TRA DUE ANNI? – Tra un paio d'anni, è possibile che si verifichi uno scenario del genere: ai caselli delle autostrade che attraversano l'area padana, chi viaggia su un'auto inquinante pagherà un pedaggio maggiorato. Infatti, le tariffe differenziate per classe di inquinamento sono uno dei 44 punti del Piano nazionale di misure per la qualità dell'aria, un documento tecnico delle Regioni del Nord, già pronto nel 2005. L'anno scorso, è approdato sul tavolo del Governo, e a ottobre 2013 diverrà accordo di programma. Lo ha confermato il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, che ha convocato a Palazzo Lombardia i rappresentanti di Lombardia, Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Provincia autonoma di Trento. 

DOCUMENTO DA CONCRETIZZARE – “Il documento era rimasto lettera morta per troppo tempo – ha spiegato Orlando -, mentre dobbiamo concretizzarlo al più presto”. Con tre obiettivi: difendere la salute pubblica, ma anche evitare procedure di infrazione che arrivano dall'Unione europea (spada di Damocle che da anni pende sulla testa delle Regioni e della città italiane), e infine evitare iniziative estemporanee, poco efficaci e dispendiose. Come i blocchi del traffico invernali, che alla fine convincono poco in termini di abbassamento delle polversi sottili nella pianura Padana. Il patto antismog tra le regioni del Nord prevede pedaggi differenziati per veicoli inquinanti, l'obbligo di misure per fluidificare il traffico agli stessi caselli autostradali, nonché forti limitazioni, nel corso dei prossimi anni, sono previste per l'utilizzo di veicoli Euro 3 diesel. Senza dimenticare i provvedimenti per limitare le biomasse inquinanti.

TANTE PAROLE, POCHI FATTI – Il Piano verrà integrato con le osservazioni degli altri ministri: Industria, Agricoltura e Trasporti, ma servirà – ricorda Orlando – un coordinamento con i grandi centri urbani e un confronto con le parti sociali, perché molti provvedimenti cambieranno le abitudini di vita, dal modo di usare l'auto al sistema di riscaldare le nostre case. D'altronde, i vari piani locali, a macchia di leopardo, si stanno rivelando un fallimento, visto che d'inverno, puntualmente, nelle metropoli (specie del Nord, più industrializzato) non si respira. Non che sia una grande novità (si tratta di argomenti già noti, ma poi mancano azioni efficaci da parte della politica): finché il trasporto merci su gomma continuerà a giocare un ruolo determinante nel commercio internazionale, per l'Agenzia europea occorre rinnovare il parco mezzi. “Gli autocarri più nuovi avrebbero un impatto minore e pertanto un costo inferiore. Gli autocarri Euro 4, che sono vecchi fino a sei anni, o Euro 5, vecchi fino a tre anni, provocherebbero il 40-60% di costi esterni in meno sugli stessi corridoi di trasporto. Far pagare alle compagnie di trasporto i costi esterni dell'inquinamento atmosferico incentiverebbe tecnologie più nuove e più pulite”. 

2 commenti

Busato
7:31, 12 settembre 2013

Alcuni dubbi

1° A livello teorico ottima idea? ma a livello pratico ci ritroveremo vecchie e lente carrette inquinanti per le strade non a pedaggio. "Il bastone e la carota?: se l'aumento delle tariffe è per disincentivare l'utilizzo di mezzi datati, ci si aspetterebbe dall'altra parte il ritorno agli incentivi per i nuovi mezzi, soprattutto quelli con energie alternative o a basso impatto ambientale.
2° Si dovranno rinnovare tutti i caselli perché in modo automatico riconoscano dalla targa il veicolo e la sua classe di inquinamento. Questo = maggiori spese = maggiori tariffe per tutti gli utenti delle autostrade.
3° Cosa si farà con i mezzi stranieri (specie autotreni) che sottostanno alla differente legislazione del proprio stato d'origine? non si fanno passare sul territorio italiano o "fregheranno? il lavoro ai trasportatori italiani avendo un ammortamento dei mezzi più lungo?
4° Tra i mezzi visivamente più inquinanti che viaggiano sulle nostre strade inserirei: i mezzi pubblici (tram e corriere di linea) e trattori agricoli.
5° Un mezzo vecchio regolarmente sottoposto a manutenzione può inquinare meno di uno nuovo la cui manutenzione è fatta con pressapochismo.

paoblog
11:38, 12 settembre 2013

Leggo che tra le altre cose il progetto “punta a evitare iniziative estemporanee, poco efficaci e dispendiose. Come i blocchi del traffico invernali, che alla fine convincono poco in termini di abbassamento delle polversi sottili nella pianura Padana.”
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E qui casca l'asino, mi vien da dire, dato che se le limitazioni invernali del traffico servono a poco (l'ho sempre pensato?), vien da chiedersi come influirebbe sulle polveri sottili un aumento del pedaggio autostradale se poi il maggior incasso non viene dirottato in misure che incentivino la rottamazione delle auto più vecchie oppure in forme di compensazione dell'inquinamento fatte su larga scala.
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Non è che pagando di più il pedaggio, l'inquinamento diminuisca.
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Quando scrivo incentivi, intendo una politica reale di incentivazione, non come l'ultima fallimentare buffonata fatta dal Governo mesi fa?penso piuttosto allo schema che adottano in Francia, dove (a quanto ho letto su Quattroruote) vige da tempo un sistema Bonus-Malus per quanto riguarda l'acquisto delle automobili.
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Chi acquista un'auto con emissioni di CO2 inferiori a 106 g/km. ha diritto un bonus da 200 a 7000 ? (quest'ultimo per le elettriche) e chi invece sceglie una vettura oltre questa soglia pagherà una maggiorazione di rpezzo da 100 a 6000 ? (quest'ultima per le auto che superano i 201 g/km.)
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Non è difficile credere (e capire) che sia un sistenma che funziona, infatti le vendite di automobili incentivate sono aumentate del 50% (il 35% sul totale). E crescono le ibride, che beneficiano di un contributo di 4000 ?.

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