Guidonia: il sindaco prende la multe, i cittadini le pagano

Avviene da tempo, ma ora un documento del comune ha istituzionalizzato l'abitudine e ha stanziato i fondi necessari con una previsione di spesa basata sui costi sostenuti nei 10 anni precedenti

24 marzo 2011 - 15:10

In Italia c'è un sindaco che gode (o meglio, pensa di poter godere) di uno speciale privilegio: quando si muove nell'ambito dei suoi compiti istituzionali con una delle due vetture di servizio a lui riservate, un'Alfa Romeo 159 e una Renault Modus, può prendere tutte le multe che vuole. A pagarle ci penseranno le casse comunali, cioè le tasche dei suoi concittadini.

PRASSI CONSOLIDATA – Succede a Guidonia Montecelio, un comune di 84 mila abitanti alle porte di Roma, e il sindaco in questone è l'architetto Eligio Rubeis, eletto nel giugno 2009 e già assessore dello stesso comune. Di fatto, però, il pagamento con fondi pubblici delle contravvenzioni per infrazioni commesse dalle auto del sindaco è una pratica in uso da almeno 10 anni, quindi ne hanno già abbondantemente usufruito anche i predecessori di Rubeis.

IMPEGNO DI SPESA – Le cronace ci hanno abituato a politici di varia caratura che scorazzano per il Paese infischiandosene del Codice, esibiscono alle Forze dell'Ordine il tesserino del “lei-non-sa-chi-sono-io” e poi magari fanno ricorso per le multe che si beccano. Da Guidonia, però, proviene una novità che farà storia: nessun ricorso, ma anzi, proprio per istituzionalizzare la procedura che vuole che sia il comune a pagare le intemperanze stradali del suo primo cittadino, il capo di Gabinetto (in realtà ora è un “ex”: s'è dimesso un paio di settimane fa), nella determinazione n° 8 del 3 marzo scorso, alla voce “inosservanza del Codice della Strada-impegno di spesa” ha stanziato la somma di 1064,21 euro per le contravvenzioni. Al comune spiegano che si è fatta una previsione di spesa in base a quanto si spendeva negli anni scorsi, il che indica che i cittadini di Guidonia, in 10 anni, hanno finora sborsato circa 10 mila euro per le “multe di servizio” di Rubeis e di chi l'ha preceduto.

TRASPARENZA – I portavoce del comune hanno fornito le motivazioni di quello che definiscono “un atto di trasparenza”: “i due autisti del sindaco devono continuamente spostarsi in modo reiterato e continuo per le esigenze legate agli impegni istituzionali del sindaco e quant'altro richiesto da altri organi politici e dirigenziali e tali spostamenti, non sempre programmati, impongono spesso, al fine di rispettare gli orari previsti, la percorrenza di tragitti vietati, con conseguenti contestazioni elevate a carico delle due autovetture». Da quell'incredibile inciso, “altri organi politici e dirigenziali”, sembra di capire che quello di accollare le multe alle casse pubbliche non sia un privilegio concesso unicamente al primo cittadino, ma anche ad altri esponenti del governo della città. In una successiva determinazione, la n° 12 del 10 marzo, è stato poi chiarito con pignoleria che «per evitare singoli mandati di pagamento presso la tesoreria comunale a fronte di ogni infrazione, è opportuno anticipare la somma di 1064,21 euro direttamente al dipendente comunale che provvederà al pagamento dei relativi bollettini di conto corrente postale». Quindi, trasparenza sì, ma anche efficienza e buona amministrazione.

TUTTO A POSTO – Insomma, tutto è lecito perché avviene alla luce del sole, e poco importa che l'intera vicenda assomigli sgradevolmente alla creazione di una specie di scandalosa zona franca all'interno della quale gli amministratori pubblici possono violare impunemente il Codice della Strada. Un'iniziativa, è bene precisarlo, al di fuori di qualsiasi legge, poiché non è scritto da nessuna parte che un sindaco, nell'esercizio delle sue funzioni che richiedono l'uso di una vettura di servizio, possa infischiarsene del Codice, né tantomeno che possa accollare le eventuali contravvenzioni alle casse del suo comune. I sindaci, e i politici in genere, non hanno privilegi, e il Codice devono rispettarlo come tutti. Le uniche deroghe sono previste dall'Art. 177, che però parla di “servizi urgenti” espletati da determinati tipi di veicoli (per esempio ambulanze o veicoli della Polizia o dei Vigili del Fuoco). E, ovviamente, le regole non si applicano a personaggi che devono girare sotto scorta per garantire la loro incolumità, cosa che però non rappresenta il caso del sindaco Rubeis. E infatti al comune di Guidonia le multe arrivano, non sono oggetto di ricorsi e vengono regolarmente pagate.

FELICE DI PAGARE – Qualcuno, però, non manca di rilevare che la prassi ora istituzionalizzata fa a pugni con un episodio di qualche mese fa, durante il quale Rubeis, inaugurando i corsi di autodifesa delle vigilesse del comune, aveva chiesto il nome di quella che aveva multato la sua vettura, elogiandola per “non aver fatto discriminazioni” per elevare una contravvenzione che lui (il sindaco) “sarebbe stato ben felice di pagare”. Non è chiaro se la vettura in questione fosse la sua personale o quella di servizio, ma nel secondo caso, per i cittadini di Guidonia ora è chiarissimo con quali soldi sarebbe avvenuto il pagamento. E dire che i sostenitori alla candidatura di Rubeis, durante la campagna elettorale, evidenziavano su Facebook le qualità del futuro sindaco, “salito alla ribalta delle cronache soprattutto per le sue lotte contro un sistema di gestione della cosa pubblica affaristico-personale”.

1 commento

Carlo
9:57, 29 marzo 2011

E questo è (ancora) niente. Con il federalismo fiscale ne vedremo delle belle. Aspetto di prendere una contravvenzione a Guidonia!
Via tutti i sindaci: Podestà di nomina regia!

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Frenata automatica: ancora molti limiti nei test AAA da 50 km/h

Ztl Roma orari mappa permessi

Ztl Roma oggi in centro: mappa e come funziona

Misure antismog Emilia-Romagna

Emilia-Romagna: stop diesel Euro 3 dall’1 ottobre 2022 (ed Euro 4 nel 2023)