Guidi da piccolo? Avrai meno incidenti

Imparare a guidare tra 11 e i 17 anni ridurrebbe gli incidenti del 9%: lo dice una ricerca eseguita in Inghilterra

5 dicembre 2012 - 6:35

Ecco la ricetta vincente per far calare la sinistrosità: far guidare l'auto sin da piccoli, così da abituare a stare al volante in sicurezza: è quanto emerso da una ricerca realizzata in Inghilterra nell'ambito del programma Seat Young Driver.

SUBITO “IN PISTA” – Ovviamente, i teenager di età compresa tra 11 e 17 anni dovranno esercitarsi in aree predisposte allo scopo, attraverso corsi al volante di vere automobili, senza circolare su strade aperte al traffico. Questo potrà avere un impatto positivo sulla riduzione di incidenti al momento in cui i giovani – una volta conseguita la patente a 18 anni (a 17 anni in Inghilterra) – diventeranno utenti della strada, come dice lo studio realizzato in Inghilterra nell'ambito del programma Seat Young Driver, che ha visto partecipare oltre 60.000 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni tra il 2009 e il 2012 su tutto il territorio britannico, comprese Londra, Birmingham, Southamptone Glasgow. Nei corsi organizzati in collaborazione con la Casa spagnola del Gruppo Volkswagen e realizzati dalla Young Driver Training Ltd, ai ragazzi sono state impartite lezioni pratiche: dalle manovre in retromarcia, alla circolazione nelle rotatorie, sino alla effettuazione dei sorpassi. Per la precisione, in questo modo, l'indice di incidentalità dei neopatentati (in Inghilterra, da 17 anni) risulta essere, entro i 6 mesi dalla patente, del 9%, ossia 11 punti meno del 20% che è la media fornita dal Department for Transport.

MEDIE ALTE – ''La nostra ricerca, confortata anche da un programma analogo realizzato dal Governo svedese – ha dichiarato Kim Stanton, direttore marketing incaricato di Young Driver – mostra che insegnare ai ragazzi a guidare molto presto, quando sono molto più ricettivi nei confronti dei messaggi sulla sicurezza stradale può realmente aiutare a salvare centinaia di vite ogni anno''. Il problema – dice nota della Seat UK – è molto grave perché il 25% dei guidatori nella fascia dei 17-24 anni muore o ha un incidente molto grave, mentre la media per tutte le età nel Paese è del 12,5%.

LIVELLI – Un'altra proposta interessante in materia è quella dell'ACI: la patente a livelli per i neopatentati (è già in parte così per le macchine e soprattutto per le moto). In questo modo, gradatamente, con l'età, si raggiunge una licenza adatta alle proprie capacità di guida, e si ha diritto a mettersi al volante di macchine più potenti. Ricordiamo che oggi un neopatentato, per un anno da quando ha conseguito la patente, può guidare solo macchine con potenza specifica, riferita alla tara, non superiore a 55 kW/t. Nel caso di veicoli di categoria M1 (cioè autovetture), si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW. Vedi qui e qui le applicazioni preziose di SicurAUTO.it per scoprire se un'auto può essere guidata da un neopatentato. Per quanto riguarda la patente a livelli proposta dall'ACI, per passare alla guida di vetture con cilindrata più elevata “sarebbe opportuno che i neopatentati superassero prima un esame o un test – spiega il presidente Sticchi Damiani -. È necessaria una sorta di formazione obbligatoria, per renderli più consapevoli dei pericoli e coscienti nella guida. L'ideale sarebbe seguire un corso di guida sicura. Anche per limitare l'ecatombe delle stragi del sabato sera''. Giusto, anche se a questo punto, varrebbe la pena estendere la patente a livelli a tutti i guidatori di qualsiasi età. Inoltre, la stessa patente andrebbe proporzionata all'esperienza di guida del conducente, e non solo all'età anagrafica.

2 commenti

andrea
23:04, 5 dicembre 2012

se ho letto bene nel testo dell'articolo, la sinistrosità dei neopatentati che hanno guidato da piccoli sarebbe del 9% anzichè il 20%, quindi la riduzone è di oltre il 50%, e non solo del 9%

Alex
12:19, 5 aprile 2013

Da neopatentato che fra qualche giorno non avrà più limitazioni sul rapporto potenza/tara e sulla potenza max potendo così finalmente passare alla motorizzazione che gli è più utile, ovvero quella turbodiesel di cilindrata media, posso dire per esperienza che più che pensare a limitazioni o a test da superare per guidare mezzi di cilindrata maggiore bisognerebbe semplicemente, oltre a usare il cervello anche mentre si guida (o almeno in quel momento), focalizzarsi e lavorare in fase di apprendimento sui comportamenti da adottare quando gli altri utenti della strada non rispettano il CdS. Mi sono spesso trovato, per esempio a causa di auto parcheggiate in tripla fila, in momenti da film d'azione.

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