Guidare auto altrui: cosa può cambiare

Per ora, si può guidare le auto di altri senza formalità burocratiche. Ecco in futuro che cosa può cambiare

19 luglio 2012 - 6:00

Oggi come ieri, si può guidare un'auto che non ci appartiene. Forse, nei prossimi mesi, arriverà una norma che ci costringerà a espletare alcune formalità burocratiche; comunque il problema non riguarderà le macchine di famiglia, ma quelle date in uso a estranei a titolo di comodato (cioè con regolare contratto di comodato d'uso) o in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale.

MANCA IL DECRETO – Fra i numerosi Decreti sul Codice della strada che devono arrivare (previsti dalla Legge 120/2010), ce n'è uno che riguarda la macchina data in uso ad altri per oltre 30 giorni. Se e quando il Decreto attuativo arriverà, allora occorrerà dichiarare alla Motorizzazione che si dà la macchina in uso ad altri. Pena, una multa di 653 euro. Lo schema di Decreto recita tesualmente: “All'aggiornamento della carta di circolazione, intestata ad altro soggetto… dei quali gli interessati hanno la temporanea disponibilità”. Questo fa supporre che la dichiarazione dev'essere fatta a cura del comodatario e non del proprietario del mezzo. Mentre nel caso di locazione senza conducente per più di 30 giorni, non si procede all'aggiornamento della carta di circolazione, ma all'aggiornamento dell'archivio nazionale dei veicoli (viene trascritto al terminale il nominativo del locatario e data di scadenza del relativo contratto) ed è rilasciata apposita ricevuta all'interessato. Una regola che, comunque, non riguarderà le auto date in uso dai padri ai figli conviventi e in generale le vetture utilizzate da più componenti di una famiglia. Ma il problema è: se in una società, un socio utilizza un veicolo, che cosa succederà? Si dovrà aggiornare di volta in volta la carta di circolazione? E come si farà a verificare che un'altra persona sta utilizzando l'auto per più di 30 giorni? Comunque, l'obiettivo della norma è limitare l'escamotage (legale) praticato da numerosi italiani per pagare RCA meno costose: c'è chi, al Nord, intesta a sé un'auto pagando una tariffa assicurativa non molto costosa, per poi dare la vettura in uso a un parente o a un amico al Sud, il quale se dovesse intestare a sé la vettura sborserebbe una RCA salatissima.

INTESTAZIONI FITTIZIE – La regola che invece è già in vigore riguarda le intestazioni fittizie: c'è il divieto di circolare dopo aver immatricolato un veicolo a nome di chi non è il reale proprietario, una multa di 500 euro e la radiazione. Lo prevede la Legge 120/2010 e una Circolare ministeriale di pochi giorni fa (la 300/A/4587/12/106/16/1 del 15 giugno 2012). L'obiettivo della norma è limitare il numero di veicoli fantasma, dei mezzi poco trasparenti, magari utilizzati dalla criminalità organizzata. La disposizione presenta numerosi profili operativi che richiedono diversi modi di operare. Un primo profilo riguarda la possibilità di negare il rilascio dei documenti di circolazione quando si ha il sospetto che la richiesta nasconda un'operazione simulata. Per definire questi casi, per i quali la richiesta di rilascio della carta di circolazione, del certificato di proprietà o del certificato di idoneità tecnica è stata presentata ma non ancora accolta, appaiono assolutamente necessarie disposizioni attuative che saranno emanate con i Decreti ministeriali previsti dall'art. 12, comma 4, della legge n. 120/2010. Un secondo profilo, invece, riguarda il caso in cui il rilascio dei documenti sia stato già ottenuto, e sia successivamente provato che l'intestazione è fittizia. In tali casi, infatti, per dare concreta applicazione alla norma di cui si parla, non è necessario attendere l'emanazione dei predetti Decreti ministeriali perché l'avvenuto accertamento della violazione, la sua contestazione e la definizione dell'accertamento sono sufficiente garanzia per attivare la procedura di cancellazione del veicolo.

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