Guida sicura per stranieri: zero risparmio, ma più sicurezza

In Italia, 3 milioni di auto intestate a immigrati. Intanto, gli incidenti che coinvolgono gli stranieri salgono

18 febbraio 2013 - 10:00

Che ci sia recessione economica è una certezza, così come il fatto che il mercato auto in Italia sia calato a picco nel 2012; pur tuttavia, i numeri sugli stranieri dicono qualcosa di diverso: nel nostro Paese, superano ormai i 3 milioni i veicoli intestati a immigrati, con un incremento del 34% negli ultimi 15 mesi. E analizzando in modo freddo e distaccato le statistiche, emerge che sono aumentati gli incidenti stradali che coinvolgono uno straniero, fino a sfiorare i 90 sinistri al giorno con 141 feriti e più di 1,4 morti, per un costo sociale superiore a 4,2 miliardi di euro annui, pari al 14% del totale (oltre 30 miliardi di euro).

CORSI PER GLI STRANIERI – Proprio per arginare il fenomeno, un anno fa l'ACI ha esteso agli stranieri il proprio impegno per l'educazione alla sicurezza stradale, offrendo 3.000 corsi di guida sicura (mille all'anno per tre anni) nel Centro ACI-SARA di Vallelunga, alle porte di Roma, ad altrettanti immigrati che diventano così Ambasciatori di sicurezza stradale (il costo stimato iniziale era di 1,5 milioni). L'attività, partita a settembre, ha raggiunto in sei mesi già 1.500 persone. Gli immigrati che registrano più incidenti in Italia sono i romeni (4.753 sinistri), seguiti da albanesi (3.504), marocchini (3.142), cinesi (1.215), moldavi (735), tunisini (700), peruviani (678), egiziani (675), serbi (607) ed ecuadoregni (586). Va evidenziato che un corso di guida sicura riduce di un terzo la probabilità di incidente, come attesta l'esperienza austriaca, dove l'incidentalità dei giovani si è ridotta del 33% con l'obbligo di un corso di guida sicura entro tre anni dal conseguimento della patente: l'obiettivo ACI è far diminuire di 1,4 milioni di euro il costo degli incidenti stradali. Risparmio che, se il progetto Ambasciatori di sicurezza stradale fosse esteso a tutti gli stranieri che guidano in Italia, toccherebbe i 1,5 miliardi di euro. L'iniziativa è lodevole, con sicure ricadute positive in termini di sicurezza stradale, anche a favore di una migliore convivenza e integrazione, ma è doveroso evidenziare che il bilancio economico è a pareggio: 1,4 milioni di risparmio, mentre i corsi ne costano 1,5.

Con una nota giunta in redazione poco fa ACI ci tiene a precisare che: “il costo dell'iniziativa è totalmente sostenuto da SARA ASSICURAZIONI per un importo di 250.000 euro l'anno per tre anni. Il totale del progetto ammonta quindi a 750.000 euro”. Noi eravamo fermi a 1,5 milioni di costo inizialmente stimato lo scorso agosto. Tuttavia il progetto, grazie all'impegno di SARA ASSICURAZIONI, è costato molto meno del previsto e non prevede alcun onere per lo Stato. Meglio così!

SICUREZZA IN TRE MOSSE –  Secondo il presidente dell'ACi, Angelo Sticchi Damiani, sono tre i semplici interventi normativi che possono attuarsi subito e senza costi per lo Stato: istituire l'obbligo di un corso di guida sicura per gli stranieri che convertono la patente in Italia; prevedere un corso di guida sicura per tutti i neopatentati; riconoscere la guida sicura tra le attività finanziate con il 50% dei proventi delle multe che la legge assegna alla sicurezza stradale, in modo da consentire agli automobilisti di beneficiare dei soldi versati con le sanzioni. ''I benefici della nostra azione – afferma il segretario generale dell'Aci Ascanio Rozera – sono evidenti anche fuori dalle strade, con una potente accelerazione del processo di integrazione sociale degli stranieri nel Paese. Forte dei risultati conseguiti nel 2012, grazie anche alla collaborazione delle ambasciate, delle comunità internazionali e della Polizia stradale, e al sostegno economico di Sara Assicurazioni, l'ACI sta pianificando le prossime tappe per il biennio 2013-2014″.

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