Guida consapevole: impegno per salvaguardare la vita

Il vicepresidente e assessore alla viabilità della Provincia di Udine, Fabio Marchetti, intervenuto questa mattina al convegno sulla sicurezza stradale, ha ribadito l'impegno per...

5 febbraio 2010 - 0:00

Il vicepresidente e assessore alla viabilità della Provincia di Udine, Fabio Marchetti, intervenuto questa mattina al convegno sulla sicurezza stradale, ha ribadito l'impegno per salvaguardare la vita

“Tutti noi possiamo fare qualcosa per contribuire al miglioramento della sicurezza stradale, soprattutto se pensiamo che quasi la totalità degli incidenti avviene a causa di comportamenti umani errati. Distrazione, velocità, alcol, droghe, stanchezza e sonnolenza sono fra le maggiori cause di incidenti”. Lo ha sottolineato il vicepresidente e assessore alla viabilità della Provincia di Udine, Fabio Marchetti, intervenuto questa mattina al convegno ‘Guida consapevole'.

L'incontro, nel corso del quale sono stati presentati i progetti promossi dalla direzione regionale Mobilità e Infrastrutture per la prevenzione e la sicurezza stradale nel Fvg, è stato promosso dalla Regione e dal Laboratorio di bioingegneria industriale dell'Università di Udine, in collaborazione con l'Ateneo giuliano, il Consorzio interuniversitario For.Com (Formazione per la Comunicazione), l'Unasca (Unione nazionale Autoscuole Studi di consulenza automobilistica) e l'Arca (Autoscuole riunite e Consulenti automobilistici).

Nel suo intervento, Marchetti ha ricordato che l'insicurezza stradale ha le cifre di una guerra, contando più di 5 mila morti all'anno in Italia, circa 15 ogni giorno, un milione di ingressi al pronto soccorso e un numero di disabili in seguito a incidenti stradali il cui costo sociale è pari al 3 per cento del Pil. Ribadendo il suo personale impegno in materia di sicurezza stradale, il vicepresidente provinciale ha anche voluto ricordare il progetto ‘Easy Foot. Lascia che sia il tempo a correre', che la Provincia di Udine sta sviluppando in collaborazione con l'Acu.

“Possiamo e dobbiamo impegnarci per fermare questa guerra che ogni anno fa soffrire migliaia di famiglie che sulla strada perdono i loro figli” ha proseguito Marchetti. “Per questo a livello provinciale abbiamo avviato un piano che prevede azioni integrate con l'obiettivo di migliorare la sicurezza sulle nostre strade, ridurre il numero di incidenti e, quindi, anche quello dei morti e dei feriti. Fra i punti che ci stanno maggiormente a cuore ci sono i giovani e la loro crescita. Sono i nostri figli e il loro domani, le nuove generazioni e il loro futuro, che è anche il nostro. Per loro abbiamo scelto il progetto Katedromos per raggiungerli con messaggi efficaci direttamente all'interno delle scuole”.

“Ci sta a cuore il futuro delle scuole guida e il loro sviluppo qualitativo, affinché ci siano utenti della strada sempre più formati e capaci e, quindi, un numero sempre minore di privatisti che scelgono di sostenere l'esame da autodidatta. In un percorso che dura da anni, di dialogo e confronto. Stiamo arrivando insieme alla definizione della Carta qualità delle autoscuole per incentivare tutti, assieme alla motorizzazione, ad avere standard sempre migliori. Si tratta di un percorso che intendo condividere assieme ai colleghi delle altre province. L'obiettivo è offrire, per la prima volta in Italia, sia alle autoscuole sia agli esaminatori la stessa formazione, affinché tutti abbiano l'opportunità di parlare la stessa lingua e riversare l'insegnamento ai giovani, a coloro che prendono la patente”, continua Marchetti.

“Formazione, educazione, serate di formazione nei locali notturni, momenti di incontro nei grandi centri commerciali e una piccola campagna di comunicazione per favorire l'utilizzo dei mezzi pubblici, assieme a interventi mirati sulle infrastrutture: questo è Easy Foot”, ha concluso il vicepresidente. “Stiamo facendo leva sulle migliori prassi europee della sicurezza stradale e abbiamo anche aderito alla Carta continentale della sicurezza stradale. Siamo impegnati con costanza in un lavoro di coordinamento lungo e faticoso ma produttivo, efficace ed efficiente con le forze dell'ordine, gli amministratori, i tecnici della provincia e dei comuni, oltre alle associazioni e a tutti gli interlocutori della sicurezza stradale. Tutto questo per salvaguardare in ogni sua forma il bene più prezioso: la vita”.

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