Governo Renzi: che sarà di RCA, omicidio stradale, archivio unico?

L'incertezza politica potrebbe avere effetti dilatori sulle questioni che riguardano il settore auto

17 febbraio 2014 - 8:00

Limitandoci all'auto, il Governo Letta lascia in sospeso diverse questioni. Per cominciare, il disegno legge RCA. Dopo lo stralcio dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che rivoluzionava il settore RCA, il Consiglio dei ministri s'era affrettato a creare un disegno legge identico proprio all'articolo 8. In particolare, le possibili nuove future norme obbligherebbero di fatto gli automobilisti, in caso di incidente, a rivolgersi a un carrozziere convenzionato: un indubbio regalo alle Assicurazioni, con pregiudizio dei diritti degli assicurati (che non potrebbero rivolgersi a un carrozziere indipendente, a meno di rischiare di sborsare denaro per la riparazione), e mettendo a rischio il futuro di 17.000 carrozzieri indipendenti. Che hanno appena manifestato a Genova (sabato 15 febbraio 2014) contro il disegno legge. Adesso, col Governo Letta, come si comporterà il Parlamento? Prenderà in esame il disegno legge RCA, così fortemente voluto dalle Compagnie, dal ministro dello Sviluppo economico Zanonato e dal sottosegretario Vicari?

IL FUTURO ARCHIVIO UNICO – La seconda questione che resta aperta è l'archivio unico Motorizzazione-Pra (Pubblico registro automobilistico). In base alla legge di Stabilità, al fine di conseguire un risparmio di spesa a carico dell'amministrazione e degli utenti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con un regolamento adotta misure volte all'unificazione in un unico archivio telematico nazionale dei dati concernenti la proprietà e le caratteristiche tecniche dei veicoli attualmente inseriti nel pubblico registro automobilistico e nell'archivio nazionale dei veicoli. Il ministero provvede all'adozione dei conseguenti provvedimenti attuativi e all'individuazione delle relative procedure. In teoria, nascerà un archivio telematico unico su proprietà e caratteristiche tecniche dei veicoli, che sostituirà le banche dati del Pra (gestito dall'Aci) e dell'archivio automobilistico della Motorizzazione. L'obiettivo è quello di tagliare le spese. Ma c'è un problema: non vengono toccati gli articoli del Codice della strada e del regio decreto sul Pra, i quali disciplinano l'attuale assetto (comprese le competenze, quindi i poteri e i compiti di Motorizzazione e Pra). È difficile che un regolamento ministeriale possa cambiare una norma di rango superiore (una legge).

OMICIDIO STRADALE – Sul possibile nuovo reato di omicidio stradale, le cose sono ancora più complesse. Il ministro della Giustizia (del Governo Letta) Annamaria Cancellieri, nell'aprile 2012, quand'era ministro dell'Interno, si disse contraria: “Sull'introduzione del reato di omicidio stradale gravano perplessità di ordine tecnico relative, in particolare, all'individuazione dell'elemento soggettivo e ai rischi di sovrapposizione con le ipotesi dolose e colpose già disciplinate dal Codice penale”. A inizio gennaio 2014, il primo dietrofront della Cancellieri: “Entro gennaio 2014, porterò in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale. La cosa più importante è l'efficacia delle norme che verranno adottate. Che colpiranno gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano. Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero”. A inizio febbraio 2014, un'altra virata improvvisa della Cancellieri: per il ministro, occorre un intervento legislativo d'urgenza che non introduca una fattispecie autonoma di reato doloso, ma inasprisca le pene dell'omicidio colposo e selezioni le violazioni del Codice della strada in cui possa ravvisarsi azzardo e temerarietà con consapevolezza della pericolosità della condotta. Un omicidio colposo (non doloso, non volontario). Il terzo cambiamento di rotta in pochi mesi da parte della Cancellieri. E ora, col Governo Renzi, che fine farà l'omicidio stradale, di cui si parla ormai da quattro anni? Infatti, sul blog Strade sicure, Maurizio Caprino il 13 febbraio 2014 scriveva: “Chissà se Annamaria Cancellieri [ministro della Giustizia] e Maurizio Lupi [ministro dei Trasporti] resteranno al loro posto anche con l'imminente cambio di Governo. Per noi è importante saperlo, perché loro sono i due ministri che in questo momento hanno in carico le questioni più importanti che ci riguardano: reato di omicidio stradale, unificazione degli archivi dei veicoli, sicurezza delle strade. Se fossero sostituiti, è probabile che i tempi si dilatino”.

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