Google Car, cercasi socio

Il noto motore di ricerca sta pensando a un partner per il progetto della sua vettura senza conducente. L'ideale è un costruttore d'automobili

2 aprile 2012 - 9:00

Il Wall Street Journal afferma che Google è alla ricerca di un socio per il suo progetto Google Car. Secondo le informazioni del prestigioso quotidiano economico americano, Anthony Levandowsky, il manager a capo del progetto Google Car, ha dichiarato durante una conferenza alla Society of Automotive Engineers che la Google “sta parlando con tutti i costruttori d'auto per misurare il loro grado d'eccitazione”.

SPERIMENTARE SÌ, MA… – Tuttavia, pare che il messaggio sia rivolto soprattutto alle “three big” Ford, GM e Chrysler. Il partner ideale sarebbe comunque una casa automobilistica disposta a investire capitali per portare l'auto senza conducente sulle strade in una decina d'anni. Insomma, il gigante dei motori di ricerca, pur avendo un fatturato che non è poi molto distante da quello di molte case automobilistiche, bilanci che grondano utili e una liquidità che nessun costruttore di automobili ha mai neppure sognato, deve aver pensato che sperimentare una flotta di Google Car va bene, ma industrializzare il sistema e trasformarlo in qualcosa di sfruttabile e vendibile è un'altra faccenda, una di quelle con le quale ci si può rompere le ossa.

DEVONO DIMOSTRARE CHE È UN'AUTO SICURA – Benché il progetto Google Car, a parte qualche intoppo (una multa e un tamponamento), proceda sui binari giusti, Google vuole evidentemente tutelarsi con un approccio prudente di condivisione dei rischi con qualcuno più esperto in grado di rendere profittevole, nel complesso mondo dell'auto, un'iniziativa rivoluzionaria che prevede comunque una serie di “step” non facili da raggungere. Oltre all'affidabilità dei sensori dei quali la vettura è zeppa, c'è un altro aspetto non trascurabile: visto che l'intera iniziativa dell'auto “driverless” si basa in buona parte sulla proposta di un'auto più sicura perché in grado di evitare gli incidenti stradali, Google deve essere in grado di convincere le autorità preposte alla sicurezza dei veicoli (in particolare, l'Nhtsa) che la Google Car sicura lo è davvero, il che non sarà un gioco da ragazzi. Inoltre, c'è da tener conto del parere del mondo assicurativo americano, che dovrà pensarla allo stesso modo.

LA QUESTIONE RESPONSABILITÀ – Ci sono poi gli aspetti legali dell'impresa. Per esempio, nel caso di un Google Car che circoli in modalità “driverless” e che provochi un incidente per un malfunzionamento del sistema di guida, di chi sarebbe la responsabilità, del conducente o del fabbricante? Rispondendo a una domanda su questo argomento, Levandowsky ha dichiarato che “il modo efficace per avvertire tempestivamente il guidatore di una Google Car che c'è un'avaria al sistema di guida è un problema che Google deve ancora risolvere”.

CI VUOLE UN PARTNER FORTE E ABILE – Insomma, le incognite tecnologiche ci sono e non sono da poco. Inoltre, vanno definiti anche importanti aspetti commerciali. Non è chiaro, per esempio, se il sistema sarà offerto come optional su una vettura normale della gamma del costrutture scelto come partner, oppure sarà venduto in aftermarket o, ancora, come un'estensione dei servizi Google dedicati al mondo internet. Ma a parte i rischi d'impresa e quelli tecnologici legati allo sviluppo del prodotto, la ricerca di un socio per la sua idea nasconde probabilmente anche il desiderio di Google di allearsi con un partner forte in grado di mettere in campo azioni di lobbye nei confronti dei soggetti che dovranno prendere la non facile decisione di dichiarare la Google Car adatta a circolare su strade anche molto congestionate. Ed è fin troppo noto che, negli States, senza l'opera dei lobbysti sono ben pochi i grandi progetti che si muovono verso il successo.

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