GM: utile in calo dell'88% dopo il maxi-richiamo

Il maxi-richiamo costa 1,3 miliardi di dollari a General Motors e l'utile del primo quadrimestre crolla

6 maggio 2014 - 18:11

Chi sbaglia paga e GM sta pagando di tasca propria tutta la serie di errori messa insieme con lo scandalo dei mancati richiami. Considerate le proporzioni del maxi-richiamo, che coinvolge circa 2,6 milioni di vetture, non sorprende che nei primi quattro mesi del 2013 siano già stato bruciato oltre un miliardo di dollari, portando l'utile operativo a soli 125 milioni di dollari. Ma potrebbe non essere finita qui, visto che la dirigenza americana non si è sbilanciata nel dichiarare se le ricadute proseguiranno nei conti dell'intero anno. In ogni caso, il crollo dei profitti, rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno è stato dell'88%.

IL RICHIAMO SI ALLARGA E DELPHI PRODUCE – “Chiaramente questi risultati risentono drasticamente dei grandi costi della campagna di richiamo – ha dichiaro Chuck Stevens, Responsabile Finanziario di GM – ma se si allarga lo sguardo alla situazione generale, le nostre performance sono positive”. Il dettaglio dei costi sostenuti per l'avvio del maxi-richiamo include circa 700 milioni solo per i primi 2,6 milioni di veicoli (di cui 300 mln riguardano i costi di trasporto per i circa 36.000 veicoli usati nei noleggi), mentre altri 600 milioni sono destinati all'attivazione di una seconda tranche di richiami per 4,5 milioni di mezzi. Allo stesso tempo, la Delphi, che fornisce i blocchetti di accensione modificati sta lavorando sette giorni su sette su turni multipli, per produrre i quantitativi necessari e, probabilmente, durante l'estate verranno aggiunte altre due linee.

CADE UN'ALTRA TESTA – Nel frattempo continuano a cadere le teste all'interno di General Motors. Dopo John Calabrese (Vice Presidente dell'ingegnerizzazione globale),ieri è stata la volta di Jim Federico, un ingegnere senior, che era coinvolto nella precedente procedura di indagine interna sui blocchetti di accensione, la quale non aveva portato a nessun richiamo. Mr. Federico ricopriva la carica di Direttore dell'integrazione globale dei veicoli e GM ha dichiarato che, essendo in età pensionabile, ha scelto di proseguire la sua carriera lavorativa al di fuori del mondo dell'auto. La sua storia all'interno di GM è durata 36 anni, nei quali si è occupato dell'ingegnerizzazione di tantissime auto e nel 2012 era Capo Ingegnere Esecutivo per tutte le Chevrolet compatte (incluse quindi quelle del richiamo) e riferiva direttamente all'attuale CEO Mary Barra che all'epoca seguiva lo sviluppo globale dei prodotti.

GIA' 59 CAUSE IN CORSO -I problemi che General Motors deve affrontare non arrivano solo dal suo interno, ma anche dall'esterno, visto che sono già state intentate 59 cause relative ai blocchetti di accensione. La maxi-procedura di richiamo riguarda sette modelli di quattro marchi, tutti prodotti tra il 2003 e il 2011: (2003-2007) Saturn Ion, (2005-2010) Chevrolet Cobalt, (2006-2010) Pontiac Solstice, (2007-2010) Pontiac G5, (2007-2010) Saturn Sky e (2006-2011) Chevrolet HHR. Il problema, come noto, è la scarsa resistenza della molla, che potrebbe far ruotare la chiave dalla posizione “run” a quella “accessory” o a quella “off”, senza alcun preavviso, con il conseguente spegnimento dell'auto e di tutti i sistemi di sicurezza, airbag inclusi. 

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