GM: più richiami che vendite!

GM: più richiami che vendite! Nel 2014

Nel 2014, 11 milioni di richiami: un numero superiore ai veicoli venduti

19 Maggio 2014 - 08:05

L'anno orribile della General Motors: il 2014. Basta un dato per capirlo: quest'anno, il numero di auto richiamate per un qualche difetto di produzione supera il numero dei veicoli venduti dalla GM stessa. Infatti, siamo già a quota 11 milioni di richiami. Ai circa 8,3 milioni di richiami, si sono aggiunti i cinque delle ore più recenti: riguardano 2,7 milioni di auto negli Stati Uniti. Stando a indiscrezioni, 2,4 milioni sono dovuti all'impianto elettrico dei fari che si accendono nel momento in cui il conducente tocca il freno. Un problema di cablaggio che potrebbe causare la corrosione dei cavi elettrici delle luci degli stop. E che potrebbe influenzare anche il controllo elettronico della stabilità. Il colosso USA ha subito informato della situazione la Nhtsa, National Highway Traffic Safety Administration, l'ente americano per la sicurezza stradale. Quali le auto interessate? La Chevrolet Malibu della precedente generazione prodotta fra il 2004 e il 2012 (più quella prodotta nel 2013 ma per un problema ai freni), la Chevrolet Malibu Maxx del 2004-2007, la Pontiac C6 e le Saturn Auras. Non basta: a questi, si aggiungano la Cadillac CTS del biennio 2012-13, per sostituire il meccanismo del tergicristalli, e la Chevrolet Corvette 2005-07, per eventuali problemi agli anabbaglianti.

OLTRE 200 MILIONI DI DOLLARI – Cominciamo dalla batosta economica: la riparazione di questi ultimi 2,7 milioni di auto richiamate costerà alla General Motors oltre 200 milioni di dollari nel secondo trimestre. Chi sbaglia paga e GM sta pagando di tasca propria tutta la serie di errori messa insieme con lo scandalo dei mancati richiami. Considerate le proporzioni del maxi-richiamo, che coinvolge circa 2,6 milioni di vetture, non sorprende che nei primi quattro mesi del 2013 siano già stato bruciato oltre un miliardo di dollari, portando l'utile operativo a soli 125 milioni di dollari. Ma potrebbe non essere finita qui, visto che la dirigenza americana non si è sbilanciata nel dichiarare se le ricadute proseguiranno nei conti dell'intero anno. In ogni caso, il crollo dei profitti, rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno è stato dell'88%. Al di là della pura contabilità, il vero danno è a livello d'immagine, nel mondo. Già a marzo 2014, c'era stato il (tremendamente tardivo) richiamo di 2,6 milioni di auto: un guaio che risaliva addirittura al 1994, arrivato dopo incidenti che hanno causato 13 morti. Un richiamo dalle eco enorme, riguardante il blocchetto d'accensione, che aveva dato il via addirittura a un'indagine della magistratura e una parlamentare.

ALTRA LEGNATA – Oltretutto, piove sul bagnato. “Nessuno è perfetto. Ma ciò che non possiamo tollerare è che una società sappia dei pericoli esistenti e non dica nulla. Il silenzio può uccidere”: parole di Anthony Foxx, il segretario ai Trasporti, che così ha dato il via alla conferenza con cui viene ufficializzata la multa (in ambito civile) record da 35 milioni di dollari imposta a General Motors per avere impiegato tantissimi anni prima di effettuare il maxi-richiamo di 2,6 milioni di veicoli con problemi all'accensione. Secondo Foxx, la GM ha infranto la legge perché ha effettuato il richiamo lo scorso febbraio nonostante sapesse dei difetti che disattivano il funzionamento dell'airbag da – come minimo – il 2009.È il massimo della pena che può essere inflitta in questo tipo di casi e della cifra più alta prima d'ora mai versata in seguito a indagini successive a un richiamo. Va comunque detto che, da quando è scoppiato il caso dei richiami in ritardo, la GM adotta una nuova politica che attiene alla sicurezza, ha riorganizzato la struttura manageriale per la sicurezza e istituto nuove politiche per un'azione rapida e incisiva una volta che emergano problemi alle macchine.

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