Gli automobilisti svizzeri temono le nostre Ztl. Anche noi

Le istruzioni per l'uso (non tutte esatte e utili) del Touring Club elvetico per affrontare le fastidiose Ztl italiane.

7 aprile 2011 - 10:10

Il Touring Club Svizzero (TCS), sempre assai prodigo di informazioni, ha rilasciato un documento che fornisce informazioni e consigli su come un automobilista della Confederazione dovrebbe affrontare le zone a traffico limitato nelle città italiane. È un problema evidentemente molto sentito per i cittadini svizzeri, che evidentemente sono poco abituati a questo genere di limitazioni o, per meglio dire, alle modalità con le quali vengono applicate in Italia, nonché alla relativa segnaletica.

FARE CASSETTA – Il TCS ha preso spunto dalla lettera di un residente nel cantone di Vaud che aveva chiesto aiuto ad Assista SA, un ente svizzero che fornisce assistenza giuridica, per opporsi legalmente a una triplice contravvenzione che gli era stata inviata da Pisa dopo che aveva varcato ripetutamente i varchi della Ztl mentre cercava un parcheggio in centro. L'automobilista s'era dichiarato disposto a pagare una sola contravvenzione, ma non tre, ritenendo i sistemi italiani “un ignobile modo per fare cassetta”. Al di là del giudizio più o meno condivisibile, il TCS gli ha spiegato che i comuni italiani, secondo l'art. 7 del nostro Codice della Strada, hanno la facoltà di limitare la circolazione a causa dell'inquinamento e di istituire le Ztl. Inoltre, ha chiarito che la nostra Corte di Cassazione, con la sentenza n° 5252 del 4 marzo 2011, ha ribadito una verità sgradevolissima, ma che va accettata: più infrazioni alla medesima norma, anche se commesse in tempi ravvicinati, devono essere punite con lo stesso numero di sanzioni.

I CONSIGLI – Dopo aver tolto all'automobilista le speranze di spuntarla in un ricorso, il TCS è passato ai consigli: il turista che deve transitare per una Ztl per giungere in albergo deve munirsi di un permesso temporaneo (due ore al massimo) comunicando il numero di targa della sua auto all'hotel che a sua volta lo trasmetterà a chi di dovere. Il relativo permesso varrà solo nel giorno di arrivo e in quello della partenza esclusivamente per il trasbordo dei bagagli e l'auto dovrà poi essere lasciata in un parcheggio privato oppure parcheggiata fuori dalla Ztl. Il TCS conclude le sue istruzioni per l'uso (fin qui corrette, anche se ogni città ha un suo regolamento, quindi è sempre bene informarsi prima) con un'incomprensibile svista, poiché invita chi deve intraprendere un viaggio in Italia a consultare il sito www.ztl.it “per conoscere preventivamente le zone a traffico limitato e le condizioni per accedervi di ogni città italiana”. Purtroppo il sito segnalato corrisponde a un'azienda che sviluppa siti web, quindi non è di alcuna utilità al turista.

SANTA PAZIENZA – A nostra conoscenza, oltre a quelli dei singoli comuni, l'unico sito che fornisce qualche in formazione in merito è http://ztl-italia.blogspot.com/, ma si tratta di un sorta di blog non professionale che, pur fornendo informazioni uili, non viene aggiornato tempestivamente. Quindi, temiamo che i cittadini svizzeri in visita nel nostro Paese dovranno continuare a fronteggiare un sistema di accesso alle Ztl che deve essere attentamente studiato prima di avventurarsi nelle varie città, a interpretare una segnaletica a volte tutt'altro che chiara e uniforme e a tenere ben presente i contenuti della recente sentenza della cassazione. Problemi che, del resto, affliggono purtroppo anche gli automobilisti italiani. Che però hanno imparato, non tutti in realtà, ad inserire nel vari navigatori GPS alcuni POI (punti d'interesse) che segnalano i vari accessi alle ZTL. In questo modo si è in grado di evitarli, specialmente grazie a questi sistemi di navigazione che permettono d'impostare un percorso che volutamente eviti le ZTL. Per scaricare una versione aggiornata delle ZTL, basate sulle segnalazioni degli utenti, andate su PoiGPS.com

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