Gita scolastica: bus fuori regola, ma le maestre protestano!

Scolaresca fermata: il bus era fuori regola, eppure le maestre si sono lamentate

29 aprile 2013 - 15:10

Disavventura per una scolaresca di Tivoli (Roma), in visita a Lucca. I vigili hanno controllato il cronotachigrafo (la “scatola nera”, spesso oggetto di taroccamenti) del pullman rilevando che non erano state osservate le pause di riposo dell'autista previste per legge: ecco perché è stato imposto lo stop al veicolo tra le proteste e il disappunto delle maestre così come si legge su La Nazione.

QUESTIONE DA APPROFONDIRE – Come riporta l'articolo del quotidiano le maestre che accompagnavano la scolaresca si sono lamentate: “Nessuno contesta le motivazioni che hanno spinto i vigili urbani a bloccarci, anche se occorre dire che nei fatti il nostro autista si è riposato perché quando raggiungevamo la meta lo lasciavamo per poi spostarci con i mezzi in loco”. SicurAUTO.it ha voluto andare a fondo alla questione, chiedendo spiegazioni alla Polizia municipale di Lucca, che s'è dimostrata disponibile a spiegarci i dettagli della faccenda. Ecco che cosa ci hanno riferito in merito alla vicenda.

LA VERSIONE DEI VIGILI – “Il 19 aprile – spiega la Polizia municiapale di Lucca – durante il quotidiano controllo sull'avvenuto pagamento dei ticket da parte dei bus turistici che fanno ingresso all'interno dell'area verde della nostra città, una pattuglia specializzata nei controlli al cronotachigrafo ha effettuato accertamenti sul rispetto dei tempi di guida e riposo da parte di tutti gli autisti presenti nelle varie aree dedicate alla 'salita-discesa' dei passeggeri. A seguito del controllo effettuato presso gli stalli di piazza Martiri della Libertà, è stato riscontrato che l'autista di un bus con a bordo una scolaresca di Tivoli stava guidando dal 10 aprile senza aver effettuato il prescritto riposo settimanale. Si precisa che in base al Regolamento CE 561/2006 i conducenti hanno l'obbligo di riposare 11 ore nell'arco delle 24 ore da cui ha avuto inizio il proprio turno lavorativo e 45 ore dopo 6 giorni lavorativi, con la possibilità di effettuare un riposo settimanale ridotto di 24 ore solo se la settimana precedente hanno riposato 45 ore”. Ed ecco il secondo passo: “Dalle dichiarazioni dell'autista emergeva una chiara consapevolezza e responsabilità dell'azienda (è bene ricordare che spetta al datore di lavoro informare circa la normativa vigente e organizzare gli orari di lavoro dei vari conducenti) in quanto l'inizio del viaggio (avvenuto il 16 aprile) coincideva proprio con il giorno in cui l'autista avrebbe dovuto usufruire del riposo di almeno 24 ore e, avendo programmato un tour tra Toscana e Liguria di ben 4 giorni, non si evince come sarebbe stato possibile far godere al conducente tale riposo obbligatorio. Detta violazione ha comportato una sanzione di € 562,67 più 5 punti sul CQC e fruizione immediata del riposo obbligatorio ridotto”.

RIPOSO? OK, MA… – E il riposo giornaliero dell'autista? La Polizia dice che “effettivamente veniva usufruito. Quello che preme evidenziare sulla gravità dell'infrazione commessa è che l'autista al momento del controllo stava effettuando il suo decimo giorno lavorativo consecutivo a fronte dei sei massimi previsti. Spesso si tende a giustificare questa condotta riferendosi alla deroga prevista dal Regolamento CE 1073 del 2009 che regola il trasporto internazionale, ma il caso in esame non rientrava tra le fattispecie previste dalla norma. La pattuglia, attenta alle particolari esigenze che il controllo di un mezzo con a bordo ben 50 passeggeri poteva comportare, ha ritenuto opportuno fare avvicinare il veicolo in piazzale Boccherini, in modo tale che l'autista potesse raggiungere agevolmente il comando presso il quale doveva presenziare per la redazione immediata degli atti e nel contempo si trovasse nelle immediate vicinanze del proprio veicolo e, non di minore importanza, che la scolaresca potesse usufruire di tutti i servizi che il centro storico offre. Si sottolinea che la durata effettiva del controllo, comprensiva di informazioni all'autista al datore di lavoro e all'insegnante, redazione atti, pagamento nelle mani dell'agente accertatore, è stata di 2 ore, il disagio di cui si lamentano i professori è imputabile alla gestione del caso da parte della società proprietaria del mezzo che ha ritenuto opportuno far partire il veicolo sostitutivo direttamente da Roma con i tempi che ne conseguono”.

PER LA SICUREZZA – E ancora, i vigli dicono: “Con l'approssimarsi della stagione estiva i controlli sul pagamento dei ticket da parte dei bus turistici che fanno ingresso a Lucca sono aumentati e congiuntamente sono stati intensificati quelli relativi alle attività degli autisti, solo nell'ultima settimana è emerso che due conducenti originari di Salerno viaggiavano, uno con il cronotachigrafo non funzionante dal mese di marzo (€ 841, sospensione patente e certificazione attestante l'avvenuta riparazione della strumentazione), l'altro presentava un mancato rispetto del riposo giornaliero per ben 4 volte negli ultimi 28 giorni (€ 1000 più 15 punti da decurtare sul CQC), un autista veneto viaggiava da 12 giorni senza aver effettuato il riposo settimanale di 45 ore (€ 422 più 5 punti e fruizione immediata del riposo obbligatorio regolare)”. A noi la spiegazione dei vigili pare molto chiara e condivisibile, mentre l'atteggiamento delle maestre sorprende: con la sicurezza stradale non si scherza, e quindi alla Polizia municipale di Lucca va un plauso per aver svolto bene il proprio lavoro. Alcuni organi d'informazione hanno ironizzato sulla vicenda, in sostanza facendo apparire troppo zelante il comportamento della Polizia, che in realtà va solo ringraziata per aver tutelato una scolaresca. L'atteggiamento delle insegnanti lascia però trasparire un'atteggiamento sin troppo diffuso: durante le gite scolastiche la sicurezza stradale dei ragazzi viene troppo spesso dimenticata.

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