Giovani al volante: insicuri e impreparati dopo la patente

Un'indagine Goodyear rivela che i giovani non ricevono una formazione completa e hanno paura di guidare

6 febbraio 2013 - 7:00

Goodyear ha diffuso i dati della sua terza “Indagine sulla sicurezza stradale” in Europa, che vede interrogati 6400 giovani automobilisti sui loro comportamenti di guida. Dalle risposte emerge un quadro che richiama la necessità d'istituire dei corsi di aggiornamento per aiutarli ad essere più sicuri e consapevoli alla guida. Quasi la metà del campione intervistato, infatti, dice di non aver mai appreso nulla sulle tecniche di guida notturna e addirittura 1 su 4 crede di non superare l'esame per la patente se dovesse rifarlo.

UN TEST DI RINNOVO? – L'indagine commissionata da Goodyear su un campione di giovani automobilisti di età inferiore a 25 anni e con una guida attiva alle spalle, ha messo in luce molte lacune e paure che assalgono chi si mette al volante anche dopo aver conseguito la licenza di guida. Nei 16 Paesi (15 europei e Sudafrica) neopatentati e giovani automobilisti temono la prova del parcheggio anche dopo l'esame di guida, molti poi vanno in crisi se gli si chiede di guidare di notte o all'estero. “Se così tanti giovani automobilisti si sentono poco sicuri sulle strade, vi è certamente la necessità di fare dei corsi di aggiornamento e di supporto ai neopatentati nei loro primi anni di guida,” afferma Gerhard von Bressensdorf, Presidente della Federazione Europea delle Autoscuole e. V. (EFA). “Ottenere la patente di guida costa molto e dobbiamo garantire che gli automobilisti si sentano pienamente sicuri sulle strade dopo avere superato l'esame.”

LE DONNE CI RIPROVANO SPESSO – Ai ragazzi intervistati sono state proposte 20 domande su argomenti vari, tra cui formazione alla guida, comportamento stradale, approfondimento sullo stile di vita, ecc., ed è emerso che l'84% dei candidati supera i test di teoria al primo tentativo, ma quando è il momento di mostrare le proprie abilità al volante le giovani donne si mostrano in difficoltà. In media il 35% delle ragazze ha ammesso di aver ripetuto più volte l'esame pratico mentre i ragazzi sono stati rimandati nel 28% dei casi. La distribuzione geografica dei novelli guidatori più preparati vede i cechi in testa con solo il 5% di allievi bocciati alla prova teorica, seguono italiani e tedeschi con l'8%; i meno bravi sembrano essere i turchi, con il 58% delle bocciature al primo tentativo. La prova pratica di guida invece penalizza più i polacchi (59%), i belgi (45%) e gli olandesi (43%).

L'ANSIA DI PARCHEGGIARE – Non è affatto vero che un bravo guidatore si vede solo da come parcheggia, ma fare le manovre correttamente e in tempi ragionevoli è sintomo di esperienza e alimenta sicuramente l'autostima di chi è al volante. Eppure quella stessa prova che riesce all'esame mette in crisi almeno 1 su 4 automobilisti danesi (25%) con una più ristretta minoranza di italiani (12%), russi (10%) e spagnoli (8%), che invece ignorano i clacson delle auto che chiedono strada. Tra i neopatentati che hanno paura di varcare la frontiera ci sono i russi (54%) e gli inglesi (46%), mentre i meno preoccupati sono gli svizzeri (13%) che per conseguire la patente c'impiegano 3 anni.

GUIDA NOTTURNA E MANOVRE D'EMERGENZA – Non bisogna certo andare all'estero per ritrovarsi a dover guidare su una strada ad alta percorrenza, extraurbana o addirittura un'autostrada al buio, ma fino a qualche mese fa non era previsto l'obbligo di esercitarsi anche fuori città e di notte per ottenere la patente B. Infatti, il 49% dei giovani intervistati ha dichiarato di non aver appreso alcuna nozione teorica o pratica su come guidare l'auto di notte. Tra i meno preparati ci sono i russi, i cechi e i turchi per i quali l'argomento non è stato trattato durante il corso di formazione. I tedeschi invece sono tra i più bravi insieme ai danesi, salvo poi ritrovarsi come tutti gli altri impreparati a reagire di fronte a una frenata o manovra d'emergenza. Le autoscuole danesi e inglesi, da questo punto di vista, sembrano offrire una formazione più completa.

PATENTE FACILE – Oltre a uno scarso livello di conoscenza delle manovre d'emergenza basilari, insegnate ai corsi privati di guida sicura e sportiva, solo il 54% dei neopatentati ha appreso durante i la scuola guida una tecnica per consumare meno carburante e il 45% sa come si controlla la pressione degli pneumatici e l'importanza di farlo almeno ogni mese. La ricerca Goodyear è l'impulso per una collaborazione tra il Costruttore di pneumatici e la Federazione Europea delle Autoscuole  (rappresentata in Italia dall'UNASCA – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) per fornire ai giovani maggiore materiale di formazione sulle tecniche della guida quotidiana e su come garantire una manutenzione ottimale delle automobili e degli pneumatici. “La sicurezza è al centro della nostra Responsabilità Sociale d'Impresa e Goodyear è pronta ad impegnarsi per sostenere i giovani automobilisti e i neopatentati con una formazione costante. I giovani sono ancora coinvolti in modo sproporzionato negli incidenti stradali e negli incidenti mortali sulle strade in Europa, ed è fondamentale che ricevano un'adeguata formazione nelle scuole guida,” afferma Daniela Poggio, Direttore Comunicazione Goodyear Italia e Grecia.

2 commenti

Paoblog
14:28, 6 febbraio 2013

Ho sempre avuto dubbi circa l'effettiva preparazione alla guida che si riceve dalle autoscuole.

Fermo restando infatti che chi ha la P di principiante dovrebbe in ogni caso essere fresco di patente, vien da chiedersi poi come possa infilare una dietro l'altra diverse infrazioni, anche banali, ma che sicuramente dovrebbero essere materia d'insegnamento, ma anche d'esame.

Vedi: http://paoblog.net/?s=P+principiante

In seconda battuta possiamo pensarea quella massa di neopatentati e non che marcia imperterrita sulla corsia di mezzo in autostrada o peggio.

Ma anche in questo caso, oltre che all'insegnamento degli istruttori che c'è, perlomeno a quanto mi raccontava un'amica fresca di patente, entra poi in ballo il potere dell'esempio (negativo) di familiari ed amici, come racconto qui: http://paoblog.net/2011/05/30/autostrada-corsia/

Paoblog
7:44, 7 febbraio 2013

@Carlo S
Così come “guidare” è alla portata di quasi tutti, ritengo che il “guidare bene” sia frutto di una buona preparazione di base per quanto riguarda le regole e che l'esperienza pratica faccia poi la sua parte ovvero se sei dotato di buonsenso puoi solo imparare dai tuoi errori.

Quello che mi lasscia perplesso, è il fatto che molti giovani o, meglio, neopatentati, “scivolino” sulle regole base che, come detto, so che vengono insegnate. Ed allora quelli che non si fermano a stop o precedenze, così come quelii che partono senza mettere la “freccia” e meno che mai guardare nello specchietto…

Vien da pensare che l'unica via sarebbe quella letta nell'articolo su StradeSicure, circa la patente svizzera.con un periodo di prova di 3 anni. Ritengo infatti che un cattivo guidatore resti tale nel tempo e possa solo peggiorare, in netta controtendenza invece di chi, come detto, ha l'intelligenza di capire i propri errori ed imparare da essi.

Resta il fatto che in questa Repubblica delle banane non abbiamo speranze…

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Citroën cambia Brand Identity: nuovo logo dal 2023

Test gomme invernali 2022 – 2023

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?