Giornata mondiale vittime strada: dimenticati i 40 morti dell'Irpinia

Tra ipocrisia e qualche commemorazione, praticamente nessuno ha ricordato la più grave tragedia stradale d'Italia

19 novembre 2013 - 14:00

Domenica era la Giornata mondiale delle vittime della strada, si è celebrata in tutto il mondo la scomparsa di milioni di vite umane perse sulle strade. Qualcuno di voi se n'è accorto? Il dubbio è che ormai queste commemorazioni passano inosservate. Ma se nemmeno in occasioni come questa le varie associazioni delle vittime della strada riescono a protestare con fermezza contro l'assurda strage stradale che ogni giorno si compie sulle nostre strade, sembra che della sicurezza stradale, come sempre, non gliene freghi niente a nessuno. Capita poi che i parenti delle vittime siano tanto piegati dal dolore da non avere nemmeno la forza di imporre alle associazioni di fare il loro dovere o almeno per chiedere che facciano più azioni concrete. Eppure sarebbe stata una buona occasione per riportare sotto la luce dei riflettori la strage di Aqualonga che, ricordiamo, è la più grave strage stradale d'Italia. Sembra che solo al sottoscritto ed al collega Maurizio Caprino del Sole 24 Ore interessi tenere viva l'attenzione su questa strage. Ricordate il mio articolo denuncia Strage bus Irpinia: mistero sulla velocità. Sarà una nuova Ustica? Veramente triste che nessuno delle associazioni abbia rilanciato il nostro appello, o che la scorsa domenica, per ricordare le vittime, abbia organizzato una protesta a Roma, una qualche manifestazione ad Avellino o per assurdo un vero e proprio blocco stradale sul maledetto viadotto di Aqualonga (perchè, si sa, in Italia per far passare un messaggio bisogna protestare in modo plateale).

GIORNATA UTILE? – La Giornata mondiale delle vittime della strada, di per sé, non è un'iniziativa sbagliata. Voluta dalle Nazioni Unite (perché nel mondo ogni anno si contano 1,2 milioni di morti per incidenti stradali), può costituire un momento di riflessione per le istituzioni e i cittadini. È anche condivisibile manifestare la propria vicinanza ai familiari delle vittime della strada in occasione di questa Giornata mondiale che ne celebra il ricordo. E, tutto sommato, si tratta di una tradizione, visto che dal 2005, a seguito di una risoluzione votata dalle Nazioni Unite, la terza domenica di novembre è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita in sinistri stradali. Fra l'altro, l'Italia è toccata profondamente dal problema: 3.653 vittime nel solo 2012, un quarto delle quali aveva meno di 30 anni, più 900.000 feriti, 100.000 dei quali riportano invalidità permanenti gravi. Ma a che serve celebrare se poi si ha la memoria corta? Questa Giornata mondiale delle vittime appare perfino irrispettosa dei morti di Acqualonga, visto il silenzio che è calato sulla strage. La speranza è che presto le varie associazioni, invece di battagliare solo per il taglio dei risarcimenti voluto dalle compagnie assicurative, tornino ad occuparsi della più grave ed oscura tragedia stradale d'Italia chiedendo a gran voce che sia fatta giustizia e luce sulle cause della tragedia. Senza dimenticare, ovviamente, chi silenziosamente perde la vita o resta gravemente ferito ogni giorno sulle nostre strade. Ad ognuno di loro va il nostro più sentito ricordo, ogni giorno.

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