Ginevra 2013: Marchionne e Montezemolo preoccupati per l'Italia

Ginevra 2013: Marchionne e Montezemolo preoccupati per l'Italia Entrambi i manager al Salone di Ginevra 2013 non si sono sottratti ai commenti sull'attuale politica

Entrambi i manager al Salone di Ginevra 2013 non si sono sottratti ai commenti sull'attuale politica

6 Marzo 2013 - 03:03

GINEVRA – Non solo auto al Salone di Ginevra che aprirà domani i battenti al pubblico. Non sono mancati i commenti sull'attuale politica. Da Marchionne a Montezemolo, i due protagonisti italiani nella rassegna svizzera. “Ci preoccupa molto la situazione economica degli italiani, la loro condizione generale – a parlare in una delle sale dell'hotel Starling è l'ad Fiat-Chrysler, Marchionne – ed il rischio di ingovernabilità. Gli italiani vogliono un cambiamento, bisogna darglielo. E' un movimento che non si può fermare quello dei grillini. Fuori dall'Italia non si capisce cosa sta accadendo. E vie d'uscita se ne vedrebbero meno se al Quirinale non avessimo ancora un uomo come Napolitano. E' riuscito a gestire una situazione estremamente difficile nel 2011. La sua presenza è essenziale, avremo bisogno di lui per gestire la prossima fase. La macchina deve ripartire. Da cittadino italiano mi interessa che il Paese venga gestito. Parlare oggi di un referendum sull'euro non aiuta certo la stabilità e se l'Italia esce da questa moneta gli investimenti Fiat saranno a rischio”.

LA FIRMA DEL CONTRATTO E' VICINA – “Il rinnovo del contratto si farà – ha puntualizzato Marchionne – e le trattative sono in retta d'arrivo perché le difficoltà non sono insormontabili”. Il problema è stabilire da quando partiranno l'aumento di 40 euro lordi dei minimi salariali e il premio di competitività di 120 euro per i dipendenti del Lingotto.

IL GRUPPO FIAT PRODURRA' 4,4 MILIONI Di AUTO NEL 2013 – “Il 2013 per noi sarà più o meno come il 2012, sempre al traino degli Usa – ha specificato Marchionne – e produrremo 4,4 milioni di auto contro le 4,2 dell'anno precedente. I costruttori generalisti hanno perso nel 2012 in Europa 7 miliardi di dollari e questo ha costretto molte Case ad abbassare i prezzi di listino”. In un balletto in cui Fiat si è attualmente tirata fuori.

PER CRESCERE IN CHRYSLER NESSUN AUMENTO DI CAPITALE – Sempre d'attualità, un vero tormentone, la partecipazione in Chrysler del fondo pensioni Veba del sindacato Uaw. “Occorre stabilire una chiara valutazione per le quote detenute da Veba e vedere se è possibile che il Lingotto rimpiazzi l'Ipo e dia liquidità al trust. Non ci sarà nessun aumento di capitale per rilevare le quote Veba. Nell'eventualità abbiamo ampi margini di liquidità. Non nascondo che ci sono molte istituzioni finanziarie che vogliono venirci incontro. La possibile Ipo? La scelta è solo di Veba, non certo nostra”. Marchionne da sempre ha ribadito che fra Chrysler e Fiat è meglio la fusione dell'Ipo, cioè della quotazione in Borsa. Vuole una sola azienda.

FIAT STUDIA UN MARCHIO LOW COST – Il Lingotto sta studiando anche un marchio low cost, visto che Dacia registra fortissime crescite nelle vendite. “Quando avremo le idee più chiare ve lo dirò” – ha concluso con un sorriso Sergio Marchionne, che oggi presiederà una riunione dell'Acea.

MONTEZEMOLO, GRAZIE A DIO SONO FUORI DALLA POLITICA – “Grazie a Dio, sono fuori dalla politica” – così ha detto il presidente della Ferrari, Montezemolo durante l'incontro con i giornalisti italiani al Salone dell'auto – “Sono deluso di vedere dopo le elezioni un Paese che rischia l'ingovernabilità e non tutti si stanno rendendo conto che noi siamo in una situazione economica preoccupante. Il vero problema è la crescita. E come cittadino sono deluso, amareggiato. L'Italia ha delle potenzialità incredibili e non merita questa situazione. Ho visitato nei giorni scorsi la sede della Poltrona Frau che ha festeggiato il secolo d'attività. Bravi, sono veramente bravi nel portarla avanti, nel renderla un'azienda vincente”.

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