Giappone: lo tsunami travolge centinaia di Nissan e Infiniti

L'ondata seguita al sisma che ha devastato il Giappone ha distrutto anche numerose vetture nuove e qualche cliente italiano potrebbe non ricevere la sua entro la data stabilita.

13 marzo 2011 - 8:52

Il disastroso maremoto dell'11 marzo e il successivo tsunami che hanno sconvolto la costa orientale del Giappone, oltre a chiedere un pesante tributo di vite umane il cui numero definitivo non è ancora noto, non hanno mancato di esercitare i loro catastrofici effetti sull'industria automobilistica nipponica. Quella che pubblichiamo è la drammatica foto di quanto rimane di centinaia di vetture Nissan e Infinity parcheggiate, in attesa di essere imbarcate sulle navi porta-auto, nel terminal vetture del porto di Hitachinaka, una città di circa 150 mila abitanti nelle prefettura di Ibaraki, a 110 km a nord-est di Tokio.L'area portuale è stata investita dall'enorme ondata scatenata dal sisma, che ha travolto il terminal e tutto quanto conteneva.

UN DISASTRO – Il porto di Hitachinaka è protetto da ben tre dighe frangiflutti, rispettivamente di 4.350 metri a est, 500 metri a nord e 300 metri nella parte centrale della baia. Ciò non è bastato a impedire che la furia delle acque, superando le dighe, abbia devastato l'intera area portuale, che comprende anche un terminal container, travolgendo pure le imbarcazioni ormeggiate. Le vetture danneggiate rappresentano buona parte della gamma Nissan e Infinity e, nella foto, chi è dotato di buona vista potrà distinguere qualche Nissan Juke, alcune Inifinity FX e GX e, in alto a sinistra, anche un paio di supersportive Nissan 370 Z.

CAUSE DI FORZA MAGGIORE – Al momento non è dato sapere se tra le vetture, parecchie decine delle quali hanno anche preso fuoco subendo presumibilmente danni irreperabili, ve ne fosse qualcuna destinata all'Italia. Tuttavia, il porto di Hitachinaka viene utilizzato esclusivamente come terminal per le vetture destinate all'esportazione, quindi non è da escludere che qualche esemplare fosse in attesa di essere spedito nel nostro Paese. Se così fosse, è possibile che qualche acquirente italiano la cui vettura prenotata è andata distrutta dallo tsunami dovrà rassegnarsi ad attenderla più del previsto. E senza poter rivendicare i danni per la mancata consegna, né recedere dal contratto, poiché in questi casi valgono le clausole contenute nei moduli contrattuali adottati dalla totalità delle case che, per cause di forza maggiore o circostanze imprevedibili (per esempio, un terremoto), escludono qualsiasi responsabilità del costruttore.

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