Germania: autostrade a pagamento. Ma solo per gli stranieri

Il Commissario europeo ai Trasporti considera compatibile con le normative europee il pedaggio per gli stranieri sulle autostrade tedesche

5 novembre 2013 - 7:00

La notizia arriva direttamente dalla Germania, ed esattamente dalla Sueddeutsche Zeitung, che titola: “Bruxelles appoggia i piani di pedaggio di Seehofer”. Il riferimento è al Commissario europeo al Trasporti, Siim Kallas, che considera compatibile con le normative europee l'introduzione del pedaggio per gli stranieri sulle autostrade tedesche. Così, potrà andare a buon fine la richiesta (in sede di trattative per la formazione della Grosse Koalition) del Governatore e presidente della Csu bavarese, Horst Seehofer.

VIENI DA FUORI? PAGHI – In Germania, se questa regola diverrà realtà, dopo l'ok dell'Unione europea, si seguirà una logica molto semplice: sei straniero? Paghi pedaggio. È l'idea a cui si sta lavorando e che potrebbe essere uno degli elementi cardine della Grosse Koalition: d'altronde, in campagna elettorale, tutti i partiti avevano promesso nuovi finanziamenti per l'ammodernamento delle infrastrutture, autostrade comprese. Il Psd aveva proposto un contrassegno per tutti, la Csu solo per gli stranieri; e qui era intervenuta Angela Merkel, la quale aveva giurato che non avrebbe obbligato i tedeschi a pagare il balzello. Ora la cancelliera d'acciaio non può rimangiarsi la parola, seppure le elezioni siano passate.

NIENTE DISCRIMINAZIONI – Il problema è che, secondo uno dei princìpi dell'Unione europea (una di quelle affermazioni molto teoriche che poi tali restano), non sono ammesse discriminazioni tra i cittadini Ue. Domanda: come e dove trovare gli 11 miliardi di euro necessari a rimodernare la rete autostradale? Ecco la soluzione: ai tedeschi, la “vignetta” verrà consegnata (se questa regola sarà operativa) a casa assieme al bollo auto, senza subire aumenti. Mentre gli stranieri sarebbero costretti ad acquistarla una volta arrivati al confine. Esattamente quanto accade se entri in Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, con multe salate per i trasgressori (costretti poi a comprare la vignetta per circolare in autostrada).

PEDAGGI ED EMISSIONI: LA MERKEL VINCE SEMPRE – Una novità, quella sui pedaggi, che fa seguito a quella proveniente dalla stessa Unione europea: la Germania di Angela Merkel ha convinto l'Ue a ridiscutere e a rimandare il taglio alle emissioni medie delle vetture da raggiungere entro il 2020. Questo che era stato fissato a 95 g/km , contro i 130 g/km attuali. La ragione dell'opposizione della Merkel al provvedimento è chiaro: la Germania ha puntato l'attenzione sui propri giganti del settore automotive (BMW, Mercedes, Volkswagen, con la sua collezione di marchi), con particolare riferimento alla fascia premium: la norma della limitazione delle emissioni – ha messo in evidenza la Merkel – è pericolosa nei confronti del livello occupazionale. Di qui, la proposta che arriva dalla cancelliera di ferro: un rinvio al 2024. La commissione europea ha deciso di riaprire il tavolo delle trattative, chiuso a giugno; tuttavia, almeno sulla carta, intende raggiungere quanto prima una decisione definitiva. Stando ad Automotive News, il ministro dell'Ambiente tedesco, Peter Altmaier, prevede si arrivi a un'intesa tra le parti entro breve. Alla fine, l'impressione è che l'Unione europea si lasci sempre più influenzare nelle decisioni dai voleri della potentissima Germania, e così un'unione che avrebbe dovuto, almento in teoria, favorire l'interesse di tutti, anche in campo automobilistico, premia e avvantaggia esclusivamente una nazione, sotto la guida della cancelliera di ferro. Una Merkel machiavellicamente determinata a far sempre e comunque valere le proprie ragioni in qualsiasi àmbito la Germania possa trarne profitto: dalle quote latte alle emissioni inquinanti, fino ai pedaggi autostradali in terra tedesca da far pagare solo agli stranieri. Anche per il pedaggio, come per le emissioni, molti Paesi europei non avranno nulla da eccepire, per il solo motivo che si trovano di fronte a una volontà della Merkel?

1 commento

Pancrazio
22:28, 5 novembre 2013

Mi chiedo ma che ci stiamo a fare nell'unione europea se in ogni paese c'è una legge diversa dall'altro … se non siamo cittadini europei con uguali diritti ed uguali doveri perché hanno voluto l'unione ??

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