Genova, bus senza freni? Pazzesco

A Genova, un bus della linea 383 s'è messo in movimento, andando all'indietro: tragedia sfiorata

12 marzo 2013 - 7:00

Alla fine, solo tantissima paura, e brividi lungo la schiena al pensiero della tragedia che poteva essere e che per fortuna non c'è stata: a Genova, un autobus della linea 383, senza persone a bordo, si è messo in movimento da piazza Verdi, andando all'indietro. Ha attraversato in diagonale via Fiume finendo la corsa contro il muretto di contenimento sotto il grattacielo della Confindustria.

UN MESE DI SILENZIO – Il fattaccio è avvenuto un mese fa, ma la notizia è trapelata solo nelle scorse ore: occhio, perché non trattasi di caso isolato, visto che, più di recente, in piazza della chiesa di Sant'Eusebio, un bus dello stesso tipo (Alè Cacciamali, gruppo sociale Amt 52), dal capolinea del 470/, indietreggia sbattendo contro il muro di un ristorante. Per puro miracolo (e due…), nessun morto né feriti, però danni al veicolo e alle cose. Non basta: un terzo autobus, ancora in piazza Verdi (quasi una maledizione), ha cominciato a muoversi, fortunatamente bloccandosi al marciapiede.

MISTERI: CI SONO LE INDAGINI – A questo punto, è doveroso che il cittadino venga messo al corrente di quanto sta accadendo, visto che parliamo di sicurezza stradale, e di veicoli pesanti che possono causare morti e feriti. C'è un'inchiesta interna in corso, per capire se ci sia qualche dimenticanza da parte degli autisti (potrebbero aver dimenticato di azionare il freno a mano). Una teoria (abbastanza improbabile) vuole che, col blocco porte inserito a immobilizzare le ruote posteriori, gli autisti siano scesi scordandosi del fatto che, a motore spento, il sistema di sicurezza si disinstalla. Va registrata la pronta replica dei conducenti a queste insinuazioni: macché, la manetta del freno è sempre stata azionata correttamente. E quindi la domanda è: siamo in presenza di un pericolosissimo guasto meccanico? Fra l'altro, il trafilamento dell'olio dell'idroguida ha provocato l'incendio e la distruzione di un altro mezzo. E qualche giorno addietro, sul 470, sono saltate 19 partenze, il 20% del totale programmato; mentre sull'84 per via Amarena la mancanza di macchine costringe a sostituire le corse normali con altre limitate a piazza Solari utilizzando bus di maggiori dimensioni. Senza dimenticare che, sul 474, vengono mpiegati sempre veicoli extralarge occupare la larghezza di via Lodi con rischi all'incrocio. Aspettando di sapere dove sta la verità, la direzione Amt, dalle 14 di venerdì, ha spostato il capolinea del 383, a Brignole (nell'area del Volabus), da una posizione in leggera salita a una piana. Qualcuno accenna ad alcune bocciature subite dai mezzi al controllo della Motorizzazione.

L'AZIENDA SI DIFENDE – Mentre le polemiche divampano, l'azienda del trasporto locale genovese si difende: “Non è vero che la metà dei bus siano stati bocciati al controllo. Dall'inizio del 2013, la Motorizzazione civile ha esaminato 166 autobus accertando la completa efficienza di 150 (oltre il 90%). Per gli altri sedici bus sono stati ritenuti necessari interventi di manutenzione. In cinque casi, si è trattato di inconvenienti minori sulla carrozzeria, sulla pedana e la postazione disabili, sul pavimento o sulla scarsa leggibilità dei dati tecnici sui pneumatici. Negli altri casi è stato richiesto un intervento sull'impianto frenante. Ma anche a questo riguardo bisogna tener conto che il controllo tramite apposita apparecchiatura non ha indicato un mancato funzionamento dei freni, ma il mancato raggiungimento dell'ulteriore soglia di sicurezza prevista come 'margine di ridondanza'. In aggiunta ai controlli di legge effettuati annualmente, Amt effettua ogni due mesi, in particolare sugli organi di sicurezza, ulteriori verifiche su tutti i bus. I veicoli che non superano la revisione della Motorizzazione civile, per un qualsiasi motivo, vengono immediatamente esclusi dalla circolazione fino al completamento delle manutenzioni necessarie. Ogni bus è dotato di un documento di bordo su cui il personale viaggiante annota le eventuali anomalie riscontrate. Le segnalazioni vengono vagliate dal personale specializzato”. E qualche investimento per nuovi bus non servirebbe? Ecco ancora l'Amt: “Grazie alla professionalità degli operatori e dei tecnici Amt, l'Azienda garantisce la sicurezza dei propri mezzi, nonostante le note difficoltà finanziarie, in cui versa l'intero settore del trasporto pubblico locale, non consentano l'acquisto di nuovi veicoli nella misura necessaria. Basti pensare che per mantenere l'attuale età media occorrerebbe acquistare circa 70 veicoli all'anno, ma le scarse risorse a disposizione permettono di poter comprare ogni anno solo 3 o 4 nuovi bus”. Resta un fatto: gli italiani hanno sempre più l'impressione che il nostro Paese sia un fanalino di coda a livello di trasporto locale, visto che fra disservizi, guasti, ritardi, scioperi, mezzi senza carburante e bus che si muovono da soli, c'è davvero da preoccuparsi.

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