General Motors, altri 8,4 milioni di veicoli richiamati

Su questi esemplari il problema non riguarda il blocchetto di accensione vero e proprio, bensì la chiave

4 luglio 2014 - 17:33

L'ondata di richiami che ha investito General Motors non accenna a placarsi, tanto che viene da chiedersi se finirà con l'abbattere lo storico Gruppo di Detroit. Nell'occhio del ciclone sono sempre gli ormai tristemente famosi blocchetti d'accensione. GM, infatti, ha comunicato ufficialmente una nuova campagna di richiamo che riguarda altri 8,4 milioni di veicoli, di cui 7,6 milioni negli Stati Uniti e 900.000 in Canada. Le auto in questione sono uscite dalle linee produttive tra il 1997 e il 2014; il difetto del componente avrebbe causato direttamente sette incidenti in cui sono rimaste ferite otto persone e altre tre sono decedute.

MODELLI PRODOTTI DAL 1997 AL 2008 – In particolare, quest'ultimo richiamo riguarda tutti modelli di gamma medio-alta: le Chevrolet Malibu berlina prodotte dal 1997 al 2005, le Oldsmobile Intrigue costruite dal 1998 al 2002, le Oldsmobile Aleros uscite di fabbrica dal 1999 al 2004, le Pontiac Grand Ams del periodo 1999 al 2005, le Chevrolet Impala e Monte Carlo del 2000-20005 e le Pontiac Grand Prixs del 2004-2008. 

LA COLPA E' DELLA CHIAVE – Tuttavia, il portavoce General Motors, Jim Cain, ha puntualizzato che il difetto alla base della nuova campagna di richiamo è diverso da quello che ha motivato la precedente. Sulle auto dell'ultimo richiamo, il problema non riguarda il blocchetto di accensione vero e proprio, bensì la chiave. Di conseguenza, la campagna di richiamo di questi esemplari non contempla la sostituzione dello stesso, ma una modifica alla chiave d'accensione. GM ha anche precisato che non esiste, almeno per il momento, una prova lampante di collegamento tra la rotazione indesiderata della chiave, lo spegnimento del veicolo e le conseguenze fatali degli incidenti. Infatti una delle due Impala si era schiantata contro un albero, prendendo fuoco subito dopo, mentre l'altra era rimasta coinvolta in un tamponamento a catena verificatosi su una rampa autostradale: e in questo secondo caso, uno degli occupanti non indossava la cintura di sicurezza. “In entrambi i casi gli airbag non si sono aperti”, ha spiegato Cain, “ma non abbiamo prove definitive per dire che il malfunzionamento di chiave e blocchetto di accensione sia stato la causa”.

OLTRE DUE MILIARDI DI DOLLARI SPESI – Tutte le campagne di richiamo stanno ovviamente avendo costi elevati, che ricadono pesantemente sui bilanci di General Motors: le stime di spesa per le campagne di richiamo sono già salite di 500 milioni di dollari, raggiungendo quota 1,2 miliardi solo per quanto riguarda il secondo trimestre dell'anno. Una cifra che va a sommarsi agli 1,3 miliardi già spesi nel periodo gennaio-marzo. Alla luce di tutto questo, il 2014 potrebbe essere l'anno peggiore nella storia dell'azienda, con cinquantaquattro campagne di richiamo avviate, per un totale di 28,9 milioni di vetture coinvolte.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Incendi auto elettriche: in USA obbligo sprinkler anche all’aperto

Prezzo benzina oggi: quanto costa dopo l’aumento delle accise?

Autolavaggi in zona: come trovarli online