Garante privacy: bacchettate ad Assicurazioni e Ivass

Dopo la denuncia dello Sportello dei diritti, il Garante per la privacy adotta un provvedimento sulle banche dati sinistri delle Compagnie

2 gennaio 2014 - 8:00

Rc auto: ricordate la questione banche dati sinistri delle Compagnie? SicurAUTO.it aveva approfondito il problema a metà novembre 2013: la polemica era nata l'estate scorsa, quando Giovanni D'Agata (Sportello dei diritti) aveva denunciato la violazione della privacy di centinaia di migliaia di cittadini con la banca dati sinistri Ivass (l'Istituto che vigila sulle Assicurazioni). Che era stata implementata con le due banche dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati”, in cui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone “colpevoli” – ironizza D'Agata – di aver assistito a un incidente: “Perché forse non tutti sanno che non solo chi ha subìto o cagionato un sinistro, ma per il solo fatto di aver rilasciato una dichiarazione testimoniale a seguito di un incidente stradale, si può venire letteralmente schedati senza alcuna preventiva comunicazione”. Il tutto – spiegava D'Agata – per mascherare esigenze antifrode lamentate dalle Assicurazioni: questo va a ledere un diritto fondamentale dei cittadini, quello alla propria riservatezza. Di qui, la denuncia di D'Agata al Garante per la privacy. Secondo lo Sportello, la costituzione di una banca dati contenente dati personali di soggetti (definiti dal Codice privacy quali “interessati al trattamento”) necessita di una serie di cautele e adempimenti organizzativi finalizzati alla trasparenza, in primis, e alla rigida applicazione di misure di sicurezza. Un principio cardine alla base dell'attuale normativa in materia di corretto trattamento dei dati personali prevede che qualunque trattamento di dati personali deve essere preceduto da un'attenta politica di trasparenza nei confronti degli interessati. Adesso, è arrivato un importante provvedimento del Garante per la privacy: ha stabilito le regole e le modalità, nonché le condizioni di accesso, che devono essere rispettate in relazione alla banca dati dei sinistri, e alle banche di dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati” da parte dei soggetti autorizzati all'accesso.

QUALI NORME – Il Garante ha stabilito diverse regole. Anzitutto, la consultazione da parte delle singole imprese di assicurazione sarà consentita solo in fase di gestione o liquidazione di ciascun sinistro. I dati personali di danneggiati e testimoni devono essere conservati nelle banche dati solo per cinque anni dalla data di definizione di ciascun sinistro, decorsi i quali dovranno essere “riversati” su un supporto informatico gestito dall'Ivass e comunicati dall'Istituto esclusivamente per esigenze di giustizia o a seguito di esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 del Codice privacy da parte degli interessati (al termine di tale periodo i dati devono essere cancellati o trasformati in forma anonima). Inoltre, specifici approfondimenti sulle banche dati potranno essere effettuati solo qualora l'Assicurazione, non ritenendo di dover formulare un'offerta di risarcimento, debba motivare le ragioni del proprio diniego. Anche in presenza di un solo “parametro di significatività”, non sempre bisogna procedere alla successiva consultazione di dettaglio in tali banche dati, specie in assenza di ulteriori e rilevanti elementi potenzialmente sintomatici di eventuali frodi.

CRITICHE ALL'IVASS – Il Garante ha specificato, inoltre, che è necessario limitare la possibilità di accedere ai dati ai soli soggetti effettivamente legittimati, criticando anche l'incerta previsione dell'Ivass secondo cui la consultazione delle banche di dati sarebbe indistintamente consentita anche a “soggetti terzi”. In tal senso, poi, non possono essere ipotizzabili consultazioni di dati personali utilizzabili per scopi diversi da quello che si intende perseguire con tali banche dati e si consiglia l'introduzione di una specifica responsabilità per eventuali violazioni derivanti anche da utilizzi dei dati personali per finalità ulteriori rispetto a quelle che hanno indotto il legislatore ad istituire le suddette banche di dati. Le Compagnie, poi, dovranno dare adeguata evidenza dell'esistenza di tali banche dati e dei relativi trattamenti di dati personali nei confronti dei cittadini che, a vario titolo, possono trovarsi coinvolti in un sinistro (contraenti e assicurati, ma anche danneggiati e testimoni). Pertanto, in occasione della compilazione del modulo di constatazione amichevole di incidente – denuncia di sinistro, dovrà essere conferita un'informativa sintetica al cittadino circa tutti i trattamenti connessi all'istituzione di tali banche dati, con la conseguente necessità di modificare tutti i modelli già oggi in uso presso le agenzie di assicurazione.

“UNO STOP ALLE COMPAGNIE” – “Il provvedimento in questione segue l'apposita denuncia pubblicamente espressa dallo Sportello dei diritti lo scorso 22 settembre 2013, relativa alle anomalie sia nella costituzione delle banche dati sia nella loro gestione e consultazione da parte delle compagnie assicurative – dice D'Agata a SicurAUTO.it -. Ciò perché, fra l'altro, ci erano giunte da più parti (danneggiati e operatori del settore) segnalazioni di un utilizzo non legittimo e a dir poco spropositato delle banche dati, consultate dai dipendenti delle Assicurazioni nelle generalità dei casi. Senza che, peraltro, vi fosse un controllo effettivo dell'utilizzo dei dati contenuti e delle finalità del trattamento, che almeno in astratto, sino a oggi, potrebbe essere stato effettuato anche per fini commerciali”. Quindi, adesso che cosa accadrà? “Ora, con l'atto in questione – risponde D'Agata – le Compagnie non potranno più avere scusanti e ogni utilizzo improprio potrà essere oggetto di apposita segnalazione da parte dei cittadini ma anche di conseguenze sanzionatorie da parte dello stesso garante, finanche penali”.

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