Galileo: come funzionerà il sistema che guida l'auto dai satelliti

30 satelliti e un sistema di localizzazione terrestre guideranno le auto senza conducente e le faranno interagire tra loro

11 ottobre 2013 - 7:00

Galileo è un sistema di localizzazione e georeferenziazione che supporterà una mobilità più efficiente, ecologica e sicura. Il progetto cooperato dalla Comunità Europea e dall'Agenzia Spaziale Europea manderà in orbita 30 satelliti collegati a molteplici stazioni terrestri entro il 2020. Le auto potranno comunicare tra loro e con le infrastrutture grazie a una localizzazione più precisa dell'attuale sistema GPS. La maggiore copertura dei segnali provenienti dai satelliti consentirà di integrare servizi di pagamento dell'auto a consumo e prestare soccorso in tempi rapidi anche nelle zone rurali o difficilmente raggiungibili.

UN PROGETTO DA 4 MILIARDI – Si eleverà in orbita attorno alla Terra come il primo sistema di navigazione satellitare civile europeo, indipendente e compatibile con quello russo GLONASS (GLObal NAvigation Satellite System) e statunitense GPS (Global Positioning System). Nato nel 2003, il progetto europeo Galileo ha mandato ad ottobre 2011 i primi due satelliti in orbita per raggiungere quota 18 satelliti nel 2015 e concludere i lanci nello spazio entro il 2020, quando il sistema diventerà operativo a tutti gli effetti. Grazie ai finanziamenti dell'Unione Europea per i primi 2 miliardi di euro si è dato seguito alla fase iniziale del programma di definizione, sviluppo e validazione in orbita dei satelliti  (In-orbit validation, IOV) gestita dall'Agenzia Spaziale Europea. A questa seguirà una seconda fase di piena operatività (Full Operational Capability, FOC) gestita dalla Commissione europea, ma per mandare in orbita i restanti satelliti saranno necessari altri 1,9 miliardi di euro con un costo di gestione annuale di 800 milioni di euro. Cifre relativamente insignificanti, se rapportate ai benefici che il sistema dovrebbe garantire al settore del trasporto pubblico e privato.

PAGHERAI SOLO SE GUIDI – Oggi gli automobilisti si affidano alla navigazione guidata GSNN (Global Navigation Satellite System) per raggiungere una destinazione sconosciuta con i navigatori satellitari portatili, nonostante la tecnologia GPS attuale faccia spesso cilecca ad altitudini elevate o in presenza di strutture imponenti che circondano l'auto. Con la precisione garantita dai satelliti di Galileo e dalle postazioni terrestri i navigatori satellitari installati a bordo potranno fare molto di più.  Una delle applicazioni che non faticherà a trovare consensi è sicuramente il pagamento “pay per use”, con cui la tassazione dei servizi di trasporto diventa personalizzata in base al veicolo, alle condizioni locali del traffico ecc. La procedura di “pagamento a consumo” consentirà – si spera – il passaggio da una tassa o tariffa fissa (vedi bollo e assicurazioni) ad una che incoraggia l'uso razionale dell'auto.

TRASPORTI PUBBLICI AFFIDABILI – Sul fronte del trasporto pubblico, taxi e ncc (noleggio con conducente) i gestori dei servizi potranno garantire un maggiore controllo e dislocamento dei mezzi dove sono realmente necessari. Con la georeferenziazione dettagliata delle flotte si potrà far fronte in tempi più rapidi all'avaria di un mezzo pubblico limitando al minimo i disservizi. I taxi e le auto a noleggio potranno invece essere dislocati in aree rimaste scoperte da eventuali anomali nel trasporto pubblico o dove saranno registrate maggiori richieste di spostamento. Il progetto Galileo svolgerà un ruolo chiave anche per la sicurezza stradale e la connessione tra veicoli.

LOCALIZZAZIONE PRECISA CON L'eCALL – Con Galileo, infatti, potranno essere ulteriormente migliorati i servizi di emergenza eCall, ovvero i sistemi di chiamata automatica con richiesta di soccorso studiati per funzionare anche senza l'attivazione del conducente, se incosciente. Il primo eCall sarà lanciato in Italia nell'ambito del progetto europeo HeERO (Harmonised eCall European Pilot), che offrirà in tutta Europa un numero unico (112) per la gestione delle emergenze. Il progetto HeERO si prefigge lo scopo di realizzare dispositivi adeguatamente economici da poter essere installati a bordo di tutti i veicoli e in grado di allertare in automatico i mezzi di soccorso in presenza di incidenti di grave entità. Il servizio di eCall funzionerà con la predisposizione di una chiamata in vivavoce tra una centrale operativa e qualsiasi persona a bordo del mezzo incidentato. Tuttavia l'eCall dovrà essere in grado di comunicare l'esatta posizione del mezzo ai soccorsi anche senza alcuna risposta dai passeggeri. Secondo l'ACI, i sistemi di eCall possono abbattere i tempi di risposta alle chiamate di emergenza anche del 50%, soprattutto nelle aree rurali e il servizio Galileo “Search and Rescue” servirà proprio a guidare i soccorritori sul luogo dell'incidente.

FARA' PARLARE LE AUTO TRA LORO – La maggior parte delle tecnologie di guida autonoma sfruttano sistemi installati a bordo delle auto che consentono all'auto stessa di capire dove si trova attraverso sensori e radar in un ambiente piuttosto limitato. Il passo successivo sarà quello di far interagire le auto tra loro e con le infrastrutture, migliorando la localizzazione preventiva. Un'auto potrà subito comunicare un incidente, un ostacolo o qualsiasi altro evento a tutti i veicoli circostanti e contemporaneamente lanciare una segnalazione alle infrastrutture preposte per attivare la macchina dei soccorsi. L'interazione che sosterrà il progetto Galileo, servirà a raggiungere una maggiore mobilità sostenibile; basta pensare che l'auto senza conducente potrà sapere in largo anticipo se il semaforo sarà verde o rosso con la sua andatura. Mentre oggi non è possibile prevedere un colore e si guida solo sperando nell'onda verde, con i rischi che ne conseguono quando ci si trova a qualche metro dal giallo, indecisi se inchiodare o sfondare il rosso, rischiare una multa o un tamponamento. Oltre le promesse e gli obiettivi (che ci auguriamo saranno mantenuti e centrati), il progetto solleva dubbi e ostacoli ancora irrisolti, come ad esempio la riservatezza dei dati personali che viaggeranno nell'etere o la responsabilità civile delle auto senza pilota che guidano sulle strade pubbliche, per ora ammesse a circolare solo negli Stati che hanno concesso una licenza alle Case costruttrici che stanno testando la tecnologia di guida autonoma.

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