Fusione PRA-Motorizzazione: qualcosa si muove?

Se ne parla da tempo, e forse adesso qualcosa si muove: fusione in vista fra PRA e Motorizzazione?

15 aprile 2014 - 9:00

Facciamo un passo indietro, quando SicurAUTO.it mette subito in evidenza un progetto del Governo Letta: quello di fondere Pubblico registro automobilistico (il PRA gestito dall'ACI, Automobile club d'Italia) e Motorizzazione. Che da anni sono un doppione, costoso e inutile. A dicembre 2013, con la legge di stabilità, lo scenario è semplice: nascerà un archivio telematico unico su proprietà e caratteristiche tecniche dei veicoli, che sostituirà le banche dati del PRA e dell'archivio automobilistico della Motorizzazione. L'obiettivo è quello di tagliare le spese. Però si attende che il ministero dei Trasporti adotti le misure necessarie all'unificazione. Ecco che cosa ne pensava Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca, studi di consulenza automobilistica: “In questo modo, si eliminerebbero tutte le inutili duplicazioni strutturali e procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, di natura fiscale e documentale. E si eliminerebbe la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Motorizzazione e PRA)”.

SECONDA PUNTATA – Nel marzo 2014, il commissario straordinario alla spending review, Carlo Cottarelli, dedica ampio spazio all'ACI. Stando alla stampa.it, c'è un capitolo dedicato all'ACI e alla Motorizzazione civile nelle 33 schede che Cottarelli ha predisposto e portato all'attenzione di Matteo Renzi. Il problema, evidenzia il quotidiano, è che “l'ACI ha 106 comitati provinciali, con presidenti e organismi vari, per un totale di 800 poltrone ben remunerate. Ha circa 3.000 dipendenti. E ha una fonte di guadagni eccezionali: la gestione del PRA, il pubblico registro automobilistico, che gli rende circa 200 milioni di euro all'anno, più 50 circa per il servizio di riscossione del bollo auto. È una tassa occulta che pagano gli automobilisti e che rappresenta quasi il 90% delle entrate dell'ACI”. E, gestendo il PRA, è un doppione della Motorizzazione. Di qui l'idea: perché non fondere i due enti? “Tanto più – dice la stampa.it – che il personale dell'ACI pesa per 35 milioni di euro circa all'anno. Il resto sparisce in un gorgo di società controllate di primo e di secondo livello, su cui ha un bel gridare la Corte dei conti”.

TERZA PUNTATA – E veniamo alle scorse ore. Il presidente dell'Automobile club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, dice che ha presentato al ministero dei Trasporti una proposta operativa per l'eliminazione delle sovrapposizioni dei servizi fra il Pubblico registro automobilistico e la Motorizzazione in grado di assicurare notevoli risparmi per lo Stato e le famiglie, a beneficio di tutto il comparto dell'auto: “Il progetto non comporta ripercussioni sulle strutture occupazionali dei due enti e permette una maggiore efficienza all'interno della pubblica amministrazione”. Che cosa succederà adesso? Siamo davvero a un passo da una riforma che rappresenterebbe una svolta storica? Ci sarebbe (questa è solo una stima) un risparmio di 60 milioni di euro all'anno e di 11 euro per ogni singola annotazione.

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