Furti d'auto: il punto di vista dei derubati

Stress, danno economico, disagio psichico. Ecco che cosa subisce la persona alla quale viene sottratta l'automobile

16 maggio 2011 - 7:30

In ciascun giorno del 2010 sono state rubate in media oltre 340 vetture, una ogni 4 minuti. Oggi rubare un'auto è più difficile grazie alla diffusione dei moderni sistemi antifurto, ma poiché la tecnologia ha reso più dura la vita ai ladri, non di rado la sottrazione della vettura avviene grazie alla chiave originale, della quali talvolta il malvivente si impadronisce con la forza mettendo a rischio l'incolumità del proprietario, per il quale l'evento può quindi risultare traumatico.

DA DOVE SPARISCE L'AUTO – LoJack, la nota società specializzata nel recupero di veicoli rubati, ha commissionato un'indagine all'istituto di ricerca A&F Research per comprendere, tramite interviste a persone che hanno subito la sottrazione della vettura, le dinamiche del furto e come esso viene percepito dalle vittime. I risultati indicano che nella maggior parte dei casi il furto avviene proprio in situazioni e luoghi apparentemente ritenuti “sicuri”, cioè vicino all’abitazione della vittima. Ecco, secondo gli automobilisti-campione, i luoghi preferiti dai criminali: parcheggio esterno vicino a casa: 36,2%; parcheggio in luogo pubblico: 23,8%; garage interno: 13,8%; vicinanza al luogo di lavoro: 13,8%; vacanza/trasferta: 10%; altro luogo: 2,4%.

IL LADRO AGISCE COSÌ – Nel 40% dei casi il proprietario della vettura non è in grado di ricostruire le modalità con le quali è avvenuto il furto. Nel rimanente 60% esso avviene con effrazione diretta (31,2%), con traino e poi effrazione (13,8%), con sottrazione della chiave (5%) o con altri stratagemmi (10%), per esempio con l’asportazione dell’antifurto meccanico, la sostituzione della targa e la clonazione del telecomando. Una modalità particolare, il cui ricorso è in ascesa, è la sottrazione della chiave nei locali del concessionario dove l'auto è ricoverata per la manutenzione.

ANCHE SE C'È L'ANTIFURTO… – Nel 63% dei casi il topo d'auto ha successo e il bottino sparisce nonostante la presenza di un sistema antifurto: elettronico di serie nel 75%, blocca sterzo-pedaliera (21,2%), allarme acustico aggiunto (9,6%), blocco motore aggiunto (7,7%) e sistema di localizzazione satellitare (5,8%). Tra i motivi addotti dalle vittime per non installare un antifurto troviamo il fatto che l'auto non era nuova (43%) e appetibile dai ladri (21,4%). In realtà, molte organizzazioni preferiscono rubare auto non nuove perché dotate di elettronica meno sofisticata. Tuttavia, c'è anche un 7% dei derubati che s'è dichiarato poco convinto dell'affidabilità dei sistemi anti-ladro presenti sul mercato.

I DISAGI – I risultati delle interviste hanno accertato che per due intervistati su tre Il furto dell’auto rappresenta un grave danno economico. Tra i principali disagi materiali, i derubati indicano principalmente quelli operativi immediati (57,5%) e le difficoltà burocratiche (55%). Tuttavia, si lamenta anche un danno psicologico ed emotivo (nel 38,8% dei casi) e relazionale (41,2%). Il furto auto viene assimilato ad altre azioni delittuose come una perdita economica o lo smarrimento di un bene personale (47,5%), la violazione della privacy (11,2%) e della propria abitazione (11,2%).

STRESS DA SPARIZIONE – Anche se il numero dei furti negli ultimi anni è diminuito, cala anche quello delle vetture che vengono ritrovate, passate dalle 67.043 del 2009 alle 58.799 dell'anno scorso. L'eventuale ritrovamento rappresenta un evento molto positivo (sperimentato tuttavia da 26,2% degli intervistati) che può essere però accompagnato da forte stress: poco più di un terzo dei “fortunati” (38,1%) la ritrova entro 48 ore, mentre più del 57% ne rientra in possesso dopo oltre 1 settimana. Poco meno del 50% di loro segnala, dopo il ritrovamento, che l'auto ha subito danni gravi e in un terzo dei casi il proprietario ritiene il veicolo “violato” e lo fa rottamare. Il mancato ritrovamento costituisce un fattore aggiuntivo di stress e di disagio amplificato dal fattore tempo. Nel 44,1% dei casi il non ritrovamento costituisce un “grave danno e dispiacere” spesso legato allo stress e all’incertezza dell’attesa.

“PROBLEMA ASSICURAZIONE” – In un Paese ad alto rischio-furto d'auto come l'Italia, ben il 46,2% di chi lo subisce non è assicurato, quindi la sottrazione del veicolo si traduce in una perdita secca e senza rimborso. Tra gli assicurati, solo il 44,2% dichiara di riscuotere un rimborso congruo o totale. Circa il 50% lo riceve parziali e in tempi insoddisfacenti. Solo il 2,3% si dichiara “molto soddisfatto” dell’assicurazione, mentre la quota di “abbastanza soddisfatti” raggiunge il 55,8%. Tra i motivi d'insoddisfazione prevalgono i “tempi lunghi per il rimborso” e la “lunga prassi burocratica”.

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