Furti d'auto: ecco come e dove agiscono i ladri

Grazie ai dati diffusi da LoJack scopriamo dove e come vengono rubate le auto in Italia.

11 maggio 2011 - 13:11

Rubare un'auto resta lo sport preferito dai ladri. Se negli ultimi anni vi è stata una diminuzione del numero assoluto di veicoli sottratti, passati dagli oltre 222mila annui del 2000 agli oltre 124mila del 2010, secondo i dati sui loro recuperi dei veicoli forniti dal ministero dell'Interno e raccolti e rielaborati da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero dei veicoli rubati, nel 2009 ammontano a 67.043 i veicoli non recuperati, mentre nel 2010 il dato è rimasto fermo a 65.398. In proporzione, quindi, il numero dei veicoli di cui si è persa traccia è aumentato.

FURTI CONCENTRATI – Analizzando i dati è possibile evidenziare come ben oltre la metà dei furti denunciati nel 2010 interessi  sei importanti Regioni che da sole raggiungono il 77% dei furti rispetto al totale nazionale. Ci riferiamo a Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia. Oltre la metà dei furti di auto denunciati sul territorio nazionale, quasi 74mila, interessa sei importanti province dello Stivale. La zona più colpita è quella di Roma, con 20.401 furti (1.513 in meno rispetto al 2009), seguita da Napoli con 14.908 denunce (797 in meno), Milano con 13.376 furti (contro 1.211), Bari, dove sono stati commessi 10.100 furti d'auto (quasi 500 in più dell'anno precedente), Catania, con 8.504 furti ( erano stati 9.694), e Torino, con 6.510 contro 6.889.

LE PIU' RUBATE – I modelli più rubati dai “topi d'auto” continuano ad essere anche i più popolari, sempre più “ricercati” per la vendita dei pezzi di ricambio o per essere a loro volta venduti sul mercato nero o utilizzati per compiere attività criminali. A occupare i primi cinque posti della classifica Top20 troviamo i modelli del Gruppo Fiat: Panda, Punto, Uno, Cinquecento e Lancia Y. Tra le vetture di lusso sottratte ai legittimi proprietari, le statistiche del Ministero includono anche diverse Ferrari 456, GTS, Mondial e Testarossa, una Aston Martin DB7 e due Rolls Royce.

PERCHÉ? – Se, da una parte, è divenuto negli anni molto più complicato rubare un'auto a causa dei sistemi di antifurto sempre più sofisticati, continua ad essere elevato il numero dei furti commessi per cannibalizzare l'auto e trasformarla in pezzi di ricambio, e dei cosiddetti “furti d'uso”, perpetrati per commettere altri reati. “Il furto dell'auto”, evidenzia Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “è un fenomeno che ormai da anni vede il nostro Paese in cima alle classifiche europee e costituisce una delle principali ansie per chi si appresta ad acquistare un veicolo nuovo o usato, in special modo se di segmento medio-alto. Negli ultimi anni, supportando le Forze dell'Ordine con la nostra avanzata tecnologia in radio-frequenza, abbiamo raggiunto importanti risultati nel contrasto della criminalità, garantendo il recupero del 90% dei veicoli rubati equipaggiati con i nostri dispositivi nelle 48 ore successive al crimine”.

TENDENZE EMERGENTI – I moderni sistemi antifurto hanno reso i furti indubbiamente più difficili, ma non per questo impossibili; ladri esperti e con l'attrezzatura adeguata sono in grado di disattivare tali sistemi nel giro di pochi minuti. A queste tecniche se ne sono aggiunte altre meno sofisticate, ma senz'altro più pericolose, anche per l'incolumità stessa dei proprietari dei veicoli.  Nella sostanza, i ladri non esitano ad entrare in casa per rubare le chiavi delle auto. Un'altra modalità in forte sviluppo è quella del furto presso le concessionarie: la custodia delle chiavi originali all'interno dei veicoli oppure presso un punto centrale situato all'interno del negozio rende più semplice il furto d'auto. Tra i modus operandi emergenti vi è anche quello che prevede la selezione di veicoli di valore contenuto, solitamente privi di copertura assicurativa contro il furto, e successivamente la restituzione del mezzo in cambio di un riscatto (il cosiddetto “cavallo di ritorno”), una pratica riscontrata in Campania, in particolare nella città di Napoli.

ESPERIENZA INTERPOL – “I veri ladri d'auto riscontrano molte difficoltà nel rubare i veicoli di oggi, in quanto la maggior parte è dotata di strumenti di prevenzione efficaci – spiega Antonio Montanaro, funzionario dell'Interpol -. A questo si aggiungano gli incentivi offerti dalle case per installare l'antifurto, che rappresenta un forte deterrente. Ciò determina la riduzione dei furti, ma crescono le frodi nei confronti delle compagnie d'assicurazione e delle società finanziarie. Inoltre c'è un altro problema. I sistemi di prevenzione adottati dalle case produttrici trasformano spesso il furto d'auto in rapina. I costruttori installano sulle automobili sistemi di accensione originali e sofisticati, che richiedono, ad esempio, la chiave di avviamento originale. In questo caso chi vuole rubare la macchina deve portarla via al proprietario mentre questo è a bordo o la parcheggia. Nella mia esperienza mi sono imbattuto sovente in casi in cui la chiave di avviamento era stata rubata dalla borsetta o dalla giacca del proprietario che l'aveva lasciata incustodita. Alcune macchine prevedono la chiusura delle porte appena si innesta la marcia. Si sono verificati diversi casi in Puglia: il ladro apriva la portiera subito dopo che il guidatore era salito sull'auto e magari stava già muovendosi, lo scaraventa fuori e si allontana indisturbato con il veicolo. Un sistema di chiusura automatica delle porte può evitare questo inconveniente”.

1 commento

Angela
11:37, 19 settembre 2016

Attenzione!! ora i ladri hanno inventato anche un telecomando universale per aprire direttamente le auto, non devono nemmeno più sbattersi!!

http://www.motorage.it/2016/08/furti-dauto-attenti-al-telecomando-universale/

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