Fumo in auto: ancora più assassino

Fumando in macchina, l'abitacolo diventa una camera a gas: lo conferma una recente ricerca molto dettagliata

22 ottobre 2012 - 6:00

Un attentato alla salute: è il fumo in generale, e ancora di più in un ambiente chiuso, come l'abitacolo della macchina. Nessuna novità, giacché tutti ne erano al corrente, ma il fatto è che arriva una conferma da uno studio approfondito dell'università scozzese di Aberdeen, autori di una ricerca pubblicata sulla rivista Tobacco Control, la più dettagliata che sia mai stata fatta in materia di fumo in auto.

SIGARETTA UGUALE VELENO – Il rischio per la salute schizza alle stelle quando si accende una sigaretta all'interno di un'automobile. Secondo gli scienziati scozzesi, i veleni sprigionati dalla sigaretta, restando nell'abitacolo, arrivano molto più facilemente nei polmoni. E anche se il finestrino viene aperto, lo smog che entra nell'abitacolo non potrà certo essere una boccata d'aria fresca sufficiente a spazzare via le sostanze tossiche. Se poi il guidatore è un tabagista accanito, le concentrazioni di particolato, centuplica l'insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi), ossia gl'inquinanti delle città.

TEST APPROFONDITO – L'esperimento dell'università di Aberdeen è durato 3 giorni, coinvolgendi ben 17 guidatori, di cui 14 fumatori, per un totale di 104 viaggi in auto di durata variabile da 5 a 70 minuti (27 minuti in media), tra l'ovest della Scozia e l'est dell'Inghilterra. Tramite un detector specifico, gli autori hanno misurato una volta al minuto le concentrazioni di particolato sottile nell'area posteriore dell'auto, la zona passeggeri, all'altezza della testa di un bimbo. Di 83 viaggi, è stato possibile misurare i livelli di particolato sottile, e in 34 di questi il guidatore non fumava: da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d'aria nei viaggi no-smoking, ci si elevava a 85 nei viaggi smoking, con punte di 385 (che lievitavano ovviamente a seconda del numero di sigarette fumate). Sui fumatori coinvolti, 5 consumavano più di un pacchetto da 20 al giorno; altre 7 persone, da 10 a 19 pacchetti, e gli altri meno di 10 pacchetti. Nonostante un tentativo maldestro di cambiare aria, in tutti i viaggi veniva superato il livello fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità in 25 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d'aria.

PASSEGGERI PICCINI – Ma c'è un comportamente “criminale” da parte dei fumatori in auto: accendersi una “bionda” in presenza di bimbi. I ricercatori ricordano che l'esposizione al fumo passivo è associata a numerosi problemi di salute nei piccini: dall'aumentato rischio di morte in culla alle otiti medie, all'affanno, all'asma. I piccoli sono più a rischio a causa di una maggior frequenza respiratoria, di un sistema immunitario meno sviluppato e del fatto che spesso sono troppo piccoli per avere la capacità e la forza di evitare un minimo il fumo in macchina, o per ribellarsi a un adulto stupido.

NESSUN DIVIETO – Comunque, almeno in Italia, non c'è nessun divieto specifico di fumare in macchina. Cosa che invece accade in ospedali, scuole, autobus, cinema, teatri, discoteche e ristoranti. La proposta di tre anni fa, quella di vietare per legge il fumo in auto, non s'è mai concretizzata. Eppure il divieto potrebbe migliorare, oltre che la salute, anche la sicurezza stradale: il fumo in auto può anche dare fastidio agli occhi, peggiorando la visibilità. E comunque, avere una sigaretta in mano, o accendersela, mente si guida, distrae, un po' come stare al volante impugnando il cellulare.

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