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Frigoriferi per auto: funzionano davvero? Ecco il nostro test

Comparativa frigoriferi elettrici per auto: testati tre modelli contro borsa termica e accumulatori di freddo. Quale conviene di più?

Frigoriferi per auto: funzionano davvero? Ecco il nostro test
Da un'indagine appena condotta da Direct line sulle abitudini degli italiani che viaggiano in auto emerge che il frigorifero portatile è tra gli accessori cui granparte di questi non rinuncerebbe; confort supplementare che diventa prioritario quando in auto ci sono piccoli viaggiatori e amici a quattro zampe. Per il 57% degli italiani, si evince dalla stessa indagine, affidarsi alla rete di aree di servizio autostradali per una sosta rifocillante è ormai una cosuetudine accertata, ma in giornate di esodo da bollino nero gli autogrill diventano delle irraggiungibili oasi nel deserto. Equipaggiarsi di un frigorifero portatile, contenente il minimo indispensabile ad affrontare un viaggio confortevole, garantirebbe il giusto sollievo a passeggeri e guidatore, che in alcuni casi (poiché non sempre il condizionatore è di serie) sono costretti ad affrontare prove di resistenza fisica fino al raggiungimento dell'area di sosta attrezzata più vicina. Ma quale frigorifero risponderebbe meglio alle nostre esigenze di viaggio?

PASSIVO O ELETTRICO?

Parlando di frigorifero, si fa presto a cadere nell'involontaria analogia che rapporta il mastodontico elettrodomestico casalingo al più versatile box refrigerato da viaggio; ma quando ci si riferisce al minifrigo elettrico, prende piede l'idea di tirare fuori una bibita fredda e gocciolante dal magico contenitore in qualsiasi momento del viaggio. Riuscirà il minielettrodomestico, tanto desiderato, a soddisfare le nostre aspettative? Per scoprirlo abbiamo messo sotto torchio tre modelli di frigoriferi portatili in grado di refrigerare cibi e bevande collegandoli semplicemente alla presa accendisigari dell'auto, comparandone le prestazioni con il buon vecchio sistema degli accumulatori di freddo stivati nella borsa termica.

TANTI E SIMILI

La scelta del minifrigo giusto, considerata l'imponente varietà stagionale di prodotti disponibili nei reparti dedicati di supermarket e negozi di accessori, deve essere orientata verso una valutazione delle reali esigenze di viaggio, nonché durata media degli spostamenti, cosa refrigerare (o riscaldare) e in che quantità. Nel test che vi proponiamo questa settimana, abbiamo monitorato il funzionamento di tre modelli differenti per prezzi e volumi di carico ma uniti dallo stesso cuore pulsante: Ardes TK 49A (prezzo circa 70 euro), Gio'Style Shiver 30 (prezzo circa 70 euro) e Waeco Tropicool 21FL-AC (prezzo circa 240 euro).
  • TK 49A è il frigo più compatto del test dalle linee meno contemporanee, con i suoi 24 litri di volume interno utile può contenere una sola bottiglia da due litri di quelle comunemente in commercio per via dell'alloggiamento ricavato in un angolo del coperchio di chiusura; peccato che la mancanza di paratie di separazione la faccia rotolare fino a disporsi di traverso nel frigo. Un rivestimento esterno in tessuto morbido sfoderabile (disponibile in diversi colori) svolge una duplice funzione: isola termicamente il contenuto del box e protegge il cestello dagli urti; accattivante e pratica soluzione che rimedia all'eccessiva flessibilità delle plastiche sottili utilizzate per il pozzo. Il sistema di refrigeramento collocato nel coperchio, di spessore non trascurabile per dare spazio ai dissipatori di alluminio, fa ribaltare il frigo se aperto senza sostenerlo quando è vuoto per l'eccessiva concentrazione dei pesi nella parte alta a fronte di una base di appoggio instabile (per l'imbottitura) e leggera. Il collegamento alla sola presa accendisigari dell'auto raffredda (o all'occorrenza riscalda) cibi e bibite selezionando la funzione tramite un comodo ma poco chiaro selettore sul coperchio. Secondo quanto dichiarato dal costruttore, il frigo distribuito dall'italiana Ardes ma di chiara manifattura asiatica, in raffreddamento garantirebbe un abbassamento massimo di circa 15°C rispetto alla temperatura ambientale. Ma a un'attenta analisi del prodotto non c'è sfuggita la chiusura non ermetica del coperchio: la leva di trasporto centrale (l'unica giacché il frigo è sprovvisto di maniglie laterali) non chiude adeguatamente il coperchio del frigo, che pur andando in battuta con il cestello, si solleva di qualche millimetro, vanificando la corretta coibentazione del TK 49A.
  • Con un ingombro di poco superiore il GiòStyle Shiver 30 vanta un volume di 30 litri in grado di contenere fino a sei bottiglie da due litri, risultato ottenuto grazie al volume maggiore nonché al coperchio meno invadente, nonostante il trasformatore di corrente al suo interno che allarga l'utilizzo del frigo anche alla presa di casa a 220V. L'elevato carico che è capace di contenere non pregiudica la maneggevolezza: nonostante il peso aggiunto di circa 6 kg del frigorifero vuoto non si corre alcun rischio di ritrovarsi la sola maniglia tra le mani. Plastiche di buona qualità sono modellate ad hoc con un look ricercato che sembra fuoriuscito da uno schizzo approssimativo di un disegnatore, incentrando però l'ergonomia e la solidità del prodotto: la robusta maniglia centrale che assicura una perfetta tenuta ermetica del frigo in aggiunta a due comode maniglie laterali agevola lo spostamento e il carico in auto. L'italianissimo Shiver 30, secondo quanto dichiarato dall'azienda, raffredderebbe le nostre bibite a una temperatura tra +6 e +16,5°C (variabile rispetto alla temperatura esterna al frigo) indipendentemente dal luogo (casa o auto) con la doppia alimentazione 12/220V.
  • Il TC-21FL-AC pur essendo il più ingombrante e pesante del test (7 kg a vuoto) con un volume di carico di soli 21 litri, punta più ai contenuti tecnologici e funzionali che all'estetica. Lo stile essenziale e sobrio chiarisce fin da subito l'idea di non voler essere confuso con un "giocattolo", vestendo colori un po' spenti e forme regolari che ricordano i cugini domestici di ben altra stazza. L'adozione di valide soluzioni tecniche come il sistema di raffreddamento/riscaldamento sul fondo del cestello, l'interruttore magnetico che disattiva la ventola interna all'apertura del coperchio per evitare di disperdere eccessivamente il freddo (o caldo) ed un sistema di diffusione del calore ottimizzato (con dissipatori di alluminio adeguatamente dimensionati e ventole ad alta efficienza), promette temperature prossime allo zero in raffreddamento (+1°C fino a un abbassamento massimo di 30°C rispetto alla temperatura esterna) e +65°C in riscaldamento. Un pratico e intuitivo pannello di controllo soft-touch digitale asseconda le preferenze dell'utente su sette livelli differenti per la selezione della temperatura più adatta al contenuto del frigo. La forma non regolare del pozzo per la collocazione del sistema caldo/freddo sul fondo (anziché nel coperchio come gli altri prodotti esaminati), ruba spazio al cestello ma assicura posto a ben quattro bottiglie da 2 litri, razionalizzando lo spazio con una comoda paratia riposizionabile che tiene ben ferme piccole lattine o grandi bottiglie quando il frigo è poco carico. La chiusura magnetica del coperchio e l'utilizzo di poliuretano espanso (migliore del polistirolo o polistirene largamente usato negli altri due partecipanti al test) favorisce l'isolamento termico del box dall'esterno, in casa collegato alla rete di corrente domestica o in auto alla presa accendisigari.

COME FUNZIONANO?

Il cuore del sistema di raffreddamento (e riscaldamento a seconda dei prodotti) dei frigoriferi che hanno preso parte al test di SicurAUTO, risiede nella cella di Peltier o anche conosciuta con l'acronimo TEC (ThermoElectric Cooling - Raffreddamento Termoelettrico), del tutto simile ad una piccola mattonella quadrata di pochi centimetri di lato e molti meno di spessore - nel nostro caso 4cm x 4cm x 3mm. Se credete sia difficile che un componente delle dimensioni di mezzo cracker possa muovere la macchina del freddo (e del caldo), resterete (in parte) sbalorditi. Il funzionamento della cella di Peltier consiste semplicemente nello "spostare" il calore da una superficie all'altra se alimentata con una corrente continua (12 o 24V della batteria del veicolo); in pratica da un lato assorbe il calore e dall'altro lo cede. Poiché il freddo o il caldo generati dal sistema termoelettrico sono limitati a un'area molto ridotta, l'adozione di generosi dissipatori di alluminio a contatto con la cella e ventole efficienti, per lo spostamento del caldo verso l'esterno ed il ricircolo dell'aria fredda all'interno (funzione di raffreddamento), giocano un ruolo fondamentale affinché il frigo portatile sia più fresco possibile. Parallelamente la temperatura esterna al frigo condiziona in maniera decisiva la temperatura raggiunta dalle superfici della cella per ovvi motivi di smaltimento del calore; quindi più affollato e caldo sarà il bagagliaio dov'è alloggiato il frigo e meno freddo avrete al suo interno.

Pubblicato in Test e recensioni il 02 Agosto 2011 | Autore: Redazione


Commenti

Pierpaolo Tinelli il giorno 03 Agosto 2011 ha scritto:

Buongiorno, sono il Responsabille Qualità di GioStyle. Nel ringraziare per i commenti positivi al nostro frigo portatile volevo solo precisare un aspetto riguardante il suo isolamento. Il coperchio elettrico è effettivamente isolato mediante polistirene espanso, ma la cella è invece isolata mediante schiuma di poliuretano. Cordiali saluti. Pierpaolo Tinelli

Francesco il giorno 10 Giugno 2013 ha scritto:

Salve, volevo sapere dopo aver staccato il frigo dalla presa quanto mantiene la temperatura?


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