“Fotovoltaico, strade provinciali a Brindisi distrutte dai cavodotti”

Non solo danni al patrimonio naturalistico della Puglia! Gli impianti fotovoltaici che spuntano come funghi su tutto il territorio «stanno letteralmente devastando le strade provinciali. Con ...

16 ottobre 2010 - 7:02

Non solo danni al patrimonio naturalistico della Puglia! Gli impianti fotovoltaici che spuntano come funghi su tutto il territorio «stanno letteralmente devastando le strade provinciali. Con danni economici incalcolabili alla rete viaria e rischi per la sicurezza stradale».

L'allarme è dell'assessore della Provincia di Brindisi, Donato Baccaro, dopo un sopralluogo effettuato l'altro ieri insieme alla polizia provinciale su gran parte delle strade interessate ai lavori di attraversamento dei viadotti di collegamento tra gli impianti solari e la rete elettrica.

Interventi che riguardano l'interramento di un cavo elettrico di media tensione per il trasferimento dell'energia prodotta dall'impianto alla rete elettrica dell'Enel. Lungo questo percorso, che può essere lungo anche qualche chilometro, il viadotto interrato non si ferma davanti ad alcun ostacolo, che siano muretti a secco o alberi di ulivo, antiche neviere, costruzioni o le strade, che siano esse comunali. O provinciali appunto. Gli affari prima di tutto.

Di fronte a questo obiettivo primario (trasferire l'energia prodotta alla rete per venderla alla società elettrica) tutto il resto diventa secondario per l' impresa che realizza anche queste opere.

L'assessore della Provincia (che per primo in Puglia ha detto basta alla giungla di centrali), Donato Baccaro, nel corso del sopralluogo, parla di «lavori approssimativi» e di «danni incalcolabili alle infrastrutture stradali». Oltre che di «quasi assoluta mancanza di norme di sicurezza alla viabilità».

«Fino a questo momento – spiegano i tecnici provinciali – sono stati emessi venti verbali nei confronti di altrettante imprese responsabili di «danneggiamento della sede stradale», di mancata esposizione della segnaletica», e «di lavori eseguiti non a norma».

I tecnici della Provincia di fronte a questa devastazione parlano di scempio e danneggiamento. Anche se non è stato ancora possibile quantificare l'entità dei danni «che comunque – dice lo stesso assessore – potrebbe superare diverse decine di milioni di euro».

Lo scenario che si è presentato di fronte alla commissione di verifica guidata dall'assessore ha creato forte preoccupazione.

«Anche se in qualche caso i lavori di ripristino sono eseguiti più o meno in regola, ci sono – spiegano i tecnici – dei cedimenti strutturali delle strade Interventi sbagliati e approssimativi che hanno devastato seriamente le carreggiate in maniera a volte definitiva».

Il consiglio provinciale qualche mese fa aveva approvato un regolamento che dettava alcune norme per la esecuzione di questi interventi. Molte imprese però non hanno rispettato le regole causando danni consistenti.

«A partire da ieri – assicura il responsabile alla viabilità della Provincia – tutti i capo-cantonieri vigileranno sulla corretta esecuzione dei lavori da parte di queste imprese per limitare ulteriori danni e garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza».

Al momento non è possibile quantificare esattamente l'ammontare dei danni. Basti pensare che per rifare una strada servono 5/6 euro a metro quadrato (la carreggiata è larga mediamente 7/8) che moltiplicato per la lunghezza dell'intervento interessato dai lavori di posa in opera del cavodotti (che può essere di qualche chilometro) comporterà per la Provincia una spesa per il ripristino varia dai 30 ai 50mila euro a strada. La mappa completa delle arterie danneggate sarà pronta nei prossimi giorni. Mappa che durante i sopralluoghi sarà aggiornata costantemente sulla base degli interventi necessari per mettere a norma quelle strade anche per quanto riguarda la sicurezza.

«Molte imprese – è stato rilevato durante i sopralluoghi – non erano a regola e non avevano i requisiti e la segnalazione prevista».

Per il momento non è stato deciso alcuna interruzione dei lavori. «La situazione però è seria. In alcuni casi – dice lo stesso assessore – addirittura  grave».

 

fonte – lagazzettadelmezzogiorno.it

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