Ford e Intel studiano l'auto che riconosce chi guida

Un sistema che utilizza una telecamera frontale interna e sfrutta i sensori già presenti, interfacciandosi con la rete Internet

27 giugno 2014 - 17:14

Tra i tanti sistemi informatici e multimediali che potremo trovare nelle auto di tutti i giorni, non tra cinquanta anni, ma nel futuro prossimo, c'è anche il riconoscimento facciale. Non appena entreremo nella nostra vettura, verremo immediatamente riconosciuti e autenticati attraverso una telecamera frontale che sarà puntata dritta sul nostro volto. Si chiama Project Mobii, contrazione di Mobil Interior Imaging ed è un progetto di ricerca svolto in collaborazione tra Ford e Intel, per studiare nuove possibili applicazioni per le telecamere interne, sfruttando dati provenienti da sensori già presenti nelle auto, per migliorare l'esperienza a bordo sia del guidatore che dei passeggeri.

SICUREZZA E PRIVACY – Ma il progetto prevede anche possibili utilizzi nel campo della sicurezza e della privacy, per esempio una applicazione mobile potrebbe abilitare un giovane guidatore attraverso un accesso remoto, oppure dopo un rapido controllo degli oggetti personali lasciati all'interno del veicolo o ancora per autorizzare alla guida conducenti diversi da quelli che solitamente utilizzano l'auto. Tenendo ben presente che le automobili stanno diventando sempre più parti integranti della rete Internet, Ford e Intel stanno anche ricercando nuove possibilità di connessione, inclusa quella di permettere ai proprietari di “entrare” virtualmente nella propria auto a distanza. Studiosi ed esperti di diversi settori e discipline sono impegnati in questa ricerca. Si tratta di etnografi e antropologi, che lavorano fianco a fianco con gli ingegneri del Centro Ricerca Ford e utilizzano tecnologie di calcolo percettivo.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – “Il nostro obiettivo con la ricerca Mobii è quello di esplorare come gli automobilisti possano interagire con la tecnologia presente nella vettura e come noi possiamo rendere questa interazione quanto più intuitiva e facile possibile – ha dichiarato Paul Mascarenas, Responsabile del Reparto Ricerca e Innovazione di Ford – L'utilizzo delle immagini interne al veicolo attualmente è solamente ricerca, ma i dati che abbiamo raccolto ci aiuteranno ad affinare l'esperienza dei clienti sul lungo termine”. “Intel è riconosciuta globalmente con un leader della tecnologia e dell'innovazione. Per questo siamo in grado di capire le sfide che le case automobilistiche stanno affrontando e vogliamo cogliere questa grande opportunità insieme a una delle più prestigiose che esistano – ha commentato Doug Davis, Responsabile Internet di Intel – Il Project Mobii è un ottimo esempio di collaborazione attiva, che porterà senza ombra di dubbio a una esperienza di guida più connessa”.

I LIMITI PER I NEOPATENTATI – Se Project Mobii non riesce a riconoscere il guidatore, spedisce immediatamente una fotografia sullo smartphone del proprietario principale del veicolo. Così questi può configurare un permesso di guida o altre possibilità specifiche che potranno poi essere abilitate o disabilitate. Ad esempio, in caso di guidatore neopatentato, si potranno impostare limitazioni relative alla velocità massima raggiungibile, al volume del sistema audio o all'utilizzo dello smartphone durante la guida. 

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