Flop al primo esame di scooterista: il patentino solo a 15 studenti su 38

Le autoscuole accusano: «Le lezioni affidate a gente sprovveduta» Educare i giovani alla sicurezza stradale diventa sempre più un obiettivo primario. Proprio per questo è divenuto obbligatorio,...

15 febbraio 2004 - 17:41

Le autoscuole accusano: «Le lezioni affidate a gente sprovveduta»

Educare i giovani alla sicurezza stradale diventa sempre più un obiettivo primario. Proprio per questo è divenuto obbligatorio, a partire dal primo luglio dello scorso anno, per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, conseguire un patentino per la guida dei ciclomotori.

A Salerno, il primo esame per ottenere il documento si è tenuto ieri mattina, al Liceo classico ''Torquato Tasso'' di piazza San Francesco. Alle 9, si sono ritrovati, nell'aula magna dell'Istituto, trentotto giovani studenti, preoccupati e desiderosi di poter finalmente guidare al più presto lo scooter dei loro sogni. I ragazzi, per poter svolgere l'esame, hanno dovuto seguire un corso che si è tenuto a scuola Ð promosso dall'Aci di Salerno in collaborazione con il Centro servizi amministrativi e l'assessorato provinciale alla Scuola Ð nel mese di novembre e che prevedeva venti ore di lezione di cui dodici teoriche e otto di ''convivenza civile'', tenute dagli stessi docenti su argomenti quali l'educazione alla legalità e il rispetto della norma.

Tuttavia i risultati finali non sono stati dei migliori. Infatti, su 19 allievi del liceo ''Tasso'', appena 5 sono stati promossi, mentre tra gli altri 19, provenienti dal Liceo scientifico ''Da Vinci'', hanno conseguito il patentino solo 10. Evidentemente, gli aspiranti scooteristi non avevano dedicato troppo tempo allo studio. L'esito del primo esame (ne seguiranno altri negli istituti salernitani dove si sono tenuti i corsi) ha scatenato una vera e propria polemica. Rispetto a quello che viene visto come un vero e proprio «fallimento», il segretario provinciale dell'Unasca (l'Unione delle autoscuole), Davide Del Mese, in un comunicato parla di «flop» e aggiunge che forse non è un male in quanto i ragazzi sarebbero stati «mandati in strada da corsi inefficaci».

Del Mese denuncia, inoltre, la «non corretta applicazione della legge» che prevede che «i corsi vanno tenuti ''prevalentemente'' dal personale delle autoscuole». E non, aggiunge il segretario provinciale delle autoscuole, «da sprovveduti che con la materia della sicurezza stradale, hanno poco a che fare». I ragazzi, dal canto loro, hanno sostenuto che i quiz erano troppo difficili e che sono stati convocati in tutta fretta. La prova consisteva in un quiz di dieci domande di cui i ragazzi dovevano accertare la veridicità o meno. «Lo schema Ð ha spiegato Franco Rossi, direttore dell'Aci Salerno Ð è praticamente lo stesso della patente B, solo che in questo caso siamo venuti incontro alla più giovane età degli esaminandi, semplificando il linguaggio dei test». Chi non ce l'ha fatta, si consoli: può sempre ripetere l'esame entro un anno. E' indubbiamente un vero peccato che la ''prima volta'' abbia evidenziato quanto manchi ancora una vera educazione alla sicurezza stradale.

Fonte: La Città

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