Figlio causa incidente, padre si assume responsabilità: è calunnia

Figlio causa incidente, padre si assume responsabilità: è calunnia Il padre s'era assunto la responsabilità di un incidente mortale causato dal figlio: entrambi denunciati per calunnia

Il padre s'era assunto la responsabilità di un incidente mortale causato dal figlio: entrambi denunciati per calunnia

11 Aprile 2012 - 01:04

Pur di proteggere il figlio, un padre s'era assunto la responsabilità di un incidente mortale causato dal ragazzo: scoperto, è scattata la denuncia per calunnia. Che la Cassazione (quarta sezione penale) ha confermato con sentenza 12797 del 4 marzo 2012, depositata il 4 aprile.

SULLA STESSA AUTO – I fatti. Nel 2008, padre e figlio viaggiano sulla medesima macchina (una BMW 525 SW), con alla guida il ragazzo che, nell'affrontare una curva a velocità eccessiva rispetto alle condizioni della strada resa viscida dalla pioggia, perde il controllo del mezzo, invade la corsia di marcia opposta e si scontra con un'altra auto (un'Innocenti Elba): impatto violentissimo, con l'altro conducente che muore sul colpo. Il figlio dichiara ai Carabinieri di Ribera (Agrigento) che, al momento del sinistro, era a bordo del veicolo come passeggero, e che alla guida si trovava invece suo padre, incolpando quest'ultimo del reato di omicidio colposo. Il papà racconta l'identica versione.

TRIPLA CONDANNA – Ma poi la verità viene a galla: il figlio viene denunciato per il reato di calunnia, mentre scatta quella di autocalunnia per il genitore. Condannati in primo e secondo grado (Tribunale di Sciacca e corte d'Appello di Palermo), tentano la strada della Cassazione, che però rigetta il ricorso. In tutt'e tre i gradi, tentano di mischiare un po' le carte, il padre dichiarando di non aver proposto alcuna denuncia, ma di essersi limitato a fornire sommarie informazioni; il figlio sostenendo d'essersi limitato a dichiarare di non essere alla guida.

NIENTE STATO DI NECESSITÀ – Il padre s'era anche appellato all'esimente speciale di cui all'articolo 384, comma 1, del Codice penale: la necessità di salvare se stesso o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell'onore. Non è questo il caso: il figlio avrebbe dovuto subito dichiare il vero assumendosi la responsabilità dell'accaduto, e il padre non avrebbe dovuto autoaccusarsi di omicidio colposo per salvare il giovane.

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