Fiat vuole acquisire un ulteriore 3% di Chrysler

Il Gruppo Fiat ha annunciato di voler acquistare un ulteriore 3,3% di azioni Chrysler dal Veba

8 luglio 2013 - 15:45

È di oggi la notizia che il Gruppo Fiat ha esercitato la terza parte delle opzioni sulla quota azionaria Chrysler in mano al Veba, il fondo fiduciario gestito dal sindacato Uaw, che garantisce la copertura sanitarie ai pensionati Chrysler. Con questa mossa, il Lingotto ha posto le basi per arrivare al 68,5% della casa americana. Veba è comunque un interlocutore privilegiato per Fiat, visto che detiene il 41,5% delle azioni Chrysler, avendole ricevute nel 2009, quando l'ormai famoso “Chapter 11” condusse alla bancarotta pilotata dell'azienda di Detroit. Fiat ha una opzione, esercitabile in tranche semestrali, sul 40% della quota in mano a Veba, che corrisponde al 16,6% del totale.

LE DICHIARAZIONI FIAT – I vertici Fiat hanno dichiarato di avere “comunicato a Veba la volontà di esercitare l'opzione di acquistare una terza tranche della partecipazione detenuta da Veba in Chrysler Group, tranche pari a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Fiat pagherà un prezzo di esercizio determinato secondo gli accordi tra le parti sulla base di un multiplo di mercato (non eccedente il multiplo di Fiat) applicato all'Ebitda di Chrysler degli ultimi quattro trimestri pubblicati, meno il debito industriale netto. Secondo il calcolo di Fiat, l'importo netto da pagare per l'acquisto di questa terza tranche della partecipazione di Veba in Chrysler è pari a 254,7 milioni di dollari Usa”.

I PROBLEMI CON IL VEBA – Su quest'ultima parte sorgono i problemi, visto che la formula per il calcolo del prezzo di esercizio è tutt'altro che condivisa. Infatti le prime due tranche erano state esercitate nel luglio 2012 e nel gennaio di quest'anno, tuttavia le azioni non sono state trasferte, proprio per la mancanza di un accordo sulla formula di calcolo del prezzo. Per la prima tranche di azioni, il Gruppo Fiat aveva offerto 140 milioni di dollari, mentre il Veba aveva rilanciato con 342. Così si è arrivati alla Chanchery Court del Delaware, dove Fiat ha chiesto conferma il 26 settembre 2012. La Corte, nel frattempo, non si è ancora pronunciata.

LA SCALATA A RCS – Questo periodo si sta rivelando molto denso per il Fiat, alle prese con diverse operazioni finanziarie, ultima delle quali l'acquisto di un'ulteriore quota del gruppo editoriale Rcs, che lo stesso Marchionne ha dichiarato essere “strategico per il Gruppo Fiat”. Il Lingotto ha partecipato all'aumento di capitale, salendo a una quota del 20,135% all'interno di RCS.

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