Fiat Pomigliano: la nuova fabbrica “umana” e di qualità

16 dicembre 2011 - 14:00

1.050 AUTO AL GIORNO – La “Nuova Pomigliano” sarà in grado, a regime, di produrre sino a 1.050 auto al giorno su tre turni e sei giorni (tempo medio di realizzazione veicolo da “lamiera a ruote”, circa 18 ore). Dopo aver fabbricato quasi esclusivamente Alfa Romeo, oggi l’impianto è totalmente dedicato alla nuova Panda ma sarebbe in grado di produrre, in contemporanea e senza che la produzione debba essere fermata, auto dal segmento A al quello D. Pomigliano diventa, quindi, uno stabilimento flessibile pronto ad adeguarsi alla visione globale del Gruppo Fiat-Chrysler. Attualmente, considerato che l’impianto è in fase di start-up, produce circa 100 auto al giorno (su un solo turno) e impiega solo 600 operai su 4.800 circa. Sul futuro dei lavoratori Marchionne ha specificato «assumeremo tutti gli operai utili a raggiungere il target di 1.050 vetture. Il numero esatto ancora non lo sappiamo, dobbiamo vederlo sul campo quanti ce ne vorranno». Anche se a margine della conferenza stampa pare abbia dichiarato che l’obiettivo è quello di riassorbirli tutti entro il 2012 (mercato permettendo).

OBIETTIVO QUALITA’ E UMANITA’ – Una delle problematiche principali dello stabilimento di Pomigliano è sempre stata la qualità. Già con la Alfa 159 si era cercato di realizzare un reparto qualità che potesse rendere migliore il lavoro della fabbrica ma i risultati non furono degni di nota. Adesso la “Nuova Pomigliano” ci riprova, con «la sala metrologica quella che chiamiamo “sala a tolleranza zero” – spiega con un pizzico di orgoglio Stefan Ketter – . È  il regno della precisione geometrica, che qui si valuta in modo pratico e immediato. Qui si lavora con i pezzi in mano, per testarli, misurarli, metterli alla prova. Perché i pezzi dicono sempre la verità. Qui i fornitori, gli ingegneri e i tecnici di stabilimento lavorano in team. Nessuno esce da questa stanza senza un impegno preciso, senza avere ben chiaro in mente che cosa fare ed entro quando farlo. Non ci sono vie di mezzo: i pezzi o sono conformi al progetto oppure no. Niente compromessi». Ed effettivamente questo reparto qualità, nato meno di un anno e mezzo fa, sembra più una sala operatoria che altro, dove, calzari protettivi ai piedi, ci vengono mostrati da vicino macchinari avanzatissimi in grado di misurare qualsiasi componente e rendere il lavoro dei robot precisissimo. Qui attualmente sono impiegati 30 operai specializzati e 5 tecnici che, salvo problemi di fattibilità economica, si adoperano per raggiungere la «tolleranza zero». Tornando all’aspetto “umano” della fabbrica, oltre all’ergonomia, all’affaticamento uguale per tutti e al coinvolgimento attivo dell’operaio ci sono alcuni piccoli dettagli che, per quanto simbolici, restano significativi: tutto il personale della fabbrica, dai dirigenti agli operai, è vestito allo stesso modo e gli uffici della dirigenza sono stati trasferiti nel cuore della linea produttiva. Un modo nuovo di concepire la fabbrica che, si spera, si possa tradurre in auto migliori e più affidabili per i clienti. Oggi sembra tutto bello, ma sarà solo il tempo a dire se Marchionne e la sua squadra avranno avuto ragione. Sino ad allora ogni giudizio resta fine a se stesso.

Qui di seguito il video della fabbrica, lo abbiamo lasciato volutamente senza musica di sottofondo per farvi ascoltare “live” il comfort uditivo della fabbrica. Un ambiente di lavoro che altri operai che lavorano in vari settori automotive (vedi pneumatici o lampadine per auto) si sognano. Parola di chi quelle fabbriche le ha visitate.

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