Fiat sale al 58% di Chrysler

Fiat acquisisce un altro 5% di Chrysler, salendo al 58%. Intanto, neli Stati Uniti, il Gruppo americano va a gonfie vele

11 gennaio 2012 - 8:00

Fiat ha incrementato la propria partecipazione nel Gruppo Chrysler al 58,5%, raggiungendo il terzo performance event (“Ecological Event”)
contemplato dall'Operating Agreement di Chrysler, dalla cui realizzazione deriva un ulteriore incremento del 5% della partecipazione del Lingotto nel colosso americano. Il rimanente 41,5% di Chrysler è posseduto dal fondo Veba (gestito dal sindacato Uaw).

PRESUPPOSTI – La realizzazione dell'Ecological Event richiedeva che Chrysler ottenesse le approvazioni di legge per un'auto basata su una piattaforma Fiat, con una performance in termini di percorrenza pari ad almeno 40 miglia per gallone, con l'impegno ad avviarne la produzione su scala industriale negli Stati Uniti. E proprio a fine dicembre 2011, una versione pre-produzione della Dodge Dart basata su una piattaforma Fiat ha superato il Fuel Economy Test. Chrysler si è impegnata verso il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ad avviare la produzione di questa macchina in uno stabilimento Usa.

FUSIONE? CALMA – Come ricorda l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, «l'acquisizione di un ulteriore 5% di Chrysler rappresenta un passo fondamentale verso il completamento dell'integrazione tra i nostri due gruppi». E «il raggiungimento dell'Ecological Event è un traguardo al quale abbiamo lavorato con intensità negli ultimi due anni e mezzo. Ci fa particolarmente piacere averlo raggiunto, perché ci permette di ripagare la fiducia riposta nelle capacità della Fiat di portare anche negli Stati Uniti auto e motori a bassi consumi. L'impegno sul fronte della mobilità ecologica e sostenibile, che già oggi vede la Fiat come la casa più ecologica d'Europa, è parte integrante della nostra strategia di business. Si tratta di un patrimonio di grande valore che, unito alle competenze sviluppate da Chrysler, ci rende un Costruttore di auto forte e competitivo, con un livello di tecnologia tra le più innovative e avanzate al mondo». È infine vero che la fusione tra Fiat e Chrysler «arriverà entro il 2014». Tuttavia, va tenuta in seria considerazione la necessità del fondo Veba di monetizzare la sua quota in Chrysler. Inoltre, va ricordata l'esigenza della società di avere accesso a un mercato dei capitali efficiente. E Marchionne, sulla possibilità di pagare la quota Veba in contanti è stato categorico: «Metterebbe a rischio il nostro rating». Comunque, il manager italo-canadese, in un'intervista al Wall Street Journal, ha affermato che rimarrà in sella fino al 2015, ovvero fino a quando, a suo dire, non sarà terminato il processo di integrazione tra Fiat e Chrysler.

CHRYSLER BENISSIMO – Nel frattempo, negli Stati Uniti, il Gruppo Chrysler ha registrato a dicembre 2011 vendite pari a 138.019 unità, in aumento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2010 (che però non era stato un anno felice): la miglior performance di vendite da maggio 2008 e il ventunesimo mese consecutivo di crescita, nonché il settimo mese consecutivo di aumenti di almeno il 20%. Per l'intero esercizio, il Gruppo Usa ha venduto 1,37 milioni di unità, +26% rispetto al 2010. Le Jeep Wrangler, Grand Cherokee e Compass hanno contribuito in maniera significativa alla crescita: l'aumento del 1.035% registrato per le vendite della Compass rappresenta il più elevato aumento percentuale registrato tra i vari modelli del Gruppo Chrysler per il mese di dicembre.

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