Fiat-Chrysler: è boom negli Usa, ma in Italia…

Fiat-Chrysler: è boom negli Usa, ma in Italia… Negli Stati Uniti brindano agli ottimi numeri di Chrysler

Negli Stati Uniti brindano agli ottimi numeri di Chrysler, mentre in Italia Fiat si lecca le ferite. Ma la borsa guarda più ai risultati d'oltreoceano

2 Marzo 2012 - 09:03

I consuntivi del gruppo Fiat-Chrysler in febbraio evidenziano risultati in chiaroscuro. Al dato estremamente incoraggiante delle immatricolazioni Chrysler negli Stati Uniti si contrappone infatti il crollo di Fiat sul mercato italiano. Nel mese appena trascorso le marche americane del gruppo, con 133.521 vetture, hanno registrato un fenomenale +40% rispetto al febbraio 2011 (Chrysler +114%, Jeep +30% e Dodge+ 27%), mentre sul versante italiano si registra un brutto -20,13% (Fiat -21,79%, Alfa Romeo -35,54% e Lancia -4,13%) di fronte a un mercato che scende complessivamente del 18,94% rispetto a un anno fa.

IL MERCATO USA CHIEDE VEICOLI A BASSO CONSUMO – Negli Usa le cose vanno meglio anche per il marchio Fiat: la piccola 500, protagonista di un difficile sbarco sul mercato americano che finora non ha dato i risultati sperati, ha mostrato segni di risveglio: febbraio ha chiuso con 3.227 unità, +69% rispetto al mese precedente. A livello di modelli, è significativo il risultato conseguito dalla Chrysler 300 (da noi nota come Lancia Thema), che ha registrato un aumento delle preferenze del 480%. Per amor di verità, va detto che il risultato del modello attualmente in vendita si confronta con quello del febbraio 2011, quando era commercializzata ancora la precedente versione ormai superata, ma si tratta comunque di numeri che dimostrano un'accoglienza favorevole da parte della clientela. Una delle chiavi del successo americano del gruppo Chrysler (che del resto va a gonfie vele anche in Canada) è ben sintetizzata dalle parole di Reid Bigland, presidente e amministratore delegato della divisione Dodge: “Il nostro portafoglio prodotti comprende alcuni tra i veicoli a più basso consumo mai offerti dal gruppo. Oggi abbiamo 13 modelli che l'Epa (l'Agenzia americana per la protezione dell'ambiente-ndr) ha classificato come 'veicoli a basso consumo”, che in autostrada possono percorrere più di 25 miglia con un gallone di carburante. Sei di questi veicoli superano la percorrenza di 31 miglia per gallone». Insomma, pare che a parte l'appeal dei modelli, Chrysler sia stata capace di venire incontro rapidamente alle nuove istanze degli automobilisti yankee, che per colpa della crisi economica si sono scoperti, assai più che in passato, sensibili ai consumi di carburante.

IL CROLLO NAZIONALE – In Italia (e anche in Europa), invece, le cose per Fiat vanno male, e molto. Anche se una nota proveniente da Torino spiega che i risultati nazionali di febbraio “sono stati condizionati dal lungo fermo nazionale dei bisarchisti (gli autisti dei veicoli che trasportano auto), che hanno ritardato molte consegne di vetture''. Sarà, ma il fatto è che il gruppo Fiat da tempo registra complessivamente performance insoddisfacenti. E le cose potrebbero anche peggiorare, poiché nel prossimo futuro la vecchia Panda, che con 10.033 immatricolazioni figura ancora al primo posto tra le top ten di febbraio, dovrà presumibilmente rallentare, poiché è già arrivata quella nuova, il cui impatto sulle immatricolazioni (ammesso che registri un successo paragonabile a quello della precedente) richiederà però un po' di tempo per farsi sentire.

MA LA BORSA GUARDA A OVEST – Ieri, mentre venivano annunciati quasi in contemporanea i brillanti risultati di Chrysler al di là dell'oceano e quelli pessimi di Fiat sull'opposta sponda, i titoli di Torino alla borsa milanese hanno innestato il turbo e Fiat ha chiuso la giornata con un poderoso +4,88%. Anche oggi, nel momento in cui scriviamo, le azioni Fiat sembrano voler sovraperformare rispetto agli indici di borsa. Se mai ce ne fosse bisogno, ciò conferma che ormai il gruppo Fiat è sempre meno italo-centrico e gli occhi degli investitori guardano con molta attenzione a quanto succede negli Stati Uniti e assai poco agli avvenimenti che si verificano nel giardinetto di casa nostra. Per Sergio Marchionne, insoma, l'Italia è ormai ridotta al rango di distretto periferico, mentre il cuore del gruppo pulsa sempre di più nella terra dello zio Sam.

2 Commenti

Andrea
11:42, 2 Marzo 2012

Domanda: quanto costa la Chrysler 300 negli U.S.A. e, a parità di allestimento, la Lancia Thema in Italia?La versione 3.6 a benzina con cambio automatico a 8 rapporti e navigatore satellitare-sistema audio integrato è in listino 29.400 dollari (circa 22.100 euro), scontata a 25.000, cioè meno di 18.800 dollari

sicurezza
08:30, 3 Marzo 2012

E' facile dire: “lo avevo detto che Marchionne sarebbe riuscito a rilanciare Fiat” Sono certo che nel secondo trimestre, visti i risanamenti dei bilanci dell'eurozona ed il piano “rilancio e crescita” si avrà una ripresa nelle vendite!!!!!!!!!!!!!!!!

X