Federauto: i partiti hanno dimenticato l'auto

La denuncia di Federauto: i partiti dicano cosa vogliono fare del settore auto

29 gennaio 2013 - 8:28

È condivisibile la denuncia di Federauto (Federazione italiana concessionari): vista la crisi che attanaglia il settore auto, i partiti dicano come vogliono agire per arginare l'emergenza. In effetti, sull'auto è calato il silenzio da parte dei candidati alle elezioni di febbraio 2013.

PECORE DA TOSARE – “Il mercato automobilistico precipita anche in questo avvio del 2013. I dati che emergono dall'Osservatorio Federauto segnano infatti un -25% circa (rispetto agli stessi giorni lavorativi del gennaio 2012). Si tratta di un dato drammatico, che potrebbe essere parzialmente corretto entro fine mese”: lo ha dichiarato il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi. Che dà una prima stoccata all'Esecutivo Monti: “Tutti gli operatori del settore sono attoniti perché sembrava impossibile peggiorare il 2012 che, con 1.400.000 pezzi circa, si è aggiudicato il titolo di anno horribilis degli ultimi decenni. Questo soprattutto grazie ai provvedimenti del Governo uscente che ha utilizzato auto, automobilisti, Costruttori e concessionari, come pecore da tosare senza pensare ai danni prodotti. Basti pensare all'aumento di tutte le tasse, dal bollo, all'Iva, all'IPT, al varo del superbollo per le auto prestazionali, alla penalizzazione sull'acquisto delle auto aziendali (mentre in Europa sono detraibili e deducibili al 100%)”. Ed ecco i dati precisi: “Stiamo peggiorando i dati 2012, che ci hanno collocato all'ultimo posto in Europa. È evidente che questa situazione è il frutto delle scelte sbagliate di chi ci ha governato. Siamo all'allarme rosso e dobbiamo segnalare che storicamente il periodo pre-elettorale ha sempre frenato gli acquisti di autoveicoli. Nondimeno la misura del calo è inquietante. Anche perché il primo danneggiato è lo Stato che nel 2012 ha introitato 3 miliardi di imposte in meno dal nostro comparto. Senza contare i milioni di euro spesi in ammortizzatori sociali. D'altro canto è da mesi che, pur non essendo professori universitari, spieghiamo che colpire i consumi interni, in un Paese dove incidono circa  per l'80% del PIL, uccide la nostra economia. È di ieri la notizia che in Italia chiudono 1.000 aziende al giorno e con le aziende dilapidiamo centinaia di migliaia di posti di lavoro. È la strage degli innocenti”.

INTERVENTO NECESSARIO – Pavan Bernacchi lancia un appello rivolto a tutto il mondo politico che sta duellando alla ricerca di consensi elettorali: “Se il nuovo Governo non interverrà appena eletto, si va verso una repentina implosione del sistema di distribuzione e riparazione degli autoveicoli in Italia, con un danno sociale, ambientale ed economico incalcolabile. Per questo, visto che dal Governo non abbiamo mai ricevuto un segnale positivo, i partiti dichiarino adesso cosa intendono fare, se eletti, per un comparto che dà, o forse dava, lavoro a 1,2 milioni di persone, con un'incidenza sul PIL dell'11,6%”. Al di là dei programmi elettorali, una volta insediatosi, il futuro Governo come fronteggerà la crisi del settore automotive? L'automobilista verrà ancora spremuto come durante le ultime legislature? Non resta che attendere.

1 commento

Bruno
19:43, 29 gennaio 2013

Il mondo politico italiano ha una visione del settore auto/moto assolutamente provinciale, da incompetenti, distorta oltre tutto dalla demagogia classista. Si allarmano solo se la Fiat minaccia di chiudere qualche fabbrica, tutto il resto non conta per loro. I grandi “professori” non avevano previsto l'ovvietà, cioè che l'erario avrebbe perso miliardi di euro grazie ai loro scellerati provvedimenti anti-auto. Gli altri (che troveremo prossimamente al governo) non parlano neanche del problema, hanno altri pensieri. Questo è un brutto segno, perchè in passato anche loro hanno fatto seri danni al settore auto ( ricordate un certo personaggio che ricorda un topo?).

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