Federauto: con l'Iva al 22% altri 170 euro in più ad auto

Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi: "Lanciamo un appello al premier Enrico Letta affinché scongiuri l'aumento dell'Iva"

2 settembre 2013 - 6:00

Se l'Iva aumenta, sarà la mazzata definitiva per il settore auto in Italia, che già sta soffocando: questa la sintesi delle affermazioni del presidente di Federauto (concessionarie), Filippo Pavan Bernacchi.

AGOSTO PESSIMO – Partiamo dalla premessa. Agosto s'è appena chiuso e dal panel dell'Osservatorio Federauto si registra una sostanziale stagnazione delle immatricolazioni rispetto al 2012. Agosto 2012 aveva consuntivato 56.700 pezzi contro il 70.700 dello stesso mese del 2011. Quindi l'agosto 2012 aveva perso circa il 20% sul 2011. E agosto 2013, secondo le proiezioni dei concessionari, si attesterà sui numeri 2012. Se confermato, un dato estremamente negativo in quanto si stanno ricalcando numeri risibili che portano con sé, oltre a una diminuzione significativa delle entrate per lo Stato, un forte incremento della disoccupazione nella filiera che, con l'indotto allargato, impiega 1.200.000 addetti. La Federazione stima che di questi circa la metà sono attualmente interessati da provvedimenti quali cassa integrazione, rivisitazione dei contratti o licenziamenti.

APPELLO AL PREMIER – Per questo, il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, lancia un appello al premier Enrico Letta e ai suoi ministri affinché scongiurino l'aumento dell'Iva (dal 21 al 22%). Un punto in più di Iva, che su uno Smartphone inciderebbe mediamente per meno di 5 euro, peserebbe invece su ogni auto per circa 170 euro. “Negli ultimi due anni – dice Bernacchi – abbiamo assistito impotenti a ogni sorta di rincaro sul mondo degli autoveicoli e infatti siamo il fanalino di coda europeo. È arrivato il momento di comprendere che il mercato degli autoveicoli, come quello dell'edilizia, ha delle peculiarità da soppesare, soprattutto per quello che significa per l'economia, partecipando per il 16,6% alle entrate fiscali e fatturando circa l'11,4% del Pil. Volete proprio aumentare l'Iva? Bene, ma almeno esentate da questo provvedimento gli autoveicoli. Primo, perché hanno già dato il sangue in questa crisi. Secondo, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un'ulteriore riduzione della domanda”.

“URGE UN INCONTRO” – All'attuale Governo, Saverio Greco, vicepresidente Federauto, chiede un incontro urgente “con i rappresentati di tutta la nostra filiera perché l'auto, in Italia, non è solo produzione, o componentistica, ma soprattutto commercio”. Il rischio è quello di aggravare la demotorizzazione in corso. Negli ultimi anni si è assistito a un fenomeno molto importante nelle abitudini degli italiani: ogni anno diminuiscono i km percorsi annualmente. Nel 2000 gli italiani percorrevano mediamente 13.000 km, nel 2012 quasi 11.300 km; il che equivale a1700 km in meno all'anno quindi per raggiungere i 90.000 km di percorrenza una vettura nel 2000 doveva avere un'anzianità di 7 anni mentre oggi gli stessi chilometri si percorrono in 8 anni. Come ha ricordato di recente Franco Oltolini, Operations Director per LeasePlan e di Responsabile per CarNext “il parco circolante autovetture nel 2012 è diminuito: infatti le immatricolazioni sono calate di 350mila unità e, dall'altro lato, sono aumentate di 20.000 unità le pratiche di radiazione. Non dobbiamo inoltre sottovalutare il peso dell'export che, di fatto, sottrae parco circolante all'Italia. Nel 2012 sono state esportate quasi 570.000 vetture (+16% ripetto al 2011)”. Mentre il 2103 si annuncia drammatico, con stime per il mercato auto in Italia sempre più al ribasso, proiezioni che peggiorerebbero se l'Iva salisse al 22%.

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