Fassino-Lupi: Strisce blu, niente multa, solo una sanzione del Comune

Sulle strisce blu, se la sosta sfora il temine per il quale si è pagato, la sanzione scatta solo con una norma del Comune

28 marzo 2014 - 6:20

Fine delle storie. Una nota del ministero dei Trasporti, al termine dell'incontro tra i ministri dei Trasporti Lupi e dell'Interno Alfano e il presidente Anci (Associazione Comuni) Fassino, lo ha chiarito una volte per tutte: se l'automobilista sfora come orario rispetto a quanto ha pagato col “Gratta e sosta” sulle strisce blu, non subisce la multa di 25 euro prevista dal Codice della strada per altre situazioni. Ma pagherà la differenza più una sanzione prevista dal singolo Comune. Durante la riunione, svoltasi questa sera, “si è convenuto che la regolamentazione della sosta è competenza dei Comuni che ne definiscono le modalità con proprio atto deliberativo”. In particolare, “per le zone a strisce blu, laddove la sosta si protragga oltre il temine per il quale si è pagato, la sanzione pecuniaria potrà essere irrogata solo in presenza di specifica previsione del Comune”. Così recita una nota congiunta.

FINE DELLA “GUERRA” – Termina la contesa fra ministero dei Trasporti e Anci. Che era nata in questi termini: l'Anci ritiene inesatto e difforme dal dato normativo la comunicazione veicolata dal ministero sul regime sanzionatorio applicabile in caso di sosta illimitata a pagamento dei veicoli nei centri abitati. Per il ministero, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l'inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta. Niente multa di 25 euro perché, in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall'articolo 157, comma 6, e precisamente l'obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l'orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l'obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo. Le amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal Codice civile e dal Codice del consumo. L'Associazione nazionale dei Comuni italiani aveva espresso forte preoccupazione riguardo la recente posizione sulla sosta tariffata espressa dal ministero delle Trasporti: “Una preoccupazione rivolta soprattutto ai cittadini, che rischiano di ritrovarsi ad essere doppiamente vittime della situazione di incertezza causata dal pronunciamento del ministero dei Trasporti”.

AUTOVELOX FINTI, ALTRA QUESTIONE – C'era poi il fronte autovelox finti. La nota congiunta dice: “Quanto ai dissuasori di velocità comunemente definiti autovelobox, appare evidente che possano essere installati e operativi soltanto dissuasori dotati di effettivi dispositivi di controllo”. Una questione così delicata che poliziamunicipale.it aveva polemizzato con il ministro dei Trasporti Lupi. Per poliziamunicipale.it, gli armadietti porta autovelox fin tanto che non saranno espressamente vietati dalla legge potranno continuare a essere utilizzati anche se il ministro dei Trasporti la pensa diversamente: “Al momento, infatti, non esiste alcuna disposizione normativa che impedisca a un Comune di installare a bordo delle proprie strade, nei punti più pericolosi, i contenitori dei controllori elettronici del traffico. Certamente questi manufatti dovranno essere impiegati per effettuare controlli, anche se saltuari. E non dovranno costituire insidia o pericolo per la circolazione stradale. E neppure potranno essere installati senza alcuna logica, in un numero esorbitante rispetto alle reali esigenze di controllo”. Ma dire che questi contenitori sono vietati appare, secondo poliziamunicipale.it, decisamente fuori luogo.

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